
Aldo Alessandrini, capogruppo della Lega
di Luca Patrassi
Doveva essere un weekend di relax per il centrodestra maceratese ma le dichiarazioni del capogruppo e segretario cittadino della Lega Aldo Alessandrini (con invito a sindaco e giunta a lavorare meglio) hanno riacceso le divisioni anche tra i salviniani.
In particolare ambienti vicini ai vertici nazionali della Lega riferiscono di una profonda irritazione degli stessi che avrebbero già chiesto ad Alessandrini un passo indietro stante appunto il fatto che il suo pensiero non è esattamente in linea (l’esatto contrario) di quanto detto pochi giorni fa dal segretario nazionale Matteo Salvini nella chiusura della campagna elettorale a Macerata. Possibile dunque che Alessandrini possa abdicare come segretario della Lega o addirittura rilanciare e portare alle estreme conseguenze il suo ragionamento.

Alessandrini qualche anno fa tra Matteo Salvini e Sandro Parcaroli
Centrodestra in fibrillazione con la Lega che si prepara ad aprire la settimana mettendo all’ordine del giorno la questione Macerata con l’apparente paradosso di una amministrazione che è riuscita ad ottenere oltre cento milioni di finanziamenti per opere varie e viene contestata da pezzi di maggioranza. Situazione efficacemente e ironicamente sintetizzata nello scorso Consiglio comunale dal dem Narciso Ricotta capogruppo del maggior partito di opposizione: «Sono in imbarazzo, mi rubano il mestiere e io non so più cosa fare».
Alessandrini ha poi specificato che il suo intervento non era di critica ma di pungolo all’amministrazione («non difendere le poltrone ma fare il bene dei cittadini, non certamente un assist al centrosinistra che la lasciato la città in condizioni estreme»). Lega divisa con i vertici nazionali e regionali che hanno appunto chiesto ad Alessandrini un passo formale indietro come segretario cittadino ed anche il centrodestra cittadino è in forte crisi di identità con un risultato regionale che parla chiaro, al riparo da sofismo e da interpretazioni: per la prima volta da 55 anni a questa parte in Regione non ci sarà alcun rappresentante del capoluogo. Non ha eletto nessuno la Lega che ha visto ridursi a un terzo i suffragi del 2020 e non ha eletto nessuno nemmeno Fratelli d’Italia che è invece arrivata al 27% ed aveva in lista la vicesindaca Francesca D’Alessandro la cui storia elettorale si è chiusa in quarta posizione e dunque fuori anche da eventuali ripescaggi nel caso in cui un esponente Fdi andasse e fare l’assessore. Insomma sarebbe un disastro, se non fosse che Acquaroli ha vinto la partita elettorale. Ora il testimone di un eventuale bis passa al sindaco Sandro Parcaroli che intanto attende di vedere le prossime mosse della Lega (di governo e di opposizione) e della coalizione di centrodestra nel capoluogo per poi decidere il da farsi. Vero è anche che pretendere di dare lezioni di politica e di amministrazione dopo aver ottenuto risultati imbarazzanti (ci sono candidati maceratesi che hanno registrato un numero di preferenze utili solo per guidare un condominio) sembra un pochino eccessivo anche in tempi in cui se ne vedono e se ne sentono veramente tante.
se c'è tutta questa affinità di vedute tra Parcaroli e Salvini, mi sfugge perchè Parcaroli non abbia deciso a suo tempo di far parte della Lega
Intervento sacrosanto. L'omologazione della lega l'ha fatta tornare ad essere un partitino del 4.7 %. Tutto è iniziato con il covid e l'appoggio (coinvolgimento direi) suicida dato al governo Draghi.
Bravissimo avocato Aldo Alessandrinial meno qualcuno se na scorta che la lega nelle Marche hanno mandato in coma certi soggetti che hanno la tessera di lega per fare nome Chi nome cè lha paura non avrà Avocato alessandrini e il suo gruppo non hanno bisogno di nome o fama perché hanno da vendere questo e pure il motivo che non ha paura a sbattere in faccia la realtà e la verità dei fatti Un grande in bocca al lupo Aldo alessandrini con suo gruppo e idee
I cosiddetti vertici di partito dovrebbero fare un passo indietro, prima che la Lega torni al 3%...
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Non ho mai capito la lega a Macerata, per me non è né carne né pesce. Beh?
Fossi un iscritto alla Lega, più che irritarmi per la mancata sintonia delle dichiarazioni salviniane (espresse in un comizio di fine campagna elettorale, a favore di un sindaco leghista, e quindi necessariamente entusiastiche, come da prassi) con quelle del segretario leghista della città, che conosce la situazione maceratese molto meglio del buon Salvini, mi preoccuperei di valutare e di porre mano alle criticità rilevate coraggiosamente e lealmente da Alessandrini, che ci ha messo la faccia senza sparlare dietro l’angolo.
Rifletterei attentamente su quanto detto da Alessandrini. In vista della prossima scadenza di questa Amministrazione, la domanda da farsi è la seguente: le sue critiche e le sue perplessità, sono giuste o sbagliate? In base alla risposta che sarà data a questa domanda, la Lega potrà, a mio modesto avviso, scegliere il comportamento migliore da tenere in questa fase politica molto delicata.
Altrimenti, più che cercare la competenza e la lealtà, si darebbe la dimostrazione che nella Lega si ricerca l’adesione incondizionata alle tesi dei vertici, senza che sia consentita la benchè minima riflessione o critica. E non sarebbe certo un buon segnale per un partito che sta cercando di rilanciarsi nell’elettorato moderato dopo le flessioni degli ultimi anni.
Si tratta semplicemente di non parlare dieci lingue diverse nello stesso partito, può apparire desueto ma in fondo è giusto. Piuttosto, Salvini dovrebbe informarsi meglio prima di venire a Macerata a decantare le lodi di Parcaroli in pubblica piazza, strano che non lo abbia fatto con il segretario cittadino del partito. E’ piuttosto evidente che, in seno all’amministrazione comunale, vi siano delle spaccature e dei distinguo e, di conseguenza, non è mai il caso di fare sviolinate se non si conoscono bene le dinamiche interne.
Ma al leader della Lega interessavano solo le regionali, il (presunto) sorpasso su Forza Italia e la conferma di Acquaroli. Non brilla per intelligenza e nemmeno per furbizia.
@ Peppe Bommarito
Caro Peppe,
sei un encomiabile idealista. Temo però – dopo un segretario nazionale che loda Macerata per la sua pulizia (non si è fatto un giro per le vie interne del centro storico, o non gliel’hanno fatto fare, intuisco) – che nessuno, nemmeno a fronte del paradossale risultato regionale, sentirà il pungolo a interrogarsi davanti allo specchio. Ho la netta sensazione che non temano soltanto le critiche o i suggerimenti, ma persino la propria ombra.
Peggio di Trump… In politica, sembra che dire la verità sia diventato un atto di coraggio.
Chi, come Alessandrini — segretario della Lega — osa muovere una critica giusta e costruttiva all’operato della giunta di cui fa parte, viene subito affossato, travolto da menzogne e accuse infondate.
Ma la verità è che Macerata non è proprietà di nessuno.
Macerata è fatta dai maceratesi, da chi ogni giorno lavora, partecipa, costruisce il presente e il futuro di questa città.
Non meritiamo di essere trattati come oggetti da propaganda, né di essere rappresentati solo da slogan di partito o da lodi autoreferenziali.
Di “Macerata bella, pulita e grande” parlano Salvini e Bartolò, ma chi vive qui sa che la città è molto di più: è la sua gente, con le sue difficoltà, i suoi valori e la sua dignità.
Ritrovare rispetto, ascolto e verità nella politica locale dovrebbe essere il primo passo per far tornare Macerata davvero grande — non nei manifesti, ma nella realta..
Scusa Bartolò se mi vieni sempre in mente tu…