Cambiano fornitore per risparmiare,
anziani si trovano le bollette quadruplicate.
«E se non paghiamo ci staccano il gas»

CINGOLI - Una coppia si è rivolta alle Poste per cambiare la fornitura passando a un contratto a tutela per le persone vulnerabili. Ma per errore è stata loro attivata una tariffa "Placet", che ha fatto schizzare i costi da 250 a quasi mille euro di media. Il figlio, che vive negli Stati Uniti, sta seguendo la vicenda: «I miei genitori sono esasperati, preferiscono pagare 4mila euro e chiudere la storia una volta per tutte. Un disservizio grave e disumanizzante»

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Alla faccia della tariffa agevolata. Un brutto scherzo quello che si è ritrovato una coppia di anziani di Cingoli, Antonio Fortucci e Maria Luisa Romaldi, che invece di abbattere i costi delle bollette del gas si è ritrovata i costi quadruplicati.

A raccontare la vicenda è il figlio della coppia, Romualdo Fortucci, che dagli Stati Uniti dove vive sta cercando di sistemare le cose insieme alla sorella Giorgia. «Tutto è iniziato il primo ottobre 2024, quando mio padre, 77 anni, si è recato a un ufficio postale per richiedere l’attivazione di un contratto di fornitura gas agevolato per persone vulnerabili, relativo a due abitazioni adiacenti in via Villa Pozzo 69 e 71, con l’obiettivo di contenere i costi – spiega il figlio della coppia – tuttavia, senza alcuna spiegazione e in totale contrasto con quanto richiesto, gli sono stati attivati due contratti Placet, molto più onerosi, che hanno fatto salire le bollette da circa 250 euro di media che pagavano negli ultimi anni a quasi mille euro per ciascun immobile».

Ft-Nov-Dec-2024-PDR-215-Poste-Italiane-1-300x400Se ne sono accorti all’arrivo della prima bolletta, il 18 gennaio scorso. «Subito hanno contattato il numero verde e si sono recati nuovamente all’ufficio postale per segnalare l’errore – prosegue Fortucci – il 20 gennaio hanno presentato formale reclamo, chiedendo la modifica del contratto e il ricalcolo delle bollette. A seguito dei vari reclami presentati, abbiamo ricevuto una sola risposta scritta, datata 14 febbraio. In tale comunicazione, nonostante fosse stato ampiamente dimostrato che l’attivazione del contratto Placet fosse avvenuta per errore da parte dell’impiegata, ci è stato semplicemente confermato che il contratto in essere era appunto un Placet.

Come forma di “compensazione” per il disagio subito, ci è stato promesso un bonus, che però non è mai stato erogato. Questa è stata l’unica comunicazione scritta ricevuta.

Solo successivamente, e senza alcun avviso, email o lettera, ci siamo accorti accedendo alla pagina dei servizi postali che il contratto era stato finalmente modificato, passando alla fornitura agevolata per vulnerabili. Tuttavia, nessuna informazione formale è mai stata fornita, né sul cambio contratto né su eventuali ricalcoli delle bollette pregresse».

Nel frattempo, però, le bollette sono continuate ad arrivare in rapida successione sugli stessi livelli. «Ne sono arrivate altre due da mille euro ciascuna, per un totale di 4mila euro in quattro mesi da pagare – continua il cingolano – come se non bastasse, è comparso nell’area clienti un avviso di sospensione della fornitura per mancato pagamento, mai notificato per iscritto né telefonicamente, e quindi inaccessibile per persone anziane che non utilizzano strumenti digitali. La nostra intenzione è sempre stata quella di pagare, fin dal primo giorno. Tuttavia, chiediamo soltanto di pagare quanto effettivamente dovuto e non importi gonfiati a causa di un errore contrattuale non imputabile ai miei genitori, che oggi, esausti e preoccupati, sono arrivati al punto di voler saldare tutto pur di non vivere sotto la costante minaccia del distacco di corrente. Trovo anche singolare che l’impiegata in questione non presti più servizio in quell’ufficio da diverse settimane, risultando trasferita altrove, senza che sia chiaro se per sua scelta o per decisione imposta. E’ stata l’unica persona a mostrarsi realmente disponibile, registrando i reclami, aiutando i miei genitori nella compilazione dei moduli e sollecitando gli uffici competenti. Dalla sua assenza in poi, non c’è stato più alcun supporto da parte del personale dell’ufficio postale. A peggiorare ulteriormente la situazione, contattare il numero verde si è rivelato completamente inutile: ogni volta abbiamo parlato con operatori diversi, spesso impreparati e incapaci di fornire supporto, in un rimbalzo continuo privo di responsabilità».

Una situazione kafkiana dal quale non sembra esserci modo di uscire. «Ho presentato un reclamo e due solleciti online, ricevendo regolare ricevuta con codice identificativo. Tuttavia, sono ormai trascorsi ben oltre i 30 giorni previsti per ricevere una risposta come da carta dei servizi, e nessuno ci ha mai contattati. Ancora più sconcertante: inserendo il codice nella sezione dedicata alla tracciabilità dei reclami, non risulta alcuna segnalazione registrata. Una situazione che definire assurda e inaccettabile è riduttivo. Crediamo sia importante portare alla luce situazioni come questa, che colpiscono persone fragili e spesso invisibili, lasciate sole di fronte a disservizi gravi e disumanizzanti».

(Redazione Cm)



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