
Il grafico sull’andamento del Maceratese
di Alessandro Luzi
Macerata mette la freccia e guadagna sei posizioni rispetto al 2024 nella classifica della qualità della vita, ma sprofonda sulla sanità. Nel report pubblicato da Italia Oggi, la provincia è al 30esimo posto. La classifica di ItaliaOggi – Ital communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, è stilata sulla base di 92 indicatori, suddivisi in nove macro-categorie: “Affari e lavoro”, “Ambiente”, “Istruzione”, “Popolazione”, “Reati e sicurezza”, “Reddito e ricchezza”, “Salute”, “Sicurezza sociale” e “Turismo e cultura”.
Lo slancio che ha fatto salire in classifica il Maceratese arriva dal miglioramento dei dati sulla sicurezza sociale, dove guadagna 50 posizioni piazzandosi ottavo (803 punti). Balzo in avanti anche per quanto riguarda i reati, dove la provincia sale al sesto posto tra quelle più sicure.

A perdere posizioni è la sanità che vede il territorio al 93esimo posto su 107 province. E già di certo lo scorso anno non era brillante con 458 punti rispetto ai 400 raccolti nel 2025. A scendere è anche il dato sulla popolazione con 17 posizioni in meno rispetto al 2024. Un tonfo anche per il reddito pro capite, dove Macerata perde 14 posizioni e si ferma alla 67esima casella. In linea con il 2024 i dati su turismo e cultura, affari e lavoro, ambiente e istruzione.
Tra le province marchigiane, Ascoli è in testa con il 15esimo posto (25 posizioni in più rispetto al 2024 e primo posto per la sicurezza), segue Macerata, Pesaro-Urbino al 35esimo gradino (12 posti in più rispetto allo scorso anno) e Ancona al 37esimo (-7 posizioni rispetto al 2024 ma al primo posto in Italia per la sanità). Fermo fanalino di coda con la 48esima posizione (4 in meno rispetto allo scorso anno).

In Italia guida la classifica Milano, medaglia d’argento per Bolzano, chiude il podio Bologna. La medaglia nera va a Caltanissetta, in fondo alla classifica.

Tornando al Maceratese, già l’indagine de Il Sole 24 Ore delle scorse settimane avevano evidenziato un miglioramento del quadro riguardo la sicurezza. Secondo il report, basato sui dati del Viminale, la provincia si confermava la più sicura delle Marche. Con 2.609,9 denunce ogni 100mila abitanti, pari a 7.890 denunce complessive, la provincia si colloca al 94esimo posto su 106, salendo però di tre posizioni rispetto al 2024. Tasto dolente invece per la sanità, dove la provincia è in caduta libera.
Indice della criminalità: Macerata la più sicura delle Marche, ma aumentano le denunce
Il fatto che Milano sia al primo posto la dice tutta
Sanità e soldi non incidono mica sulla qualità della vita...de cosa
Se fino a settembre eravamo la regione piu' virtuosa per sanita' pubblica e lavoro ..... allora eravate ubriachi..
Qualita' della vita migliorata, ma sprofonda sanità e redditi .Ma siamo sicuri ???
qualità della vita migliore e sprofondano redditi e sanità??poi la sicurezza è migliorata?con una media di un accoltellato al giorno? mahhh
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Dobbiamo ringraziare il governo del c entro-destra che e’ il buon-governo.
Queste statistiche lasciano il tempo che trovano, sarebbe bene che gli addetti cambiassero lavoro e, per esempio, andassero a lavorare per le società di assicurazione.
Anche qui, faremo come al sud, andremo a curarci al nord, oppure ci pensa Acquaman, e il Salta !! ♂️Preghiamo e speriamo in qualcosa.
Si ringraziamo la giunta regionale di centrodestra che ci sta portando agli ultimi posti nella sanità 🙂
Tutta colpa di quelli di prima… strano che qualcuno ancora non lo dicano…
Grande Marco Romagnoli !!!!!
Il report di Italia Oggi dice che Macerata è migliorata nella sicurezza.
Certo..quando la sanità arranca e il reddito rotola giù come un sasso, la città diventa automaticamente “sicura”–
i ladri arrivano, guardano in giro e dicono “No raga, qui c’è crisi pure per noi… cambiamo provincia che è meglio”.
Vorrei dire a quei politici che vogliono mandare ancora aiuti e armi a quel Ducetto ucraino, emulo di quel Duce che mandava gli Italiani illusi a morire nei deserti della Libia e nelle nevi dell’Ucraina, Tra cui mio padre, che sarebbe ora di pensare agli Italiani più poveri e alle nostre finanze, non a quelli che fuggono da guerre e carestie fasulle, e a chi, sulla pelle delle popolazioni europee di una Europa fasulla come il suo Parlamento europeo, vuole continuare una guerra perduta, che nulla ha a che vedere con gli interessi nazionali di una Italia in sfacelo politico, economico, morale e di identità. In balia di ladri, e di bande giovanili in libera uscita,
La prima risposta è non votare più un centrodestra che è in guerra con la Russia. E non votare più quelli che, a Sinistra, continuano a sostenere il Ducetto ucraino, compresi quelli che li sostengono elettoralmente, tipo 5 Stelle, pur dicendo che sono contro le armi inviate a Kiev.
Aspettiamo che i Russi (o chi per loro, come fece Hitler, col falso attacco dei polacchi per poi invadere la Polonia, onde avere la scusa di attaccarla) ci mandino un missile sovietico su Trieste, o su Milano, per poi chiederci di partecipare con gli Italiani della Nato, o direttamente, alle menate di Kiev?
La Meloni ricordi ciò che diceva Mussolini a proposito degli Italiani: “Capire gli Italiani? E’ inutile…”.
Quindi, lo tenga a mente. E non si illuda di essere accettata e amata per sempre. Perché ci sarà uno ancora più “puro” che la “epuri”, come diceva il socialista Nenni, quando lei, come Mussolini, sarà matura per cadere dall’albero del potere..
Dia retta alla massa dei cittadini e non ai suoi suggeritori occulti. Poiché, ancora il “numero”, – finché ci sarà uno straccio di democrazia in Italia – il “numero” conterà. E ti manderà a casa.
Una ultima richiesta al Generale Vannacci. Abbandoni quella Lega che non sa più a che “santo” rivolgersi, dopo i “fasti” si Salvini, annegati in una bevanda estiva. Ci dica quale è la situazione che stiano pericolosamente vivendo e ci dia le “dritte” di come comportarci. E lasci perdere la Storia, a cominciare dalla X Mas.
Caro Giorgio, non dico che io avrei scritto tutto ciò che hai scritto tu e con tutte le stesse tue parole, ma moltissime di quelle me le hai tolte dalla bocca, anticipandomi appunto su quasi tutto. A cominciare dalla mia astensione dal voto, di cui ti ho detto anche “de visu”, perché ormai i rappresentanti delle istituzioni, locali e financo nazionali non hanno più la mia fiducia e non rappresentano più nulla. Io ho votato per 60 anni e per 60 anni sono stato preso per i fondelli. Adesso dico basta. Sono un ignavo? No. Sono stati ignavi gli eletti del passato e sono ignavi quelli del presente perché non sono state e non sono persone d’onore per quanto riguarda le loro promesse fatte.
Un saluto fraterno.