Inchiesta di Perugia, fra gli spiati
anche il civitanovese Paolo Piccinelli

INDAGINE sugli accessi abusivi ai database delle banche dati investigative da parte del finanziere Pasquale Striano: tra gli attenzionati c'è pure l'ex generale dei carabinieri. «Non ho scheletri nell'armadio: l'unica ipotesi che mi viene in mente, vedendo che l'accesso su di me è stato fatto a marzo del 2020, è che in quel periodo ero diventato consulente per la Rai per le misure di sicurezza e contenimento dell'emergenza Covid»

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Paolo Piccinelli

di Laura Boccanera

Accessi abusivi ai database delle banche dati investigative da parte del finanziere Pasquale Striano, tra gli spiati c’è anche il civitanovese d’adozione Paolo Piccinelli, ex generale dell’Arma dei carabinieri, comandante fino al 2017 della compagnia di Perugia e, dopo il congedo, giornalista, avvocato e criminologo, responsabile per la sicurezza aziendale.

Il suo nominativo figura fra gli oltre 200 che sono stati oggetto di accessi al database da parte del finanziere in servizio alla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo e oggi indagato nell’inchiesta coordinata dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone e dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. I reati a vario titolo contestati sono quattro: accesso abusivo, falso ideologico, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto. Dalle carte risulterebbero oltre 800 accessi ai database negli anni fra il 2018 e il 2022 a oltre 300 persone: fra loro molti politici di ogni area e schieramento, imprenditori, personaggi del mondo dello spettacolo.

Compare però anche quello di Paolo Piccinelli, sorpreso a sua volta per figurare fra i “dossierati”: «Sono stato avvertito che il mio nome compariva nell’inchiesta da una giornalista di un’agenzia di stampa e ho espresso stupore, ho pensato potesse anche trattarsi di un caso di omonimia. Detto questo non ho scheletri nell’armadio, ma se qualcuno ha fatto un accesso abusivo in qualche banca dati per verificare informazioni su di me, certo è qualcosa che dà fastidio. Però non ho proprio nulla da nascondere per cui se c’è un’indagine in corso ben venga».

Piccinelli non capisce quale possa essere il profilo di interesse nei suoi confronti rispetto a nominativi di figure pubbliche, politici, ministri, imprenditori: «Non pensavo di essere così famoso – ci scherza su – l’unica ipotesi che mi viene in mente, vedendo che l’accesso su di me è stato fatto a marzo del 2020, è che in quel periodo ero diventato consulente per la Rai per le misure di sicurezza e contenimento dell’emergenza Covid. Ero stato contattato dalla Rai per fornire una consulenza rispetto alla situazione e poi nel giro di un paio di giorni si concretizzò quell’incarico. Quando l’attività investigativa sarà conclusa ed effettivamente risulterà che il Piccinelli spiato sia io a quel punto credo mi tutelerò nelle sedi opportune». E dell’inchiesta in generale sottolinea: «Come militare, conoscendo i database so bene che ogni accesso è tracciabile se fatto con le proprie credenziali, per cui c’è da capire perché il finanziere ha svolto quell’attività senza autorizzazione, su commissione di chi e con quali finalità, chi ci sia dietro di lui».


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