Il lungo percorso di terapie
dopo un banale incidente:
carabiniere ringrazia chi lo ha curato

CAMERINO - Maurizio Rivelli, luogotenente, è giunto quasi al termine di un percorso di riabilitazione partito da dicembre del 2023

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L’ospedale di Camerino

È iniziato con un banale incidente un lungo percorso di cure dal 26 dicembre 2023 per un luogotenente dei carabinieri, Maurizio Rivelli.

Il militare, giunto «quasi al termine» del percorso di cure, ha deciso di ringraziare tutte le persone che ha incontrato e che gli sono state accanto. A partire dal personale del 118 di Camerino «a cui va la mia più profonda gratitudine.

Tempestivamente intervenuto, ha intuito la gravità della situazione. Poi al personale del Pronto soccorso, della Clinica di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Ancona dove sono stato prontamente preso in carico e curato con grandissima professionalità.

Fondamentale per la mia ripresa è stato il “passaggio” ancora in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Camerino diretto da Angelo Leo e dalla coordinatrice infermieristica Samantha Bartolucci. Qui ho trovato una “equipe” straordinaria sia dal punto di vista professionale che umano.

Grazie anche alla collaborazione del reparto di Cardiologia, Chirurgia, Ortopedia, e dei vari servizi in particolare quello di Fisioterapia dell’ospedale di Camerino».

Rivelli ringrazia anche i colleghi: «in particolar modo quelli colleghi della Compagnia di Camerino, al suo comandante, il capitano Angelo Faraca ed al colonello Nicola Candido (fino allo scorso lunedì comandante provinciale dell’Arma, ndr). La loro costante presenza è stata di grande supporto. Grazie agli amici ed ai tanti conoscenti che in molti modi hanno fatto arrivare il loro sostegno.

Grazie all’Associazione Raffaello ed al suo presidente Nazzarena Barboni. Grazie a tutto il personale del Reparto F1 del Centro riabilitativo del Santo Stefano di Porto Potenza, ai fisioterapisti, logopedisti ed ai terapisti occupazionali.

Il mio pensiero più grande però è per tutti coloro che abbiamo incontrato durante il mio percorso ed ai loro familiari: Enzo, Carlo, Giacomo, Christian, Emma, Daniela, Corrado, Giampietro e tanti altri. Forza ragazzi c’è luce oltre il buio».


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