
John McCourt, rettore Unimc
Dalla formazione dei caregiver familiari alla blockchain per le piccole e medie imprese, dai prototipi inclusivi per i musei alla rendicontazione di sostenibilità: sono alcuni dei risultati concreti del progetto Safina–Vitality che l’Università di Macerata presenterà mercoledì all’auditorium Unimc in via Padre Matteo Ricci 2.
Safina è uno dei “raggi operativi tematici” dell’Ecosistema dell’innovazione Vitality, ciascuno dedicato a uno specifico ambito di ricerca e intervento, finanziato dall’Unione europea attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e che ha visto lavorare insieme gli atenei di Marche, Abruzzo e Umbria. Il progetto ha lavorato su inclusione sociale, benessere, invecchiamento attivo, digitalizzazione e modelli di sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di migliorare la resilienza di persona e comunità e promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio. L’iniziativa, dal titolo “Collaborare, progettare, realizzare: i risultati del progetto Pnrr Safina–Vitality”, rappresenta un momento di restituzione pubblica delle attività svolte e dei traguardi raggiunti, ma anche un’occasione di confronto sulle prospettive future nella fase post-Pnrr.: un passaggio cruciale per trasformare investimenti straordinari in politiche, strumenti e collaborazioni capaci di produrre effetti duraturi sul territorio.
Ad aprire i lavori, alle 9, saranno i saluti del rettore John McCourt e del presidente della Fondazione Vitality Fabio Graziosi, seguiti degli interventi introduttivi di Silvana Colella, prorettrice alla ricerca e referente dello Spoke 7, ed Elisabetta Michetti, membro del Comitato tecnico-scientifico Vitality. La prima parte della giornata sarà dedicata al tema “Inclusione, benessere, comunità”, con interventi che affrontano il benessere nei contesti di fragilità, la qualità della vita nei luoghi di lavoro lungo il ciclo di vita, la mediazione familiare e il sostegno ai minori, l’inclusione delle persone con disabilità psichica e il contrasto alle discriminazioni di genere. Saranno presentate anche esperienze applicative, come lo sviluppo di un prototipo inclusivo per la raccolta e l’analisi del feedback del pubblico in ambito culturale, con il caso del Museo tattile statale Omero e i risultati di progetti realizzati in collaborazione con il terzo settore. Seguirà la sessione su “Invecchiamento attivo, cura e patrimonio accessibile”, che illustrerà percorsi di formazione per caregiver migranti e familiari, attività di creative ageing, iniziative di valorizzazione inclusiva dei parchi archeologici e riflessioni giuridiche sui diritti degli anziani nella prospettiva europea.
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà su “Digitalizzazione e innovazione sociale”, con contributi dedicati alla tracciabilità e competitività delle piccole e medie imprese attraverso la tecnologia blockchain, alla gestione digitale dei dati della ricerca, alla semplificazione linguistica per favorire l’accessibilità e ai profili di responsabilità legati al trattamento dei dati sanitari. Si chiude con “Economia e società: modelli di sviluppo di strumenti operativi”, che affronterà temi come la “città dei 15 minuti”, i gruppi di lavoro internazionali per l’innovazione aperta, il contributo dell’invecchiamento attivo allo sviluppo del capitale umano, l’investimento e il rischio nelle decisioni finanziarie, la rendicontazione di sostenibilità delle piccole e medie imprese e la co-programmazione tra pubblica amministrazione e terzo settore. Nel corso della giornata, verranno inoltre illustrati i risultati dei progetti di ricerca e sviluppo industriale condotti dalle aziende che hanno beneficiato del finanziamento erogato tramite il meccanismo dei bandi a cascata, progetti che coniugano innovazione tecnologica, benessere, e accesso alla cultura.
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