«Parco dei Laghetti,
nove anni di nulla assoluto»
POTENZA PICENA - Il capogruppo Pd Enrico Garofolo critica l'immobilismo del centrodestra: «Nessuno sviluppo di un patrimonio senza eguali: sarà uno dei cardini del nostro programma amministrativo per le elezioni del 2024»

Uno scorcio del Parco dei Laghetti
«Nove anni di nulla assoluto». È impietoso il giudizio di Enrico Garofolo, capogruppo Pd in consiglio comunale, sulla gestione del Parco dei Laghetti da parte delle amministrazioni di centrodestra, gestione che sarà uno dei punti nodali del programma amministrativo della coalizione che affronterà le elezioni 2024.
«Al di là degli annunci ad effetto, un bilancio del tutto negativo che unito a tutti gli altri insuccessi non fa che accrescere la misura dell’immobilismo e del fallimento dell’azione di governo delle destre potentine – rimarca Garofolo – il completamento, la valorizzazione e la piena fruibilità del parco rappresenteranno una priorità nel nostro programma amministrativo. Le amministrazioni Morgoni e Paolucci avevano concepito, realizzato e consegnato alla cittadinanza un patrimonio senza eguali nel nostro territorio comunale, recuperando una zona di cave di ghiaia e valorizzandola. Ma dal 2014 il tempo si è fermato».
Il capogruppo dem ripercorre la storia dei laghetti nei nove anni delle amministrazioni Acquaroli-Tartabini. «Invece di proseguire nel suo sviluppo, l’area è tornata indietro – rilancia il capogruppo dem – problemi con il gestore, improvvise ed immotivate chiusure temporanee, pasticci con il percorso pedonale, nessun intervento per completare il parco valorizzando anche il laghetto e la superficie circostante a nord dell’area. E nessuna definizione sul piano urbanistico: la variante annunciata nel 2019 a distanza di anni è rimasta un annuncio a cui non ha fatto seguito neanche l’affidamento di un incarico per predisporla. Negli ultimi mesi la giunta Tartabini-Casciotti ha pubblicamente annunciato l’avvio del percorso per ottenere importanti riconoscimenti, come l’istituzione di una zona di protezione speciale della Rete Natura 2000. Un obiettivo strategico che apprezziamo e sul quale siamo d’accordo, tant’è vero che già nel 2014 questa proposta era presente nel programma elettorale del candidato del centrosinistra Cavalieri. Peccato che questa pratica avviata si sia subito fermata: i dirigenti della Provincia di Macerata, in sede di prima riunione del tavolo tecnico istituito allo scopo, il 22 giugno scorso, hanno evidenziato come sia necessario e preliminare l’avvio del procedimento di variante urbanistica. Proprio quella variante annunciata in pompa magna dalla giunta nel 2019 che poi non ha mai visto la luce e che non la vedrà di certo nei pochi mesi che rimangono all’attuale amministrazione».