Colpo di scena alla Fondazione Bandini:
escluse le università, entra la Carima.
Nomina a sorpresa della Regione

MACERATA - Unimc e Unicam sceglievano uno dei componenti del Cda. Da Palazzo Raffaello scelto come rappresentante Renato Poletti, a lungo direttore generale del trasporto aereo e nel board di molte fondazioni legate al Vaticano

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L’Abbadia di Fiastra

di Luca Patrassi

Movimenti in serie alla fondazione Giustiniani Bandini. Cambio dello statuto chiesto ed ottenuto dal presidente Giuseppe Sposetti, decreto della Regione ed infine un paio di nomine che sembrano poter cambiare i rapporti di potere interni di una Fondazione di diritto privato che risulta essere la più importante nel Centro Italia trovandosi a gestire quasi duemila ettari e una settantina di case coloniche nell’area dell’Abbadia di Fiastra. Prima mossa: cambia lo statuto. Escono di scena, non per loro iniziativa, le Università di Macerata e di Camerino che prima, di concerto, indicavano un membro del consiglio di amministrazione. Quello attuale era Renzo Borroni, già direttore della territoriale maceratese di Confindustria e già direttore di Fondazione Carima. L’indicazione del consigliere di amministrazione passa dalla potestà dei rettori di Unicam e di Unimc a quella della Fondazione Carima. Il risultato? Fondazione Carima deciderà a breve termine, difficile ipotizzare che esca di scena Borroni. Secondo passaggio: dallo statuto sparisce un requisito che veniva richiesto al membro del consiglio di amministrazione di nomina della Regione e che prima doveva essere un dirigente o dell’assessorato Agricoltura o dell’Ambiente. Ora la Regione nomina chi vuole.

Risultato? Il prescelto dalla Regione è Renato Poletti, un nome noto negli ambienti diocesani maceratesi e con ruoli in Vaticano (Fondazione Ratzinger, Fondazione Casa del Sollievo, Papa Giovanni XXIII tra le altre). Poletti è un nome molto noto anche per essere stato fino a un paio di anni fa direttore generale del trasporto aereo del ministero delle Infrastrutture, il fatto che la Regione lo nomini in una Fondazione, come Giustiniani Bandini, dalla forte caratterizzazione agricola e non magari all’aeroporto Sanzio (che forse manifesta qualche problemino gestionale) può magari suscitare perplessità, ma si tratta probabilmente di scelte che rispondono a scelte dei diretti interessati. La nuova situazione nel cda di Fondazione Giustianini Bandini: l’ex sindaco di Macerata Giuseppe Sposetti è il presidente che è di nomina del vescovo di Macerata, poi il vicepresidente è don Gianluca Merlini, nominato dal vescovo di Macerata, i consiglieri sono Renzo Borroni, a suo tempo indicato dai rettori di Unicam e di Unimc,e Francesco Ricotta nominato dall’assemblea dei conduttori delle aziende agricole facenti parte del patrimonio della Fondazione Giustiniani Bandini e Renato Poletti delegato dal presidente della Regione. «La riserva naturale Abbadia di Fiastra – si legge nel sito – , istituita nel 1984, comprende 1825 ettari di terreni che circondano l’abbazia di Chiaravalle di Fiastra che ancora mostrano tracce evidenti della lunga presenza e del lavoro dei monaci. Attualmente la Riserva, che è gestita dalla Fondazione Giustiniani Bandini ha come finalità fondamentali quelle di proteggere il territorio e le sue risorse, promuovere la ricerca scientifica e le attività di educazione ambientale, favorire lo sviluppo dell’attività agricola in accordo con le attività culturali e turistiche di più recente sviluppo, salvaguardare l’antica abbazia cistercense, il palazzo principesco e tutte le altre preziose testimonianze storico-architettoniche del passato». Va infine aggiunto il fatto che l’inserimento della Fondazione Carima (al posto dei rettori delle due università maceratesi) ha rilanciato i rumors che circolano da tempo relativi alla possibilità che ci sia allo studio un progetto di fusione tra la Fondazione Giustiniani Bandini e la Fondazione Carima. Voci che al momento non trovano conferma alcuna.



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