Tra tradizione e futuro,
il Festival dei Monti Azzurri
va verso l’ultimo appuntamento
RIPE SAN GINESIO è il comune in cui il 22 agosto si concluderà la quinta edizione della rassegna che ha avuto tra i protagonisti Neri Marcorè, Giovanni Allevi, l’intelligenza artificiale ma anche farfalle e un concerto con l’arpa

Abbadia di Fiastra, premio Paesaggi di Pace. Uno degli appuntamennti del festival
Tra Giovanni Allevi, Neri Marcorè, l’intelligenza artificiale il Festival dei Monti azzurri nella sua quinta edizione si incammina verso il finale (22 agosto). L’obiettivo che si erano dati Giampiero Feliciotti, presidente della Unione Montana e Sandro Polci, ideatore del festival, era un mix: antiche certezze e nuove energie, oltre ogni solitudine. L’ultimo appuntamento, il 22 agosto a Ripe San Ginesio, sarà “Fra: San Francesco, il Medioevo e la Speranza” con Giovanni Scifoni.

Giovanni Allevi, in video
Il festival ha raccolto le comunità dei vari borghi per riflettere insieme: dalle parole commoventi di Giovanni Allevi o ironiche di Neri Marcorè, dal “porta le sedie in Piazza” per godere di un buon film insieme, al confronto con Giorgio Maria Cornelio su Immaginazione e Rinascita. Si è giocato a ping-pong sui temi dell’intelligenza artificiale a favore dei Borghi con il docente Emanuele Frontoni, ci sono state le passeggiate con gli asini nel “Giardino delle farfalle” e la preghiera-concerto delle Monache benedettine di Monte San Martino sui padri e Madri d’Europa, da San Benedetto a Santa Chiara. E altri momenti, come il concerto d’arpa all’ombra del muro di cinta del cimitero di Colmurano o il concerto/riflessione su guerra e pace a Loro Piceno.

«Serve scrutare indietro per mettere a fuoco il futuro e guardare avanti per preservare la memoria del passato» ribadisce Sandro Polci, che sottolinea come l’attenzione nazionale su un festival locale sia stata particolarmente elevata, a dimostrazione che i temi dei borghi appenninici e alpini hanno esigenze simili. «Che siano musei, chiese o giardini – dicono gli organizzatori -, c’è infinita bellezza, nascosta o cui rivolgiamo soltanto sguardi d’abitudine. Arte e insegnamenti di cui tornare a gioire, condividendo musica, cultura e spiritualità, pensando a nuove forme di valorizzazione per fruire e tutelare i beni con un approccio olistico che lega creatività e didattica, spiritualità e cultura». Il presidente Feliciotti aggiunge: «Nel guardare con occhi nuovi il tema, le soluzioni non mancano: approccio in Green community, Cooperative di comunità, coinvolgimenti degli istituti scolastici e mondo del no profit o anche fondazioni di comunità».


Monte San Martino, Monache benedettine


Gualdo, “Camminare in saio, tonaca o per trekking, sensazioni e motivazioni”




Cessapalombo, “Il giardino delle farfalle”


Caldarola, “Immaginazione e rinascita”. Lucia Tancredi, Giorgio Maria Cornelio e Sandro Polci