Nasce “Ricordi d’Amare”,
obiettivo: creare il museo del mare
CIVITANOVA - L'associazione ha fatto richiesta per un finanziamento statale di 2 milioni di euro per la creazione di uno spazio che sia luogo di memoria e tradizioni, volano per tramandare la cultura marinara. Ancora da individuare la possibile sede

Da sinistra Oscar Monina, Gianfilippo Bianchi, Martina Pietrella, Pierluigi Cipolla e Gabriella Spurio
di Laura Boccanera
Si chiama Ricordi D’Amare, dove amare è il verbo, ma contiene anche l’oggetto dell’amore, quel mare che è la casa comune di tutti gli associati. Questo il nome dunque della nuova associazione che è composta dalle tante anime del porto di Civitanova, cantieri, pescatori, diportisti e appassionati e che ha uno scopo preciso e ambizioso: la costruzione di un museo laboratorio del mare capace di raccogliere le testimonianze del passato per renderle materia viva da tramandare alle giovani generazioni.
Questa mattina al moletto La Marina, all’interno dell’area portuale, la presentazione della nuova associazione e del direttivo che è composto dal presidente Pierluigi Cipolla, la vice Martina Pietrella e i consiglieri Gianfilippo Bianchi, Giuseppe Ciotti, Gabriella Spurio e Oscar Monina. L’obiettivo è preciso: intercettare fondi per costruire uno spazio che sia il testimone della cultura marinara da tramandare alle nuove generazioni. E a questo scopo subito si è mossa con una richiesta per ottenere 2 milioni di euro da impiegare alla costruzione di un museo del mare. «Ma non è solo un museo – spiega Cipolla – abbiamo in mente uno spazio dove posizionare barche ritrovate o loro parti significative, motori storici, accessori, attrezzature. E poi zone di lavoro per il ripristino di oggetti ritrovati, un archivio, uno spazio biblioteca e aula didattica per corsi che insegnino le tecniche costruttive, laboratori, una cucina e sale espositive. Abbiamo già inoltrato una domanda per fondi pari a 2 milioni di euro di finanziamento per questa associazione perché è assurdo che una città come Civitanova debba perdere questa cultura centenaria e non abbia uno spazio adeguato di memoria e preservazione del passato. Nessuno c’è mai riuscito, ora vogliamo farlo noi. Non siamo solo 4 persone, dietro di noi ci sono sono cantieri, diportisti, marinai, pescatori, gente che in mare ci va e il porto lo vive».
Se il progetto è già su carta, manca ancora uno spazio da individuare. L’obiettivo è trovarlo più vicino possibile al mare, ma in centro la disponibilità di ampi spazi è limitata. Un’opportunità potrebbe arrivare dal progetto per il porto previsto da Unicam e l’associazione commenta laconica: «vorremmo vederlo però, è un anno che è fermo negli uffici e non se ne sa più nulla».