«Lavoro per pagare le bollette,
sono costretta a chiudere»
MACERATA - Cinzia Balli, titolare di "Amor di pizza" in via Pace, cesserà l'attività domenica sera. «Pago quasi 1.500 euro di corrente e gas per lavorare tre giorni a settimana, le materie prime sono aumentate. Ho sempre pagato tutti ma non possiamo continuare così»

Lo staff di Amor di Pizza
di Alessandra Pierini
«Non possiamo continuare a lavorare per pagare le bollette, siamo costretti a chiudere». Cinzia Balli è la titolare della pizzeria “Amor di Pizza” in via Pace a Macerata. Domenica abbasserà per l’ultima volta la serranda dell’attività che aveva trasferito qui da Piediripa due anni fa.

«Pago quasi 1.500 euro di corrente e gas per lavorare venerdì, sabato e domenica, le materie prime sono aumentate. Ho sempre pagato tutti ma non possiamo continuare così». Balli sperava in un sostegno: «Dalla fine della pandemia speravamo in un aiuto e agevolazioni dallo stato ma così non è stato anzi si è aggiunta una crisi economica mondiale che si è riversata soprattutto su di noi piccoli commercianti che già soffrivamo. E’ difficile sostenere tutte le spese di un’attività non più a livello familiare».
Difficoltà sottolineate ieri anche da Andrea Ciccioli che ha deciso di chiudere lo storico bar Campo Sportivo a Macerata per motivazioni molto simili. «Ci dispiace – conclude Balli – perché nell’organizzazione siamo stati sempre uno staff efficiente e abbiamo fatto di tutto per accontentare al meglio i clienti. Abbiamo raggiunto nel tempo un buon prodotto sano e curato con molta pazienza rispettando sempre le qualità degli ingredienti. Ora non ci resta che salutare e ringraziare tutti coloro che hanno creduto in noi e che hanno apprezzato il nostro lavoro».
Peggio verrà con questi politici che non so più come definire andremo si male in peggio.Signori bisogna darsi una svegliata.P.S. fatto militare nel lontano 1982 c’era un sergente maggiore arruolato a 16-17 anni che maturata la pensione a meno di 35 anni ma di cosa vogliamo parlare altro che legge FORNERO. Altra cosa tanto per non essere polemico se al Donbass fosse stata data una vera autonomia la guerra non sarebbe scoppiata basta dire castronerie.
Forse in questo caso il problema è il numero dei dipendenti: forse sono troppi!
“Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”. La frase pronunciata nel 1999 dall’allora presidente del Consiglio Romano Prodi ad oggi guadagnamo meno di allora e paghiamo il doppio, il triplo di tutto.
Un’altro negozio maceratese che chiude x sempre causata all’inflazione dovuta alla guerra in UCRAINA.
La Meloni prometteva all’Europa che la pacchia sarebbe finita e invece la pacchia è finita per i lavoratori e i produttori di ricchezza. E con la Meloni finisce la fortuna di Fratelli d’Italia, della Lega e Forza Italia. Dalla cosiddetta Sinistra e consoci di Centro non possiamo aspettarci nulla, dato che tutti costoro sperperano il pubblico denaro italiano per armare un regime che con la democrazia non ha nulla a che fare. Quindi, solo il popolo può fermare la spirale discendente della vita democratica, causata dall’intero Parlamento, formando un Comitato di Liberazione Nazionale con tutti coloro che amano la democrazia e la pace per mandare a casa tutto il Parlamento traditore della Costituzione Italiana.
Niente armi all’Ucrania e niente sanzioni alla Russia.
Solo cosi ci salveremo.
Tutto la politica di chi si dichiara difensore della libertà si risolve nel fare la fortuna dei fabbricanti di armi ( nota bene sia quelle Russe che quelle della Nato) . Ormai ci trattano come idioti perché oltretutto il costo di queste politiche scellerate le pagano i cittadini che non fanno parte delle loro lobby.
Per il sig. Romagnoli. In genere per una ditta il costo più importante è quello del personale.