
Marta Ruggeri, consigliera regionale M5S
«Da 88 a 360 milioni di euro, con due anni di ritardi, definanziamenti e scelte progettuali discutibili, come un ponte di 400 metri per superare un corso d’acqua di sette metri. Sull’intervalliva San Severino–Tolentino si sta consumando un pasticcio che rischia di trasformarsi in una truffa politica ai danni dell’entroterra maceratese». Sono le accuse di Marta Ruggeri, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione in consiglio regionale per chiarire il destino dell’infrastruttura.
«La storia dell’opera è segnata da promesse tradite – dice Ruggeri – nel 2019 il Governo aveva stanziato 88 milioni per un tracciato di fondovalle condiviso, che superava criticità e rischi idrogeologici del progetto originario. Poi due anni persi in rimodulazioni chieste a livello locale, secondo quanto riferito per assecondare interessi legati a singoli terreni. Nel 2022 oltre 40 milioni sono stati dirottati altrove con la motivazione della immediata cantierabilità di altre opere».
La consigliera punta il dito sugli sviluppi più recenti: «Ad aprile 2024 l’assessore in aula parlava di finanziamenti fino a 206 milioni, nonostante nei bilanci 2023 e 2024 non risultassero risorse. Oggi emerge che a gennaio 2025 Quadrilatero avrebbe presentato un progetto da circa 360 milioni. Un aumento spropositato, legato a scelte tecniche discutibili: ponti sovradimensionati o inutili e il ritorno a tratti in aree a rischio frana, in contrasto con i tavoli tecnici del 2021. Il sospetto è che l’esplosione dei costi renda l’opera economicamente insostenibile per giustificarne l’abbandono o il ritorno ai vecchi tracciati già bocciati. Non possiamo permettere che i cittadini del Maceratese vengano presi in giro».
Nel 2024 la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, sulla scorta delle rassicurazioni dell’assessore regionale Francesco Baldelli e dell’approvazione del contratto di programma Cipess, si era sbilanciata sostenendo che il 2025 sarebbe stato l’anno del via del cantiere (leggi l’articolo). Cosa che non si è poi verificata. Con l’interrogazione, Ruggeri chiede allora al presidente della giunta e all’assessore competente chiarimenti su quattro punti: «La reale disponibilità finanziaria dopo i definanziamenti. Le motivazioni tecniche del progetto da 360 milioni e l’eventuale revisione. Se l’insostenibilità economica sia un pretesto per accantonare l’opera. Quali azioni urgenti la Regione intenda avviare con Governo e Anas/Quadrilatero per reperire risorse ed evitare l’ennesima incompiuta».
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