Panchina del dono a Loro Piceno
LA CERIMONIA per l'inaugurazione, è stata posizionata nel terrazzo-belvedere della scuola primaria “P.Santini”

L’inaugurazione a Loro Piceno
Un’altra “Panchina del dono” è stata inaugurata a Loro Piceno, posizionata nel terrazzo-belvedere della scuola primaria “P.Santini”. All’inaugurazione, presenti numerosi cittadini, hanno presenziato le autorità locali e i rappresentanti delle tre associazioni del dono, Aido, Avis, Admo. La banda musicale locale, diretta da Simone Monteverde, con l’esecuzione di alcuni brani del ricco repertorio, ha ben rappresentato l’importanza e la solennità dell’evento.
Il sindaco Robertino Paoloni, nel ringraziare e salutare i convenuti, ha sottolineato la sensibilità dei suoi concittadini e l’impegno delle tre associazioni e dei loro donatori che meritano un plauso speciale. Le associazioni del Dono sono state rappresentate da Elio Giacomelli (presidente provinciale Aido) presente con Luciana Salvucci (presidente Aido Monti Azzurri) e Tiziana Emiliozzi (referente Aido Loro Piceno), da Morena Soverchia (presidente provinciale Avis) e Moreno Rossi (presidente Avis Loro Piceno) e da Luca Tronelli (Admo Monti Azzurri), che hanno sottolineato l’importanza vitale del donare rispettivamente gli organi, il sangue e il midollo osseo.
Il presidente Aido Giacomelli ha ricordato come l’iniziativa della panchina sia nata per celebrare i 50 anni di vita dell’Aido nazionale e poi abbia coinvolto anche l’Avis e all’Admo, nel segno del dono che accomuna tutte. Il presidente dell’Unione Montana “Monti Azzurri”, Giampiero Feliciotti, ha affermato che da sempre l’Unione Montana si è spesa per i più fragili e i bisognevoli di aiuto, privilegiando e riservando spazi sempre più ampi a questi e ai servizi sociali. In particolare ha voluto sempre operare a fianco del Volontariato e nello specifico, per l’occasione, donando 15 panchine ad altrettanti Comuni; il contributo è stato sicuramente ben speso, perché il messaggio Aido “Io Dono! Nono so a chi…ma so perché” viene veicolato e resta immortalato nella panchina, con una efficacia comunicativa superiore a quello di un evento, che, se pur importante, rischia di cadere nell’oblio.
