
In un angolo remoto della regione del Wolayta, nel villaggio di Amacho Koddo, il suono della festa ha rotto il silenzio della siccità. Una delegazione di volontari della onlus “Sorrisi per l’Etiopia” ha ufficialmente inaugurato un pozzo artesiano, ponendo fine a decenni di privazioni per centinaia di famiglie.

Fino a ieri, l’accesso all’acqua potabile per gli abitanti del villaggio di Amacho Koddo significava un cammino estenuante di oltre 30 minuti a piedi sotto il sole cocente. Un compito quotidiano che gravava pesantemente sulla salute e sulla qualità della vita della comunità locale. Oggi, grazie a questo intervento, l’acqua è finalmente arrivata nel cuore del villaggio.

L’opera è stata resa possibile grazie alla generosità e all’impegno in prima persona di Emanuele Tica, un volontario di San Severino che, durante la missione con la onlus, ha scelto di finanziare interamente la costruzione del pozzo. Un gesto di solidarietà concreta che trasforma quello che in Occidente è considerato un gesto scontato – aprire un rubinetto – in una conquista vitale per la sopravvivenza e la dignità umana.
«Per noi può sembrare poco, ma per questa gente avere l’acqua nel villaggio significa vita – dicono i rappresentanti della onlus – Vedere la gioia della comunità mentre l’acqua sgorgava per la prima volta è la prova di quanto il legame tra il nostro territorio e l’Etiopia possa generare cambiamenti reali e duraturi».



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Mandiamogli anche l’Aato 3.