
I familiari degli undici maceratesi deportati e internati che hanno ricevuto le medaglie
Undici maceratesi deportati e internati, undici storie per ricordare l’Olocausto, undici medaglie per far riflettere e coinvolgere i giovani.

La prefetto Isabella Fusiello
E’ questo il senso della cerimonia che si è svolta ieri nella Sala Consiliare della Provincia per la di consegna delle medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai cittadini maceratesi deportati e internati nei lager nazisti, organizzata dalla Prefettura di Macerata in occasione della “Giornata della Memoria”.
La prefetto Isabella Fusiello ha sottolineato come il senso di queste celebrazioni sia quello di mantenere vive la memoria e la consapevolezza perché non si ripetano gli errori del passato. Il presidente Sandro Parcaroli ha dato quindi il benvenuto alle tante autorità civili, militari e religiose intervenute.

Il presidente della Provincia Sandro Parcaroli
«La legge 20 luglio 2000 ha riconosciuto il 27 gennaio “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani internati nei campi nazisti – ha ricordato -. Oggi le storie di questi undici cittadini maceratesi, a cui verranno conferite le medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica, ci ricordano come l’Olocausto e le tragedie che ne sono derivate non si esauriscono nel tempo, ma sono parte della storia dell’umanità. Una storia che anche io ho vissuto da vicino, visto che mio padre Lindo è stato deportato e internato militare per quasi due anni, dall’8 settembre 1943 al 6 agosto 1945. Di questa storia dobbiamo tenere viva la memoria e dobbiamo raccontarla ai nostri giovani per favorire momenti di riflessione e di confronto». Ad evidenziare l’importanza delle istituzioni scolastiche è stato il rettore Unicam John McCourt: «L’istruzione, la cultura e la conoscenza trasmettono valori fondamentali per evitare che fatti terribili si ripetano».
Undici gli insigniti celebrati ieri mattina. Le medaglie sono state ritirate dai familiari: Nello Urbani di Macerata; Giovanni Angeloni, Pierino Castagna, Bruno Guardabassi, Enrico Marziali ed Ernesto Malaisi di Montecosaro; Francesco Bartolini e Luigi Gobbi di Civitanova; Tullio Bracci e Cesare Menchi di Loro Piceno e Giovanbattista Detto di Potenza Picena.
(Foto Fabio Falcioni)

Un familiare di Nello Urbani

Un familiare di Cesare Menchi

Una familiare di Enrico Marziali

Reano Malaisi, sindaco di Montecosaro, congiunto di Ernesto Malaisi

Una familiare di Bruno Guardabassi

Un familiare di Luigi Gobbi

Un familiare di Giovanbattista Detto

Un familiare di Pierino Castagna

Una familiare di Tullio Bracci

Un familiare di Francesco Bartolini

Un familiare di Giovanni Angeloni

Il rettore John McCourt

Mauro Radici

Marco Ascoli

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Non Olocausto ma Shoah, come è scritto d’altronde nella stessa legge istitutiva del Giorno della memoria.
Invece i maceratesi massacrati dai francesi nel 1799 sono andati in prescrizione, ce li possiamo tranquillamente dimenticare, anche perché francamente non ne sappiamo niente…
Gli errori sono stati ripetuti identici dal marzo 2020, grazie all’inconsapevolezza di troppi.
Queste sono cerimonie vuote ed inutili, in cui si ripetono a pappagallo frasi relative a fatti non compresi, senza la minima capacità analitica e critica di quel che ci accade intorno da quattro anni.
“Campi di sterminio per chi non si vaccina”.
Giuseppe Gigantino, cardiologo
“Mi divertirei a vederli morire come mosche”.
Andrea Scanzi, giornalista
“Se fosse per me costruirei anche due camere a gas”.
Marianna Rubino, medico
“I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori”.
Sebastiano Messina, giornalista
“Vagoni separati per non vaccinati”.
Mauro Felicori, assessore
“Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile”.
Stefano Feltri, giornalista
“I no vax fuori dai luoghi pubblici”.
Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana
“Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo”.
Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto
“I no vax mi fanno veramente paura, dipendesse da me non li farei più lavorare”
Enrico Brignano, comico
“Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli”.
Paolo Guzzanti, giornalista
“Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci”.
Roberto Burioni, virologo.
“Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti”.
Alessia Morani, deputato
“Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”.
Selvaggia Lucarelli, giornalista
“I riders devono sputare nel loro cibo”.
David Parenzo, giornalista
“I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire”.
Mario Draghi, Presidente del Consiglio
“Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più”.
Cesare Manzini, infermiere
“Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla”.
Francesca Bertellotti, infermiera
“Provo un pesante odio verso i no vax”.
J-Ax, cantante
“Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina”.
Carlotta Saporetti, infermiera
“Non siete vaccinati? Toglietevi dal ca**o!”
Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna
“Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi”.
Alfredo Faieta, giornalista
“Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli”.
Renato Brunetta, ministro
“E’ giusto lasciarli morire per strada”.
Umberto Tognolli, medico
“Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente”.
Giovanni Spano, vicesindaco
“Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro”.
Filippo Maioli, medico
“Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”.
Giuliano Cazzola, giornalista
“Mandategli i Carabinieri a casa”.
Luca Telese, giornalista
“E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati”.
Sabino Cassese, costituzionalista
“Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?”
Laura Cesaretti, giornalista
“Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io”.
Vania Zavater, infermiera
“I novax sono i nostri talebani”.
Giovanni Toti, presidente regione Liguria
“Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi”.
Matteo Bassetti, infettivologo
“Vi renderemo la vita difficile, come stiamo già facendo, perché il non vaccinato è pericoloso”
Pierpaolo Sileri, viceministro della salute.