«Costi insostenibili per l’area container,
entro l’anno saremmo andati in default»
Settanta persone non vogliono andarsene

TOLENTINO - Il sindaco nel bilancio di fine anno parla del caso più spinoso: «Stiamo facendo ciò che utile e legittimo e lo stiamo facendo senza lasciare solo nessuno. Chi ha diritto sarà assistito, chi non li ha bisogna prendere provvedimenti». L'assessore Flavia Giombetti: «Per una ventina di persone, quelle che si trovano in condizione di oggettiva difficoltà e con figli minori, abbiamo trovato un’altra sistemazione e tra ieri e oggi hanno iniziato a portar via le loro cose». Tra i progetti una tensostruttura vicino alla piscina per ballare e fare concerti, il museo al Castello della Rancia in 3d, l’ospedale con i lavori che dovrebbero partire nel 2023

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Al centro il sindaco Mauro Sclavi con la giunta per fare il bilancio di fine anno

di Francesca Marsili

Obiettivi raggiunti, progetti in corso di realizzazione e altre novità che si affacciano nel 2023. Questi gli argomenti della conferenza stampa di fine anno del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, della giunta e del presidente del Consiglio Alessandro Massi tenuta oggi nel foyer del teatro Vaccaj. Ma la questione più spinosa resta la chiusura del villaggio container di via Colombo al 31-12 dove «chi non ha titolo per ricevere assistenza ed è reticente ad uscire nonostante l’invito a lasciare i moduli abitativi pagherà un affitto».

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Il sindaco Mauro Sclavi durante la conferenza

Il sindaco ha annunciato un incontro pubblico ad inizio 2023 per approfondire l’argomento della chiusura dell’area ma «ci sono faldoni alti un metro che meritano di essere sviscerati», ha detto. Si parlerà anche del rogo alla Rimel di Pollenza dal punto di vista sanitario.

A fare il punto sulla questione container alla vigilia dello stop è l’assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti. «Da giorni abbiamo rifatto i colloqui con gli ospiti dell’area e rivisto tutte le situazioni – spiega -. Per una ventina di persone, quelle che si trovano in condizione di oggettiva difficoltà e con figli minori, abbiamo trovato un’altra sistemazione e tra ieri e oggi hanno iniziato a portar via le loro cose». Il problema, secondo Giombetti, sono i restanti settanta ospiti «che non sono terremotati e hanno dei redditi e sono comunque reticenti all’uscita, non vogliono farlo. Non possiamo sicuramente usare forza, non possiamo togliere i beni primari: acqua, elettricità etc. Sono persone che si possono permettere un appartamento: devono uscire oppure pagare una certa cifra come affitto, e vedremo fino a che punto vorranno rimanere li», commenta amareggiata.

La precedente amministrazione aveva fatto una delibera in merito, dando i criteri e le linee guida su quanto ogni persona avrebbe dovuto pagare per usufruire dei moduli abitativi «Sono cifre di cui mi vergogno – aggiunge – e che potrebbero utilizzare per un appartamento proprio». L’assessore punta il dito sulla scelta della precedente amministrazione di allestire il villaggio container rivendicando la decisione di chiuderlo. «La verità è che in questi cinque anni è stato dato un assistenzialismo nocivo, le persone si sono abituate. Nei vari colloqui è emerso che ci sono persone dignitose, terremotate, che non hanno chiesto nulla. E poi ce ne sono altre che non hanno titolo di stare li, che sono quelli più sfacciati. Un atteggiamento che mi è dispiaciuto constatare. Quel posto è del Comune, costa circa 40 mila euro al mese, annualmente tutto il capitolo servizi sociali in bilancio, e non possiamo permetterci di tenere li persone che hanno un reddito. Non è giusto nei confronti della cittadinanza. Per venire a capo di tutto – conclude – ci vorranno ancore alcune settimane, ma vogliamo ripristinare il giusto. Cercheremo di riunire i rimasti in un’unica area e inizieremo a smantellare il resto».

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L’assessore Flavia Giombetti

A fare eco alla Giombetti il primo cittadino. «Abbiamo visto cosa comportava la spesa dei container per il Comune di Tolentino – spiega Sclavi – e ci siamo accorti che se non eravamo in grado di fermare questa emorragia, non avremmo concluso l’anno, saremmo andati in default. Abbiamo preso il toro per le corna prima che portasse tutta la tribù di sotto. Ci siamo trovati una spesa esorbitante che lo Stato non ci riconosceva. Abbiamo messo un argine parando con la Regione ciò che era rendicontabile e ciò che invece era a nostro carico. stiamo facendo ciò che utile e legittimo e lo stiamo facendo senza lasciare solo nessuno. Chi ha diritto sarà assistito, chi non li ha bisogna prendere provvedimenti».

Il sindaco a sei mesi dall’insediamento, ha fatto il punto su «cosa abbiamo trovato, cosa abbiamo fatto e cosa faremo». Una breve parentesi sulle prossime novità dove spicca l’idea di una tensostruttura mobile e rialzata nei pressi della piscina comunale per il periodo invernale «per far ballare i nostri ragazzi o fare concerti e far si che non si debbano spostare e fare chilometri per raggiungere luoghi di divertimento».

Previste novità anche per il piano parcheggi. «Lo stiamo affrontando con l’Assm. C’è la problematica di trovare stalli perchè, fortunatamente, i cantieri stanno colonizzando la nostra città. La regolamentazione sarà portata a conoscenza di abitanti e residenti, nel primo mese dell’anno incontreremo gli stakeholder per ridefinire il piano nel centro storico e non solo».

Per quanto riguarda l’aspetto culturale, il sindaco ha spiegato di aver intessuto rapporti con le tre università marchigiane oltre a quella di Ferrara. «Notizia degli ultimi giorni è che assieme Unimc e al Rotary siamo riusciti a vincere un bando di 400 mila euro per rendere il nostro museo al Castello della Rancia all’avanguardia, immersivo, in 3D.  Poi vogliamo realizzare un museo della Resistenza per tutta la vallata del Chienti-Potenza».

I lavori legati alle tre principali macroaree: scuole, ospedale, ricostruzione. «Sin dal nostro insediamento vedevamo di buon occhio ristrutturare, ove possibile, le nostre scuole in centro storico per renderlo vivace. Stiamo sistemando l’ex orfanotrofio per far tornare col Classico nella vecchia sede. Per la scuola Don Bosco, che la precedente amministrazione non voleva più utilizzare, dato non ha danni importanti, abbiamo dato la possibilità ad un tecnico di fare una valutazione da presentare alla struttura commissariale per ridatele la vocazione scolastica con un miglioramento sismico».

Ospedale, i cui lavori dovrebbero iniziare nell’autunno del 2023. «A noi preme capire come verranno conservati i servizi. Abbiamo proposto alla Regione dei locali già disponibili per trasferire punto di primo intervento e specialistica in attesa della ricostruzione. Non ci sembra opportuno trasferirli in dei container, come previsto, posizionati davanti la vecchia struttura. Poi, una volta realizzato il nuovo ospedale, occorre capire quali sanitari ci lavoreranno e bisognerà fare rete con tutta la vallata».

Nel concetto di sanità di Sclavi c’è anche quella di prossimità «stiamo predisponendo una concezione di assistenza non solo alla persona malata, ma anche a quella fragile passando attraverso i professasti dell’Assm e dei servizi sociali».

Poi il futuro, la ricostruzione. «Abbiamo richiesto di finanziare Palazzo Sangallo, la biblioteca di largo Fidi, il Palazzo comunale e il cimitero monumentale. I lavori alla basilica di San Nicola inizieranno nei primi mesi del 2023. E, notizia di stamattina, l’Erap, ha finalmente licenziato il progetto che ora andrà in mano dell’ufficio speciale della ricostruzione. A settembre, probabilmente inizieranno le gare».

La parola presidente dell’assise, Alessandro Massi: «Abbiamo orgogliosamente portato in aula dei regolamenti che danno la dimensione che questa maggioranza ha dell’azione amministrativa: giustizia, equità e trasparenza e partecipazione». Sei i regolamenti approvati dal Consiglio comunale. «Importanti – spiega Massi – per limitare la discrezionalità del politico, dare trasparenza e si aiutano gli uffici a fare un procedimento di istruttoria più chiaro al cittadino». Il primo riguarda la revisione della partecipazione democratica di un rappresentante dei Consigli di quartiere e di quartiere in Consiglio comunale: «Il vero strumento di partecipazione democratica». Il secondo è relativo all’assegnazione degli alloggi Erap. «Fondamentale – aggiunge Massi – perché dà la possibilità di riprendere il bando che non si vedeva da sette anni». Il terzo riguarda l’approvazione del nuovo regolamento delle sanzioni per interventi di abusivismo nell’ambito del codice dei beni e del paesaggio «che purtroppo nel nostro territorio ci sono». Il quarto è relativo ai contribuito ai cittadini nell’ambito dei servizi sociali, il quinto per i patrocini del Comune e l’ultimo riguarda l’affidamento diretto dei contratti pubblici: «Anche questo necessario per tutti i lavori del post sisma e del Pnrr».

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