Centro per l’autismo,
Ciarapica tira dritto sul Paolo Ricci:
sì al progetto, ma con volumetria ridotta

CIVITANOVA - Il sindaco boccia la richiesta di tavolo tecnico chiesto dall’opposizione, parla di iniziativa «tardiva e strumentale» e ipotizza un iter che supera la variante urbanistica attraverso un accordo di programma con la Provincia. Intanto i consiglieri di opposizione Lidia Iezzi e Piero Gismondi chiedono la convocazione urgente della Commissione urbanistica per valutare la questione

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consiglio-comunale-novembre-25-ciarapica-civitanova-FDM-5-325x216Richiesta di un tavolo tecnico politico per il centro per l’autismo, il sindaco dice no: «iniziativa tardiva e strumentale». Il sindaco Fabrizio Ciarapica risponde così all’iniziativa presentata dal centrosinistra di richiedere, a Comune e Regione, un tavolo tecnico dove discutere di una sede alternativa per la creazione della struttura dedicata all’autismo dopo che si è arenato il progetto del Paolo Ricci con la richiesta di variante presentata dall’Asp, ma che in consiglio ha trovato l’opposizione anche di pezzi della maggioranza (Fratelli d’Italia e Lega).

E se in questi giorni i familiari hanno iniziato una raccolta firme per accelerare l’iter, aprendosi anche ad altre possibilità rispetto all’ubicazione di Civitanova Alta e al progetto da 6000 metri quadrati, il sindaco oggi risponde alla minoranza che ha richiesto uno spazio di confronto sulle nuove possibili alternative. «Prendo atto con stupore della richiesta avanzata dai consiglieri di centrosinistra – afferma il primo cittadino – un’iniziativa tardiva e chiaramente strumentale, che appare come un maldestro tentativo di rimediare alla pessima figura fatta davanti all’opinione pubblica e alle famiglie».

Il sindaco, contro parte della sua stessa maggioranza, continua a sostenere come ipotesi più valida quella dell’ubicazione a Civitanova Alta nell’area di proprietà del Paolo Ricci: «La soluzione per dare risposte immediate alle famiglie è chiara ed è già disponibile: l’area del Paolo Ricci. Qualsiasi altra ipotesi, seppur legittima e sulla quale sono disposto a ragionare, non è in conflitto con quella del Paolo Ricci ma, di fatto, rischia solo di disperdere risorse, aumentare i costi e allungare in modo inaccettabile i tempi».

Secondo il primo cittadino, il progetto del Paolo Ricci resta quello «in grado di garantire le migliori competenze e la maggiore rapidità di realizzazione, un’impostazione che, nei fatti, non è stata bocciata nemmeno dal Consiglio comunale del 6 novembre, il quale non si è espresso contro la variante dell’area ma ha indicato la necessità di ridurre la volumetria e di concentrare l’intervento esclusivamente sulla realizzazione di un centro d’eccellenza per l’autismo, accantonando temporaneamente altre pur importanti progettualità come i moduli per l’Alzheimer. Recependo queste indicazioni in modo coerente e responsabile – prosegue il Sindaco – mi sono già attivato chiedendo al Paolo Ricci una riduzione della cubatura definita esclusivamente da parametri tecnici, standard sanitari e dal pieno rispetto della Legge regionale 25 del 2014, puntando al contempo a un potenziamento dell’offerta, con il passaggio dai 50 posti attualmente accreditati a 80, per rispondere ai reali bisogni del territorio».

Centrale anche il tema dell’accreditamento: «Il vero impegno sarà lavorare con la Regione per ottenere l’accreditamento dei 30 posti aggiuntivi, condizione indispensabile per garantire un servizio equo e tutelare le famiglie». E spunta fuori anche un’alternativa alla variante urbanistica: «Per accelerare i tempi abbiamo individuato un percorso amministrativo alternativo alla variante urbanistica tradizionale, ovvero la procedura dell’accordo di programma con la Provincia, così da evitare inutili lungaggini. Mentre noi lavoriamo per sbloccare un’opera fondamentale – conclude il Sindaco – la sinistra continua con la strumentalizzazione politica. Non mi aspetto che la sinistra condivida questo progetto, ma che almeno non lo ostacoli, perché farlo significherebbe danneggiare i soggetti più fragili. Sono sempre stato vicino alle famiglie e continuerò a esserlo, ma non permetteremo che un progetto solido, concreto e rapido venga affossato da chi preferisce i tavoli alla concretezza dei fatti».

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Lidia Iezzi

Nel frattempo i consiglieri comunali Lidia Iezzi e Piero Gismondi chiedono la convocazione urgente della Commissione urbanistica per affrontare in modo operativo il tema del centro autismo. La richiesta formale è stata indirizzata alla presidente della commissione, Siria Carella che proprio nei giorni scorsi era al fianco dei familiari e ha palesato la sua contrarietà al progetto del Paolo Ricci sull’area di Civitanova Alta.

Alla base dell’iniziativa, spiegano i due consiglieri, c’è «l’urgenza di fornire risposte concrete, tempestive e realistiche alle famiglie del territorio che convivono quotidianamente con la condizione dell’autismo, spesso in assenza di strutture adeguate e di soluzioni stabili». Secondo Iezzi e Gismondi «non è più rinviabile un percorso amministrativo serio e strutturato, capace di superare annunci e ipotesi generiche per arrivare a valutazioni operative». Nel documento si chiede che la Commissione urbanistica venga convocata nel più breve tempo possibile per verificare la fattibilità reale dell’intervento e, soprattutto, per attivare subito un tavolo di lavoro operativo. Tra gli obiettivi indicati ci sono l’individuazione di lotti edificabili compatibili sotto il profilo urbanistico e funzionale, la verifica della disponibilità di edifici esistenti, pubblici o privati, che possano essere adeguati e riconvertiti in tempi rapidi, e l’analisi di vincoli, procedure e tempistiche amministrative, così da definire soluzioni effettivamente attuabili.

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