L’asilo delle suore non c’è più
e a 100 anni dalla nascita sarà un hub
COLMURANO - Nato per volontà di Nicola Seri ora la sua visione si trasformerà in un moderno centro di aggregazione. Luciana Salvucci ha scritto un libro (presentato domenica) per ripercorrere la storia dell’istituzione e «tramandare alle giovani generazioni un’esperienza educativa passata, simbolo di solidarietà, impegno, attenzione alla crescita culturale, morale e civile della società»

Gli organizzatori della presentazione del libro
di Marco Ribechi
Colmurano riscopre le sue radici a cento anni dalla nascita dell’asilo delle suore che presto ospiterà un moderno Hub multimediale dove unire passato e futuro.
È stato un appuntamento partecipato e ricco di inedite curiosità quello organizzato al museo Renzo Contratti Ventura del piccolo borgo maceratese dove, domenica, è stato presentato il libro “L’asilo delle suore. Cento anni dalla nascita a Colmurano”, scritto da Luciana Salvucci.
Il testo ricostruisce la storia dell’asilo di Colmurano e ripercorre le vicende che hanno portato alla realizzazione dell’Istituzione che, per tre quarti di secolo circa, ha operato a servizio della comunità infantile locale e che vedrà prossimi interessanti sviluppi. L’inizio della vicenda va fatta risalire al 1881 quando il ricco possidente senza eredi Nicola Seri decide di lasciar le sue proprietà affinché potessero essere usate a favore dei bambini poveri del paese, con la costruzione di una scuola per l’infanzia sul modello dell’asilo Ricci di Macerata.

L’edificio dell’Asilo intitolato alla memoria dei due benefattori (foto di Benedetto Salvucci)
Siamo però in un’epoca in cui, nella piccola Colmurano, nascevano circa 50 bambini l’anno e l’abitazione del Seri, situata in piazza Umberto I numero 2, proprio al lato del palazzo Comunale, appare troppo piccola per i propositi contenuti nei lasciti. «Bisognerà aspettare il primo ottobre 1922 – spiega Emilio Seri, componente del Consiglio Pastorale e omonimo del benefattore – per vedere realizzato il progetto di Seri, ma in altra sede. Infatti, altre famiglie benestanti del borgo decideranno di lasciare degli stabili che in seguito saranno adibiti a ricovero e ad asilo trasformando così in realtà il sogno del possidente».
Per la gestione della struttura l’allora parroco don Quirico Gesuelli convoca da Torino delle suore dell’Istituto San Giuseppe; cominciano così i cento anni di storia dell’asilo. «Ad ispirare il testamento del Seri fu l’Asilo Ricci di Macerata – spiega L’autrice del volume Luciana Salvucci – realizzato nel 1841 era un vero e proprio modello. Dalla donazione testamentaria di un edificio nel 1881 da parte di Nicola Seri si proseguì con un complesso di edifici donati nello stesso anno da quattro benefattori per la realizzazione di un ospedale, gestito dalla Confraternita delle Buona Morte. Nella convenzione stipulata nel 1923 si garantisce la custodia e l’istruzione dei piccoli, inoltre, l’assistenza degli anziani ricoverati nel vicino ospedale della Misericordia e la conduzione di una Scuola lavoro di cucito e ricamo, oltre a musica, recite e qualche altra attività di supporto parrocchiale». In seguito nel 1929 si ha il riconoscimento giuridico dell’asilo e nel 1935 l’approvazione dello Statuto ufficiale.

I bambini dell’Asilo con suor Olga Procenzano, suor Bona Monteverde e il parroco monsignor Quirico Gesuelli. Anno 1953. Foto di Vanessa Rapari
Nel 1957, dopo 52 anni di presenza ininterrotta a Colmurano, muore monsignor Quirico Gesuelli, ma l’attività dell’asilo proseguirà fino al 1998 quando lasciò spazio alla scuola materna statale e con la definitiva partenza delle suore dal borgo nell’anno successivo. «Nel prossimo futuro questi spazi saranno in grado di aggregare e accogliere nuovamente giovani – conclude Emilio Seri – infatti l’amministrazione comunale ha intenzione di realizzare nello stabile un Hub multifunzionale con precise finalità culturali, educative e socio-assistenziali, creando una continuità di intenti tra l’antica visione di Nicola Seri che immaginava spazi rivolti ai bisogni della popolazione vulnerabile.
«Ho voluto scrivere questo libro – conclude l’autrice Luciana Salvucci – per tramandare alle giovani generazioni un’esperienza educativa passata, simbolo di solidarietà, impegno, attenzione alla crescita culturale, morale e civile della società. Lo stabile è pronto ad ospitare un Hub multifunzionale, ci piacerebbe che lo spazio continuasse a chiamarsi asilo Nicola Seri e monsignor Gesuelli in memoria di chi ha prima ideato e poi realizzato un’istituzione così importante per il nostro borgo». Nel corso dell’incontro sono intervenuti il giornalista Piero Chinellato, il parroco don Eugenio Tordini, il sindaco Mirko Mari, il dottor Elio Giacomelli. Hanno accompagnato le letture dell’attrice Viviana De Marco le musiche di Fausto Palmieri.

I bambini dell’Asilo, 1 luglio 1949. Foto di Angela Ferrarini

Complimenti Luciana!