Un’opera d’arte abbandonata:
il Trialone di Marotta, 17 anni di nulla

CIVITANOVA - Fu un dono Carima da 300mila euro. All'epoca il Comune annunciò un intervento di illuminazione architetturale e giochi d'acqua per l'allestimento sulla rotatoria. Poi il silenzio ed anni di incuria per la scultura del grande artista

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Il Trialone a Civitanova

di Luca Patrassi

Avere una delle grandi opere simbolo dello scultore Gino Marotta e lasciarla nel dimenticatoio, in stato di evidente abbandono. Accade a Civitanova con il “Trialone”, l’albero stilizzato dono da circa trecentomila euro della Fondazione Carima allora presieduta dall’imprenditore civitanovese Franco Gazzani.

trialone_civitanova-3-325x325Nel 2007 ci fu un accordo tra la Fondazione Carima e il Comune allora guidato da Erminio Marinelli che aveva deciso di collocare l’opera all’incrocio tra la Statale 16 e le vie Cecchetti, D’Annunzio e Alighieri. L’allestimento prevedeva l’inserimento di una illuminazione architetturale e giochi d’acqua. «Al centro della rotonda – si legge in un comunicato del lontano 2007 del Comune – sarà installata una scultura di acciaio inox raffigurante un albero, realizzata dall’artista Gino Marotta. L’opera, dal titolo “Trialone”, è alta circa 9 metri e poggerà su una base di cemento armato, una fontana dove sarà raccolta l’acqua che zampilla dall’albero. Il tutto valorizzato da un’illuminazione particolarmente suggestiva. La scultura sarà circondata da un’area verde delimitata da una fascia pavimentata.

trialone_civitanova-4-325x325L’autore della scultura (ascomparso nel 2012, ndr), originario di Campobasso ma residente a Roma, è uno degli artisti italiani più noti a livello internazionale e ha al suo attivo numerose esposizioni nei più prestigiosi musei di tutto il mondo. I lavori a carico del Comune, consistenti nel basamento di marmo e negli impianti elettrico e di irrigazione, dovrebbero essere ultimati entro il prossimo mese di aprile. La scultura sarà invece donata dalla Fondazione Carima in virtù di una convenzione sottoscritta a suo tempo con il Comune».
Sono passati 17 anni e un’opera di grande rilievo artistico giace nell’incuria e nell’abbandono, diversamente dalla conservazione dei beni artistici che dovrebbe essere un obbligo non solo culturale.


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