Penna San Giovanni ritrova
la sua “bomboniera”
Riapre il teatro comunale (Foto)
FESTA per la riapertura del piccolo gioiello pennese, uno dei meglio conservati del Maceratese, che torna fruibile dopo un lungo restauro. Il sindaco Stefano Burocchi: «Un luogo di cultura, aggregazione e identità». Il commissario sisma Guido Castelli: «Opera che va oltre il valore fisico». Il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti: «Restituiti alla popolazione cinque palchi su otto»

Il taglio del nastro del teatro
Un grande giorno per la comunità di Penna San Giovanni e per l’intero territorio marchigiano. Sabato scorso si è infatti svolta la cerimonia di riapertura dello storico teatro comunale, un gioiello architettonico interamente in legno, restituito alla cittadinanza dopo un importante intervento di restauro.

L’interno del teatro
I lavori recentemente conclusi hanno ridato nuova vita a una struttura che conserva intatti molti dei suoi elementi originali, come il doppio ordine di palchi sorretti da pilastri dipinti a finto marmo, il paramento ligneo dipinto e il soffitto in legno che domina la platea. Il teatro, documentato per la prima volta dall’abate Giuseppe Colucci nel 1786 nel suo celebre lavoro “Delle antichità picene”, rappresenta un importante simbolo della storia e dell’identità culturale locale.

Il sindaco Stefano Burocchi sul palco
Nel corso degli anni, il teatro ha attraversato diverse fasi di recupero. Negli anni Ottanta, l’amministrazione comunale avviò un monumentale processo di riqualificazione che portò alla sua restituzione alla comunità nel dicembre del 1991. Da allora, il teatro ha ospitato numerosi spettacoli teatrali e musicali multiculturali, iniziative di solidarietà, cerimonie ufficiali ed è stato scenario di film nazionali e internazionali tanta era la sua forza evocativa, diventando un fulcro della vita culturale del borgo. L’ultimo intervento, possibile grazie a un primo importante contributo regionale di 340mila euro, ha avuto l’obiettivo di migliorare la sicurezza e rendere la struttura più accessibile e funzionale. Sono stati aggiornati gli impianti tecnologici e adeguati gli standard di sicurezza, senza alterare il carattere storico-artistico del teatro. Grazie a ulteriori finanziamenti da Regione e Fondazione Carima, anche gli arredi sono stati rinnovati nel rispetto della storicità dell’edificio.

Simona Angeletti
La cerimonia di inaugurazione, introdotta da Simona Angeletti con un excursus storico-artistico, ha visto la partecipazione di numerose autorità tra cui il commissario sisma Guido Castelli, il senatore Francesco Verducci, i consiglieri regionali Renzo Marinelli e Simone Livi, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, il presidente di Marche Cultura Andrea Agostini, il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti e il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi. Presenti anche numerosi sindaci della provincia di Macerata e quello di Amandola, insieme a rappresentanti della Polizia Locale e dell’Arma dei Carabinieri e figure di spicco come il direttore artistico Alberto Vitali e l’architetto Roberto Borgognoni.

Il sindaco di Penna San Giovanni, Stefano Burocchi, ha aperto gli interventi sottolineando l’importanza di questo momento per la comunità. «Oggi Penna San Giovanni si è vestita a festa per celebrare la riapertura del suo teatro, un luogo di cultura, aggregazione e identità – ha detto Burocchi – questo traguardo è il frutto di un lavoro condiviso e di una volontà collettiva di preservare il nostro patrimonio» necessari.

Il senatore Guido Castelli ha evidenziato il valore della comunità e dell’unione tra le istituzioni, citando un concetto storico. «Le comunità forti, che condividono e cooperano, sono le più resilienti – ha detto il commissario sisma – oggi celebriamo un’opera che va oltre il restauro fisico: è la conferma di una comunità viva e coesa».

Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, ha infine sottolineato il ruolo strategico dei teatri storici della regione. «Abbiamo restituito cinque teatri su otto alla popolazione e ora dobbiamo lavorare affinché questi luoghi vivano, creando una rete e garantendo una programmazione culturale costante».

La cerimonia si è conclusa con la consegna di speciali omaggi agli ospiti e con l’assegnazione a ognuno dei partecipanti del volume redatto per l’occasione sul teatro comunale e la sua storia nei secoli: un prezioso compendio di tutte le testimonianze ad oggi pervenute su questo luogo che ha resistito nei secoli. A coronare l’evento l’esibizione del violinista Valentino Alessandrini e del pianista Samuele Giacomozzi che hanno regalato al pubblico e al teatro un viaggio musicale tra i grandi successi della musica nazionale e internazionale.










