L’avvocato Pierluigi Falaschi
socio onorario dell’Aiga
per i suoi 90 anni
IL LEGALE ed ex docente Unicam celebrato dall'associazione dei giovani avvocati con una piccola cerimonia a Macerata

La pergamena consegnata a Pierluigi Falaschi
La sezione maceratese dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) festeggia Pierluigi Falaschi. In occasione del suo 90esimo compleanno l’associazione ha nominato l’avvocato socio onorario nel corso di una cerimonia a Macerata.
«Esprimiamo la nostra gratitudine per la sempre straordinaria disponibilità mostrata nei confronti dell’associazione e per il suo prezioso contributo allo studio della storia dell’avvocatura locale – si legge nella motivazione – l’unanimemente riconosciuto spessore culturale, la vivacità intellettuale, la curiosità e la sua “sapientia cordis” lo rendono sempre giovane nella mente e nello spirito».
Durante l’incontro, che si è svolto a pranzo, Falaschi, già docente di Storia del diritto italiano a Unicam, ha tracciato il profilo intellettuale ed umano di Emilio Betti, forse il più grande giurista del Novecento, anche con aneddoti personali e privati (erano amici). Sono poi intervenuti Luciano Magnalbò, il quale ha rievocato luoghi e personaggi del tribunale di Macerata agli inizi degli anni Sessanta, e l’avvocato Giuseppe De Rosa, che ha saputo ricordare con suggestivi dettagli il profilo umano ed intellettuale degli operatori di giustizia che hanno operato al tribunale di Camerino, lasciando un segno nell’istituzione e nella città.
Presenti, oltre a Maria Cristina Ottavianoni, presidente della Fondazione forense maceratese, anche i consiglieri dell’Ordine di Macerata Marco Bottacchiari, Francesca Ippoliti e Celeste Riera. «E’ veramente molto e bello e significativo, tanto più in un tempo come il nostro, che dei giovani avvertano il desiderio ed il piacere di approfondire la storia a cui in qualche misura appartengono dalla voce stessa dei più anziani, anche quale segno di omaggio e rispetto – ha detto Bottacchiari – l’augurio è quello di intraprendere prima o poi una vera e propria compilazione della storia della avvocatura locale, sia attraverso la sistemazione degli archivi degli ordini che possono disvelare importanti notizie, sia anche una narrazione orale che rischia di andare perduta».
