
Giovanna Matteucci
«In qualità di commissario cittadino di Forza Italia per il Comune di Treia, intervengo pubblicamente – anche a nome del mio gruppo – per esprimere forte preoccupazione e ferma contrarietà in merito all’insediamento di un’attività produttiva potenzialmente pericolosa nell’area dell’ex Fornace Bartoloni, collocata all’interno del centro abitato». Si apre così l’intervento di Giovanna Matteucci, commissario cittadino di Forza Italia a Treia, che torna sull’incendio avvenuto ieri nel deposito della Rimel (leggi l’articolo).
«La questione, già denunciata nel corso dell’ultima competizione elettorale, lungi dall’essere soltanto tecnica o urbanistica, attiene direttamente alla salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente, principi cardine di qualsiasi programma politico responsabile. In tal senso, risulta inaccettabile che sia stato consentito, senza alcun confronto con la cittadinanza, l’insediamento di un’attività produttiva, peraltro nel settore del trattamento di rifiuti elettronici, in una zona del centro urbano, a ridosso di abitazioni, scuole, luoghi sensibili».
«Pur non entrando nel merito delle autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti, riteniamo doveroso sollevare una questione di opportunità politica e istituzionale, già contestata in tempi non sospetti, poiché la presenza dell’impianto in quell’area espone la comunità a rischi sanitari e ambientali concreti, come purtroppo avvenuto in altri territori vicini, dove si sono registrate emissioni e contaminazioni da diossine».

L’incendio nel deposito
Matteucci punta il dito anche contro l’inerzia dell’Amministrazione sul piano urbanistico: «Sottolineiamo inoltre come l’Amministrazione non abbia esercitato alcuna azione di indirizzo urbanistico per impedire l’insediamento di attività industriali in aree così delicate, pur avendo – in precedenti occasioni – attuato modifiche puntuali al Prg (si pensi all’area di Bellamore destinata al polo scolastico, da area edificabile destinata ad edilizia privata o a “Villa Pacis” di Passo di Treia dove una porzione dell’area è stata destinata a Servizi). È lecito domandarsi perché non si sia ritenuto di tutelare allo stesso modo anche quest’area, destinandola a usi compatibili con la qualità della vita urbana, anziché a impianti industriali».
«Ricordiamo che l’area ex Bartoloni è anche oggetto di vincolo della Soprintendenza in quanto sito di archeologia industriale, con un valore culturale e identitario che meritava di essere restituito alla comunità come spazio condiviso, e non ceduto alla logica del profitto privato. In tale contesto, il Comune è e resta un interlocutore essenziale in materia ambientale e sanitaria, e in concorso con l’Autorità sanitaria locale, cui spetta l’adozione di provvedimenti anche urgenti e cautelari per la tutela della salute pubblica». «Alla luce di tutto ciò – conclude – chiediamo con forza che vengano attivati controlli ambientali approfonditi e pubblici, con particolare riguardo alla qualità dell’aria e al rischio di contaminazione. Forza Italia si farà promotrice, a tutti i livelli istituzionali, di ogni iniziativa utile a tutelare il diritto alla salute, all’ambiente salubre e a una pianificazione urbanistica equa e trasparente».
Incendio al capannone Rimel, il Comune: «Acque non contaminate»
Tutte le sue preoccupazioni ,ed i dubbi sulla opportunità che una attività, potenzialmente pericolosa ,ed insalubre insista in un luogo abitato ,vanno affrontate nell'interesse di tutti ma ....SOLO FINO AD UN CERTO PUNTO . Chissà chi e stato a dare una risposta tanto intelligente per una battaglia internazionale forse addirittura ...molto piu importante . Ps Quindi lei si erge a paladina ,da quale pulpito ? Ma va.........
Prenda provvedimenti.
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Se vi è dubbio o pericolo per la salute sarebbe utile un ordine del giorno trasversale, maggioranza e opposizione.
Desidero complimentarmi con Giovanni Matteucci per il suo articolo, che mette in luce un tema fondamentale: l’iniziativa privata può davvero restituire valore a un monumento industriale solo se esiste una visione coerente e rispettosa del territorio.
Trovo però doveroso ricordare che non è la prima volta che negli impianti Rimel si verificano incidenti — l’episodio di Pollenza, appena pochi mesi fa, ne è un esempio drammatico.
Il ripetersi di queste minacce dovrebbe indurre tutti a una riflessione seria: questi impianti vanno chiusi definitivamente, non “addolciti” con improbabili corone fotovoltaiche attorno a un’architettura che meriterebbe ben altro destino.
E non posso evitare un pensiero alla nostra Treia, meravigliosa e purtroppo mal amministrata: emblematica la vicenda dell’unico albergo “comunale” nel centro storico, prima rinnovato a dicembre e poi revocato in un silenzio che parla da sé.
Servirebbero coraggio, visione, responsabilità. Non maquillage.