
Germano Ercoli
di Laura Boccanera
«Ingiustificata contraddittorietà», il Tar accoglie il ricorso di Germano Ercoli e dell’immobiliare Cristallo, annullata la delibera del consiglio sul no alla variante di Costamartina.
A stabilirlo è il tribunale amministrativo delle Marche, che ha accolto il ricorso della società Cristallo srl, annullando la delibera con cui l’assemblea civitanovese aveva respinto, dopo una raccolta firme e le proteste cittadine, la proposta avanzata dall’imprenditore per realizzare sulla collina cubature destinate a commerciale e servizi. L’iter per la variante era arrivato all’adozione definitiva nel novembre del 2024 dopo che la variante aveva avuto l’ok della giunta e anche il passaggio in consiglio nel 2023, poco prima di Natale.
La bocciatura, secondo i giudici amministrativi, non era sostenuta da motivazioni chiare, esplicite e comprensibili. Il Tar osserva che l’istruttoria svolta dagli uffici comunali era stata ampia, articolata, con diversi pareri tecnici e passaggi procedurali. Tuttavia, nel momento decisivo, la delibera del Consiglio si è limitata a respingere la variante senza spiegare il perché: «Il “dietrofront” da ultimo deliberato risulta essere del tutto privo di motivazioni – si legge nella sentenza – non potendosi considerare sufficienti le ragioni esclusivamente “politiche” emerse nel dibattito consiliare, che neppure reca una sintesi conclusiva delle oltre 50 pagine di resoconto stenografico, impedendo così di comprendere le effettive ragioni del diniego. Si tratta, pertanto, di motivazione solo apparente e formale che sottrae alla ricorrente il diritto di difesa il cui esercizio diviene sostanzialmente impossibile».
Il fascicolo torna dunque in Comune: per il Tar è necessario che il Consiglio comunale torni ad esprimersi, questa volta motivando in modo chiaro, alla luce degli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria. L’Immobiliare Cristallo aveva contestato proprio la mancanza di trasparenza e di motivazioni nel provvedimento finale. Un punto ritenuto fondato dal Tar. L’amministrazione dovrà calendarizzare nuovamente la variante, riportandola in aula per un nuovo voto.
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La variante fu bocciata anche per il voto contrario di Pantella + 2. Adesso Pantella si è impastato in Giunta con la Gorba che naturalmente aveva votato a favore. Adesso che succederà? Comunque il machiavellico che sembrava isolato, sembra più forte che pria.
” Quel pasticciaccio brutto di Costamartina ” sarebbe il titolo di una piece teatrale se non fosse che la questione resta veramente un mistero che prima o poi qualcuno disvelerà . L’imprenditore ha tutti i diritti per ribellarsi tanto che ha attivato l’unica tutela giurisdizionale tipica che aveva a disposizione : infatti il TAR coerentemente non ha potuto che seguire una logica indiscutibile nel decidere . Ora la questione diventa ” una patata bollente ” che impegnerà molte direzioni politiche cittadine evidenziando come gli equilibri del 2023 ( approvazione in Consiglio ) e del 2024 ( approvazione in Giunta ) nel 2025 sono mutati e con essi la coesione di una compagine che unita non lo è stata mai. Probabilmente è ” il metodo ” che resta in discussione insieme agli ” attori protagonisti ” chiaramente sostituiti in corso di iter. Che poi Roberto Pantella sia entrato in Giunta è normale e fisiologico visto che si doveva sostituire il dimissionario assessore di FDI Francesco Caldaroni. Forse ciò che non appare ” normale ” è che l’attuale primato elettorale di Fratelli d’Italia non abbia prodotto un terzo assessore in sostituzione della rimossa Manola Gironacci ma evidentemente a Fabrizio Ciarapica non è stato chiesto con estrema chiarezza ed imperio tipici di chi sa che può chiedere e pretendere ma qui entra in gioco l’approccio tra chi ingoia ogni torto pur di mantenere in vita l’amministrazione in nome di una ” lealtà ” che resta solo in capo a qualcuno e chi , invece , ai bluff non crede più e le carte le va a vedere sempre , da un pò di mesi …..convinto che chi vive soltanto di carica ed incarico , da quelle poltrone non se ne andrà mai volontariamente poichè poi dovrebbe trovarsi un lavoro pieno , dalla corrispondente redditività mentre a ben vedere Roberto Pantella , un lavoro di grande soddisfazione, con incarichi sempre più di prestigio e di coordinamento e con il quale mantiene più che decorosamente insieme alla moglie lavoratrice una splendida famiglia…ce l’ha. E continuerà ad averlo al di là della politica. Infatti vota con coscienza e consapevolezza , libero da qualsivoglia contaminazione o ” imposizione “. E’ il sale della democrazia evidentemente maldigerito da altri.
Può tornare a vendere gazzose, a spargere concime nei periodi di semina o qualsiasi altro lavoro. Se non ne trovasse sarebbe meglio, così anche lui proverebbe l’insostenibile pesantezza della disoccupazione. Staremo a vedere chi e che cosa riuscirà, sempre che ci sia un minimo di interesse per Civitanova, per non continuare a lasciarla in mani che quando ha la materia prima modella come argilla. Lasciamo le metafore e chi può, sappia sfruttare il momento adatto per ridare luce al buio della notte, stroncandogli definitivamente il desiderio e soprattutto la possibilità di continuare a camminare sul tappeto azzurro. Altre due di metafore, ma che ci vuoi fare. Peccato che le migliori non si possono scrivere.