
Il Covid hospital
«Nessuno si pone il problema di recuperare gli spazi fieristici. Mi sembra grave, Civitanova è stata una delle prima città ad aprire una fiera nelle Marche negli anni Cinquanta. Sindaco e assessore al commercio prendano in mano la situazione».
È un appello diretto alla politica quello lanciato da Sergio Marzetti, ex consigliere comunale sul futuro dell’ormai ex Covid hospital, nato in realtà come nuovo polo fieristico della città e trasformato, per l’esigenze legate alla pandemia, in Covid hospital.

Sergio Marzetti
Marzetti ripercorre le origini della fiera, nata nel 1950, per le necessità economiche della città, prima in alcuni spazi come il cinema Rossini e la casa del Balilla, fino alla realizzazione della fiera dove attualmente c’è il Varco sul mare.
A partire dal Duemila la necessità di ampliare gli spazi e il progetto di spostare la cubatura nella zona commerciale: «Nella stesura del nuovo piano regolatore le dimensioni previste raddoppiarono, 11.500 metri quadrati contro i 5mila della ormai obsoleta struttura. Purtroppo nel 2013 l’allora amministrazione di sinistra decise di smembrarla, ritornando alla dimensione precedente e insufficiente di 5mila metri quadrati per realizzare col resto il palas. In seguito, causa la pandemia e in accordo con la Regione, gli spazi fieristici furono occupati dal Covid Hospital con tutte le attrezzature e il personale medico necessari.
Oggi che per fortuna il Covid è stato archiviato, nessuno si pone il problema di recuperare quegli spazi e la cosa mi sembra grave. La politica dimostra di essere lontana dalle vere esigenze della città, che sono ben diverse da quelle di tagliare qualche nastro per l’ apertura di un nuovo negozio. Nulla da eccepire sulla scelta di realizzare un palas per la Lube, che dà immagine alla città, ma ritengo assurdo che nessuno pensi al sostegno delle categorie produttive, sostegno che, come storia insegna, può garantire anche la promozione dei nostri prodotti attraverso una fiera. Da qui il mio invito al sindaco Fabrizio Ciarapica e al nuovo assessore al commercio Roberto Pantella, perché prendano in mano la situazione, ne parlino con la stessa Regione, definendo il rapporto di utilizzo della struttura, siglato in seguito all’emergenza Covid, in modo che il Comune ne ritorni in possesso, ed insieme alle associazioni di settore se ne possa avviare una gestione proficua. Basta vedere cosa ha fatto Fermo potenziando la fiera di Campiglione, altrettanto ha fatto Macerata ampliando l’immobile di Villa Potenza. Perciò è assurdo che non lo faccia Civitanova che è al centro di un territorio fortemente produttivo».
Mi chiedevo proprio ieri cosa fosse quel capannone MA VENDETELO AL CUORE ADRIATICO E FATE LA FIERA DA UNALTRA PARTE CHE IN QUEL POSTO GIÀ LA VIABILITÀ È AL COLLASSO DA ANNI!
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…Alla fiera dell’ovest
per tanti soldi
un fabbricato qualcuno comprò…
…E venne tigre
che si mangiò il fabbricato
che qualcuno al mercato comprò…
…sigh…
…pura fantasia, eh!!!
Sì, nulla da dire sul fatto che avere “una fiera non fiera” può succedere solo a Civitanova e gli ultimi otto anni di amministrazione Ciarapica non potrebbero smentire, “che a conti fatti”, è solo a lui che portano e a chi ne ha sposato le argomentazioni. Per il momento aspetterei a tirare in ballo il nuovo assessore al commercio. Uno perché non è ancora abbastanza chiaro come si pone rispetto allo stratega dell’oltre Chienti, Bivio Cascinare per essere chiari e spostare il mercatino domenicale per riportarci le auto me ne dà un esempio veramente deprimente e comunque è ancora troppo presto. Direi di aspettare la prossima mossa. Del resto dove sta adesso è ben circondato. Si cimentano continuamente a cercare di far passare tutto quello che fanno come un Paradiso per grandi e piccini.