“Jan Golota, un eroico sarto”
al teatro Velluti di Corridonia
CORRIDONIA - In occasione del 78esimo anniversario della Liberazione incontro al Velluti organizzato dall'Anpi. Si parlerà del ruolo dei soldati polacchi

Jan Golota
Il contributo dei soldati polacchi nella Liberazione. E’ l’argomento che sarà al centro, in occasione del 78° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo al teatro, di un incontro organizzato sabato al teatro Velluti di Corridonia dalla sezione Anpi “Sesto Luciani”, con il patrocinio ed il contributo del Comune. Verrà dato particolare rilievo alla figura del concittadino Jan Golota che di Corridonia ha fatto la sua casa e dove tutt’ora vive la famiglia.
Giuseppe Mazzaglia, presidente dell’Anpi di Nicolosi studioso ed autore di un libro di prossima pubblicazione “Jan Golota, un eroico sarto da Bewingausen a Corridonia” racconterà specificatamente la storia e le vicende dei soldati polacchi che sono giunti in Italia, e quindi anche nelle Marche nel corso della II guerra mondiale, e hanno contribuito alla Liberazione di molti paesi e città maceratesi. Storicamente il soldato Golota il 20 giugno 1944 insieme ad alcuni commilitoni polacchi e a due formazioni della “Brigata Majella” guidata dal capitano Mario Tajani liberò la cittadina di Corridonia.
Porterà i suoi saluti il console onorario della Repubblica di Polonia ad Ancona Cristina Gorajski, la sindaca Giuliana Giampaoli e l’assessore alla cultura Massimo Cesca e della presidente dell’Anpi di Corridonia Morena Ermini. E’ inoltre prevista la relazione del responsabile provinciale dell’Anpi e le testimonianze delle famiglie, che vivono nel territorio maceratese, discendenti dei soldati polacchi. Nella mattinata Mazzaglia incontrerà gli studenti dell’Ipsia “Filippo Corridoni” di Corridonia per parlare delle vicende storiche dei soldati polacchi che in occasione della seconda guerra mondiale sono giunti nelle Marche.
Sono uno dei fortunati che erano costantemente in contatto con il gruppo Bande Nicolò che liberarono Macerata, per timore di colpi di stato di Destra. Ero in contatto con il comandante Augusto Pantanetti, repubblicano, con il vicecomandante Enzo Berardi, socialdemocratico, Mario Pianesi, comunista, che portò le armi prese dalla caserma di Ascoli Piceno ai gruppi partigiani che si formavano sopra Sarnano, mentre altri compagni armati andarono sul colle di San Marco sopra Ascoli e lì si immolarono… Ricordo Florindo Pirani, un fegataccio senza paura che aveva i collegamenti con gli aerei per il lancio di armi sul San Vicino, e con Lucio Monachesi, all’epoca diciassettenne, che mi fu maestro politico di conoscenza libertaria… E ricordo il compagno Fedro Buscalferri, sedicenne partigiano, poi sindaco di Caldarola. Ed Enrico Quarchioni e Tullio Pascucci, poi del PSI. E Giuseppe Pingi… Mi mancate molto, oggi, in questa epoca di confusione, dove non so che fare.
Questa fu la Resistenza. Che abbiamo tradito…
Ma che oggi, con purezza di cuore e di mente dobbiamo fare rivivere, perchè ce ne sarà bisogno tra non molto.