Due sale sold out per “Neve”,
il film di Riccioni sul bullismo.
Al suo fianco il questore Silipo

MACERATA - In seicento hanno partecipato all'anteprima di ieri sera al Multiplex. Il racconto del regista: «Nasce tutto della mia storia. Sono nato nel continente nero, da genitori missionari. A 7 anni papà e mamma decisero di ritornare in Italia. Sono stato bullizzato perché nato in Uganda». La pellicola è sostenuta dalla polizia

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L’anteprima del film “Neve” ieri sera al Multiplex

di Francesca Marsili (foto Federico De Marco)

Sold out ieri sera al Multiplex 2000 di Piediripa per l’anteprima casalinga del film “Neve”, di Simone Riccioni. Seicento spettatori hanno affollato il botteghino per assistere alla pellicola dove Riccioni, amatissimo dal pubblico, ha deciso di passare alla regia mettendo le sue doti di attore al servizio di una storia delicata e commovente, e a tratti ironica.

Simone Riccioni

«Anche quando ci sente sconfitti, la vita non chiude mai il sipario, ti riserva sempre qualche sorpresa»: in questa battuta recitata da Neve, la protagonista femminile interpretata dalla dodicenne Azzurra Lo Pipero originaria di Lido di Fermo, è racchiuso il messaggio del regista che, in un viaggio emozionate, riflette la forza interiore dei protagonisti, lotta contro il bullismo e celebra l’amore che supera le difficoltà e le differenze. Palpabile l’emozione del pubblico nelle due sale all’arrivo dei due protagonisti al termine della proiezione.

Riccioni, che nella sua opera prima da regista ha portato in scena parte del suo vissuto, ha spiegato: «Nasce tutto della mia storia. Sono nato nel continente nero, da genitori missionari. A 7 anni papà e mamma decisero di ritornare in Italia. Sono stato bullizzato perché nato in Uganda; mi chiamavano “brutto negro” e “mangiabanane”. E’ stato un periodo difficile. Poi è passato e sono andato avanti. Durante il Covid è venuta fuori questa voglia di raccontare una storia che toccasse tanti temi: dalla rinascita di un ragazzo al ritrovare una famiglia. Così è venuto fuori questo film, nato per caso. Con “Neve” vogliamo dare l’occasione a genitori e ragazzi di mettersi in discussione».

Simone Riccioni e Azzurra Lo Pipero

Presentando al pubblico la piccola promettente attrice ha aggiunto: «Lei è un’allieva della mia scuola di recitazione “Cinema che passione”. Un giorno l’ho guardata e le ho detto: Ciao Neve. Lei mi ha risposto: mi chiamo Azzurra». Per le tematiche trattate la pellicola “Neve” è stata sostenuta dalla polizia di Stato. Ed è stato proprio il questore di Macerata Luigi Silipo, a margine della proiezione, a sottolineare la valenza sociale del messaggio veicolato dal regista.

«Un film veramente bello, parla di problematiche che viviamo tutti noi quotidianamente. Non ci facciamo mai caso abbastanza – ha esordito il questore -, poi quando vedi film del genere, con la storia che si sviluppa attorno al rapporto padre – figlia, ci si emoziona. Spesso e volentieri non ci rendiamo conto di quanto i figli ci cerchino, di quanto la nostra assenza sia da loro sentita. Per questo vorrei rivolgermi a tutti i padri: ascoltate di più i vostri figli, che sono la cosa più importante, l’unica ragione di vita». Silipo si è poi soffermato sull’altro tema affrontato da Riccioni, che nella pellicola è l’elemento attorno al quale si sviluppa la storia: il bullismo.

Il questore Luigi Silipo

«Lo ripeto ogni volta che vado nelle scuole e ho occasione di parlare – ha sottolineato il questore – i bulli sono dei vigliacchi, chi subisce è il vero coraggioso. Chi prevarica ha paura e cerca il consenso, chi subisce è il vero forte. Se vogliamo cambiare questo mondo si fa solo in un modo: stando vicino e dando solidarietà a chi è vessato emarginando i vigliacchi che credono di essere forti».

Il film ha già iniziato la sua marcia nelle scuole raggiungendo, fino ad oggi, 7mila studenti negli istituti di Roma, Pescara, Milano e del Maceratese. Proiezioni – incontro con il cast del film, che vede anche la partecipazione della polizia, per un momento di riflessione sui temi del bullismo e del cyberbullismo e su come prevenirlo.

E molti altri studenti e studentesse di tutta Italia raggiungerà nelle prossime settimane. Enzo Marangoni, presidente interprovinciale di Confartigianato, anche lui in sala, ha evidenziato: «Dobbiamo ringraziare Simone che sta portando le Marche in tutta Italia, e la cosa ci fa piacere perché la nostra regione è molto bella ma sconosciuta. Continueremo a sostenere i suoi progetti».

Emanuele Pepa, di Pepa Trasporti, tra gli sponsor del film: «Questo film richiama tanti soggetti e tante realtà: partendo dal bullismo che è una tema forte, Simone ha toccato la famiglia, i cuori e la vita quotidiana di tutti noi. In questo film ci ritroviamo tutti, è un’eccellenza che dobbiamo saper divulgare, nelle scuole, ma anche nelle nostre case. Una lacrima, stasera, è uscita a tutti».

Chiara Biondi, assessore regionale alla Cultura: «Simone ha creduto nella nostra regione perché promuove i nostri territori; Treia era stupenda. Ha messo insieme tutto ciò che noi siamo: le Marche». In sala anche tutti i ragazzi che hanno recitato nel film, allievi della scuola di Riccioni. «Attori bravissimi, io ero come loro. Pensare che questi ragazzi debuttino al cinema per me è la più grande soddisfazione. Spero prendano i mio posto» – ha concluso Riccioni.

La consigliera regionale Anna Menghi

Il film racconta la storia di Neve (Azzurra Lo Pipero), una bambina di 10 anni, che mostra una forza interiore sorprendente nonostante le prove difficili della vita. Minuta ma resiliente, Neve deve affrontare i compagni di scuola che la prendono in giro, la isolano e la bullizzano perché sua mamma lavora in un trotificio. Si chiude in se stessa in un mutismo finché la madre Marta (Margherita Tiesi) decide di iscrivere ad un workshop teatrale tenuto dall’attore Leonardo (lo stesso regista Simone Riccioni).

Leonardo ha 35 anni, ha sempre solo pensato a se stesso e si trova in un momento discendente della sua carriera: durante il workshop, affrontando Neve e nel rapportarsi con lei, dà il via a una storia emozionante che trasformerà entrambi. A fare da mediatore, la bella figura di don Carlo (Simone Montedoro), un sacerdote umano che gestisce una casa famiglia e che saprà accompagnare Simone nella sua crescita.

Riccioni colloca la storia negli splendidi scenari, naturali e non, che le Marche, suo set preferito da tempo, gli hanno offerto. Primo su tutti il borgo della città di Treia, per poi incorniciare le immagini nel paesaggio mozzafiato dei Monti Sibillini. La storia, trattata con la delicatezza tipica della neve, si basa sui rapporti parentali nel momento in cui si trovano a confronto con delle difficoltà. Questo è il tema centrale del film che viene sicuramente seguito con passione ed interesse dal regista attore grazie anche alla presenza muta ma attiva della piccola Azzurra Lo Pipero.

Simone Riccioni con la piccola Zaaurra


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