
Sandro Parcaroli e Francesco Acquaroli durante un comizio
di Luca Patrassi
Domani si apre la settimana decisiva per conoscere la decisione del sindaco Sandro Parcaroli sulla sua eventuale ricandidatura e nonostante l’interessato abbia già detto di voler aspettare fino al termine di febbraio le voci e i sussurri quotidiani non si placano con interpretazioni varie . Oggi Parcaroli ha incontrato il governatore Francesco Acquaroli ma sui contenuti non è trapelato nulla. In attesa che si pronunci l’interessato, vale a dire il sindaco di Macerata, non c’è nulla di ufficiale. E’ un po’ come chiedere se funzionano i lampeggianti e prendere per sicura una delle due risposte (“adesso sì, adesso no”). La settimana scorsa, dopo l’incontro con il ministro Salvini e l’imprimatur del governatore Francesco Acquaroli, sembrava che Parcaroli fosse orientato al sì mentre ora dopo la vicenda del mattatoio – e in particolare con la posizione silente della Lega di Macerata – sembra possibile l’esatto contrario.
Domani intanto un ulteriore chiarimento potrebbe arrivare dalla seduta di Consiglio comunale che affronterà la questione della richiesta di commissione di indagine formulata dalle opposizioni sulla questione dell’asta del mattatoio e il rinnovo triennale della convenzione con Musicultura imposto dal primo cittadino. In ogni caso il centrodestra dovrà attendere ancora una settimana per capire come e dove muoversi. Nel frattempo in campo ci sono già diversi candidati sindaci: Gianluca Tittarelli per il centrosinistra, l’ex Lega ed ex Fratelli d’Italia Giordano Ripa che guida una civica e altrettanto civica sarà la candidatura a sindaco di Marco Sigona con Officina delle Idee. In ballo c’è anche il terzo polo formato da Base Popolare, Repubblicani Europei, Azione, partito Liberaldemocratico e Civici Marche che non ha ancora ufficializzato nulla ma che sembra propendere per la candidatura di Mattia Orioli.
L’unica cosa sicura sul fronte Parcaroli è che lascerà la presidenza della Provincia. Scadono domattina alle 12 i termini per la presentazione della candidature a presidente della Provincia: fatti salvi improbabili colpi di scena finali sono due i candidati che si affronteranno e sono il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci indicato dal centrodestra e il primo cittadino di Loro Piceno Robertino Paoloni sostenuto da alcuni civici e dal centrosinistra. Al di là delle polemiche interne al centrodestra – l’indicazione di Gentilucci non ha ottenuto un consenso immediato ed unanime – la sfida di Paoloni sembra impossibile sulla carta per via del meccanismo elettorale e del fatto che il centrodestra governa la quasi totalità dei Comuni della provincia e tutti quelli di maggior peso demografico e quindi elettorale.
Sono 696 gli elettori che domenica 15 marzo dovranno votare per il rinnovo del presidente della Provincia di Macerata che percepisce una indennità di diecimila euro lordi mensili. Si tratta di sindaci e consiglieri comunali in carica al 35° giorno antecedente quello della votazione, ossia alla data dell’8 febbraio scorso .La popolazione complessiva, esclusa quella del Comune di Muccia commissariato, è di 304.163 abitanti e il numero complessivo di amministratori in carica è di 696. Erano invece 53 i sindaci che potevano essere eletti come presidente della Provincia, perché oltre a Muccia (commissariato) non può essere conteggiato il sindaco del Comune di Montecassiano in quanto decaduto a seguito dell’elezione in Consiglio regionale.
Si voterà domenica 15 marzo, dalle 8 alle 20 nell’unico seggio allestito nella sala consiliare della Provincia. Lo scrutinio e la proclamazione del nuovo presidente, invece, si terranno lunedì 16 marzo. Ogni elettore potrà esprimere un solo voto ponderato, calcolato cioè sulla base della fascia demografica del proprio Comune di appartenenza.
No..... A me personalmente mi ha delusa... senza personalita, senza carattere
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Sarebbe tragedia se non fosse farsa