Migrazioni, campagne elettorali, narrazioni:
Unimc potenzia la ricerca

MACERATA - Finanziati con 240mila euro, come spiega il rettore John McCourt, cinque progetti «interdisciplinari e internazionali, cinque dinamici esempi di intelligenza umana anche quando coinvolgono, come in alcuni casi, l’intelligenza artificiale»

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La presentazione di questa mattina

Supportare la ricerca di base o di frontiera svolta in modalità collaborativa, per affrontare fenomeni complessi che richiedono l’apporto di discipline, approcci metodologici e saperi diversi: è questo l’obiettivo del progetto “Costellazioni collaborative di ricerca” con cui l’Università di Macerata, in linea con il piano strategico, ha finanziato cinque gruppi di ricerca per un totale 240mila euro.

A descrivere i dettagli, il rettore John McCourt e la prorettrice con delega alla ricerca Silvana Colella insieme ai docenti referenti dei progetti. «Premiamo progetti interdisciplinari e internazionali, tutti valutati da revisori esterni e non interni – afferma McCourt – questo conferma che il nostro è un ateneo molto attivo, che guarda al contesto di Erua, cioè della nostra alleanza europea: è questa la direzione verso cui vorremo cercare di crescere. Questi sono cinque dinamici, esempi di intelligenza umana anche quando coinvolgono, come in alcuni casi, l’intelligenza artificiale». «Molto spesso negli ambiti di finanziamento si prediligono alcune direzioni di ricerca. Con le “Costellazioni” stiamo invece proponendo un sostegno alla ricerca di base, ovvero a una ricerca interdisciplinare, fondamentale, sciolta, capace di nutrire anche la ricerca applicativa», spiega Colella.

I progetti selezionati contribuiranno a creare reti di ricerca internazionali e interdisciplinari, a sviluppare nuovi paradigmi scientifici e ad aumentare l’impatto della ricerca di Unimc sulla comunità accademica e la società. Emerge l’importanza della ricerca interdisciplinare per affrontare sfide complesse e attuali, per comprendere e gestire le dinamiche sociali, culturali e politiche contemporanee, promuovendo innovazione, inclusività e sostenibilità. Ecco i cinque progetti nel dettaglio.

“Thinking in Opposites to improve Creativity (Toc): A challenging hypothesis for Cognitive Sciences and Ai”, coordinato da Ivana Bianchi, indaga come il pensare per contrari possa migliorare la creatività. Il progetto vuole studiare l’effetto di training che invitano ad essere creativi “pensando per contrari” su diverse tipologie di utenti: designer, creatori di campagne di comunicazione, insegnanti, studenti. Questo ampio campo di applicazione, che prevede ricerca in laboratorio e ricerca sul campo, ricerca con esperti e con non-esperti, è un primo forte elemento di forza del progetto. Il secondo è la varietà di misure comportamentali usate, anche supportate dall’Ia

“Il fenomeno delle migrazioni ambientali e climatiche e il loro impatto sulle dinamiche economiche e sociali nella regione euromediterranea, economiche e sociali nella regione euromediterranea”, coordinato da Andrea Caligiuri, studia invece le migrazioni indotte da cambiamenti climatici. Il gruppo di ricerca, supportato dal Centro interdipartimentale di ricerca sull’Adriatico e il Mediterraneo (Ciram), si concentrerà su questo aspetto del fenomeno migratorio nella regione euro-mediterranea, caratterizzata da una popolazione costiera numerosa e vulnerabile all’innalzamento del mare, all’erosione delle coste, a fenomeni di siccità e scarsità d’acqua. La ricerca si focalizzerà sui diversi aspetti del fenomeno, in un prospettiva storica, giuridica, economica e sociale, al fine di elaborare proposte di policy per la governance del fenomeno stesso, e sulle loro interrelazioni.

“Afrodiscendenze, traiettorie identitarie e linguaggi plurali: presenze, posizionamenti e autonarrazioni in prospettiva decoloniale”, coordinato da Rosita Deluigi, studia le comunità afrodiscendenti moderne, esplorandone identità e linguaggi, compresi quelli artistico-visuale e musicale, in una prospettiva decoloniale. Il progetto svilupperà piste di ricerca che indaghino la possibilità di recuperare lingue e linguaggi che promuovano partecipazione, esaminando concetti come la creolizzazione e l’afropolitanisme, valorizzando lessici che aiutino a comprendere meglio la complessità dei discorsi politici e sociali attuali.

“Le nuove sfide alla democrazia nell’ecosistema digitale”, responsabile Giovanni Di Cosimo, esplora le implicazioni e i rischi conseguenti alle campagne elettorali online nel contesto europeo. La ricerca affronterà queste sfide con un metodo innovativo: dati anonimizzati del dibattito politico online saranno selezionati dai data scientists con l’intelligenza artificiale, basandosi su domande formulate dagli scienziati sociali. I risultati saranno analizzati collettivamente per proporre riflessioni e soluzioni replicabili a livello europeo. Parteciperanno studiosi di otto atenei internazionali, creando un network di ricercatori già individualmente attivi sul tema.

“reSTOrative naRratIvES – Stories”, coordinato da Silvia Pierosara, si concentra sulle narrazioni riparative e il loro impatto. Avvalendosi di una rete di competenze provenienti dall’etica, dalla psicologia dello sviluppo, dalla giurisprudenza, dalla sociologia, dalla medicina, dalla letteratura, dalla storia delle idee, dall’ingegneria dell’informazione, dall’architettura, dai visual e cultural studies, questo progetto si propone di sondare e valutare il potere riparativo delle narrazioni, avanzando proposte concrete, “istruzioni per l’uso” delle narrazioni che siano funzionali a consolidare il tessuto relazionale delle società e delle democrazie odierne.


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