Derubata Deborah Pantana
«Mi hanno preso la borsa
davanti alla chiesa»
MACERATA - E' successo ieri pomeriggio nel quartiere Vergini. Qualcuno ha spaccato il vetro dell'auto della consigliera di parità della Provincia: «Mi hanno portato via i documenti, i miei affetti personali, soprattutto mi dispiace per le foto di mio figlio piccolo, tutti i ricordi che tenevo nel portafogli per portarli sempre con me ovunque fossi»

Deborah Pantana, consigliera di parità della Provincia
Disavventura per Deborah Pantana, consigliera di parità della provincia di Macerata. Ieri pomeriggio, verso le 17, nel parcheggio del monastero del Corpus Domini a Macerata, nel quartiere delle Vergini, qualcuno ha rotto il finestrino della sua auto e le ha rubato la borsa che aveva lasciato all’interno.
«Una delle religiose ospiti del monastero – racconta Pantana – ha compiuto ieri 100 anni e sono andata ad omaggiarla, purtroppo al ritorno ho trovato questa brutta sorpresa». Sono state visionate le immagini delle telecamere e i carabinieri stanno indagando per rintracciare il responsabile.
Grande amarezza per la consigliera che commenta. «Purtroppo essere derubati della propria borsa proprio davanti ad una chiesa non è bello. Mi hanno portato via i documenti, i miei affetti personali, soprattutto mi dispiace per le foto di mio figlio piccolo, tutti i ricordi che tenevo nel portafogli per portarli sempre con me ovunque fossi, in ogni parte del mondo. Poi ti succede che proprio nella tua città ti rubano tutto, ti spaccano il vetro dell’auto e tu lì inerme che non sai cosa fare. Ringrazio i carabinieri e nello specifico il luogotenente Lino Alesi e tutti quelli che ieri pomeriggio mi hanno soccorso ed aiutato in un momento davvero di difficoltà. E’ questo il messaggio che da sempre cerco di divulgare alle donne vittime di furto, di violenze personali, quello di chiamare le forze dell’ordine che sanno davvero esserci vicini»
Non si devono lasciare le borse in vista all’interno dell’auto.
Penso fossero gli “effetti personali”…
Va istituito il reato di femminifurto.
Oh, ritornassero i sospiri e le lacrime
al mio petto ed agli occhi che dispersi!
E in questo santo scontento potessi
pianger con frutto come piansi invano!
Nella mia idolatria, quali scrosci
sprecarono i miei occhi? Quali strappi il mio cuore?
Soffrire ciò fu il mio peccato. Ora mi pento,
debbo soffrire per aver sofferto.