«Non solo aiuto compiti»
Cresco Lab, sostegno ai bambini a 360°
MACERATA - Il progetto di Comune, Anffas e Garante torna per il terzo anno consecutivo, ha l'obiettivo di supportare concretamente i più piccoli nella gestione delle attività di studio con il supporto di una psicologa e di una pedagogista. La vicesindaca Francesca D'Alessandro: «Questo è il vero significato di un’inclusione completa»

Da sinistra: Giancarlo Giulianelli, Garante regionale per i diritti della persona; la vicesindaca Francesca D’Alessandro; Marco Scarponi, presidente Anffas Macerata; Arianna Santoro, responsabile Anffas del progetto
di Mauro Giustozzi
Inclusione non solo per giovani con disabilità ma anche per ragazzi fragili con deficit di attenzione nell’educazione scolastica. Per il terzo anno consecutivo scende in campo Cresco Lab, il progetto promosso dal Comune in collaborazione con Anffas Macerata, co-finanziato dal Garante regionale dei diritti della persona e finalizzato a supportare concretamente bambini e bambine nella gestione delle attività di studio e nello svolgimento dei compiti.
I bambini lavoreranno non solo individualmente, ma a contatto con una psicologa ed una pedagogista, ma anche interagire in gruppo. «Quella educativa è una sfida che abbiamo sposato come amministrazione – ha affermato l’assessore alle politiche sociali Francesca D’Alessandro – al pari di un’altra parola che ci sta a cuore che è inclusione. La famiglia da sola non ce la fa più di fronte alla complessità di una società in evoluzione. Poi c’è il fattore fragilità che è portata dalla disabilità che oggi allarga le sue maglie in una difficoltà dei ragazzi legate a problematiche come il deficit di attenzione piuttosto che la dislessia, disprassia, problematiche che non hanno attinenza con una disabilità certificata ma rappresentano la necessità di una particolare attenzione. Questo è il vero significato di un’inclusione completa che non è semplicemente un sostegno pomeridiano al fare i compiti».
«Io sono entrato in questo ruolo con un budget molto limitato ed oggi, dopo tre anni dalla nomina, il budget è stato quintuplicato – ha sottolineato Giancarlo Giulianelli, Garante regionale per i diritti della persona – questo per dire che l’amministrazione regionale ha in primo piano l’impegno dedicato all’inclusione. Gestiamo fondi per progettualità ritenute meritevoli e che possono portare qualcosa di significativo ai più giovani. Nell’ultimo anno del mio mandato ho intenzione di allargare iniziative del genere anche in collaborazione con Anffas con nuovi progetti, in particolare mettendo a diretto contatto il mondo del disagio giovanile con quello della disabilità».
Dal canto suo Marco Scarponi, presidente Anffas Macerata, ha voluto ribadire come «Cresco Lab 2.0 aggiunge qualcosa ad un progetto già esistente e collaudato che si è aperto alla città. Vogliamo che ci sia una contaminazione tra il mondo Anffas e Macerata, che chi ha bisogno di un supporto alle fragilità trovi in questo progetto un punto di approdo. La nostra mission è quella di un’inclusione scolastica, lavorativa, sociale che deve permeare la cultura di questo territorio: attraverso questa iniziativa vogliamo dare un sostegno a tutte le fragilità che hanno i ragazzi ma spesso pure le stesse famiglie. Vogliamo dare una mano non alla sola disabilità ma a chi vive la fragilità in ogni forma».
Cresco Lab 2.0 è ospitato all’interno degli accoglienti spazi di Anffas Macerata in via Vanvitelli 34 dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 19. «Non si tratta semplicemente di una ripetizione pomeridiana dei compiti – ha ribadito Arianna Santoro, responsabile Anffas del progetto – bensì un supporto ed un aiuto alle fragilità di bambini, non necessariamente con disabilità acclarata. In questi pomeriggi i giovani avranno tra i 60 ed i 90 minuti dedicati a loro per cui ogni giorno potremo ospitare cinque alunni per un totale di 20 a settimana che saranno supportati. La novità offerta da Cresco Lab 2.0 sarà la strategia operativa: ci sarà l’occasione di effettuare lavoro di gruppo, con 3-4 bambini tutti assieme in modo che accanto all’apprendimento individuale ci sia anche quello di gruppo e viceversa, in una sorta di scambio che può solo aiutare nella crescita chi parteciperà al nostro progetto».