Sgombero degli sfollati dai container,
scattano le diffide al Comune
«E’ illegittimo e ingiustificabile»

TOLENTINO - L'avvocato Riccardo Scagnetti tutela tre famiglie assegnatarie degli alloggi di piazzale Battaglia, non ancora completati. E che quindi rischiano ora di restare in mezzo alla strada. «Si intima l’amministrazione di provvedere entro quindici giorni alla consegna delle case assegnate e sospendere immediatamente qualsiasi operazione volta alla chiusura dell'area poiché contraria ai diritti costituzionali dei residenti»
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Il villaggio container di Tolentino

di Francesca Marsili

Manca un mese alla chiusura dell’area container di via Cristoforo Colombo, allestita nel 2017 per offrire una sistemazione a chi aveva perso la casa negli eventi sismici del 2016. Una precisa volontà della nuova giunta di Mauro Sclavi, quella di chiudere entro il 31 dicembre. E in Comune ieri sono arrivate tre diffide da parte dell’avvocato Riccardo Scagnetti a tutela di altrettante famiglie che nei container ci vivono e che sono destinatarie di alloggi sostitutivi dalle sae in piazzale Battaglia. Alloggi che però ancora non sono stati ultimati. «Si intima l’amministrazione di provvedere entro quindici giorni alla consegna degli alloggi assegnati – si legge nelle diffide – e sospendere immediatamente qualsiasi operazione o procedura volta alla chiusura e allo sgombero dell’Area poiché illegittima e contraria ai diritti costituzionali dei soggetti residenti». 

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L’avvocato Riccardo Scagnetti

Le famiglie convocate dai Servizi sociali del Comune nei giorni scorsi sono state invitate «a reperire – spiega il legale – prontamente ed autonomamente una nuova soluzione abitativa, anche al di fuori del comune di Tolentino, vista la scarsità di alloggi disponibili». Per questo Scagnetti avanza l’ipotesi che «non si può che supporre che codesta amministrazione comunale abbia deciso arbitrariamente di riassegnare ad altri» gli alloggi già attribuiti ai suoi assistiti «a totale discapito di chi vanta forti ed incontestabili diritti al riguardo». Tre nuclei familiari che sono destinatari di un alloggio sostitutivo alle Sae per motivi diversi: chi per motivi conseguenti al sisma che ha reso inagibile la propria abitazione, chi per motivi sociali, come concesso appunto dalle delibere sopracitate prodotte dalla precedente amministrazione, ma tutte accomunate dal fatto che entro la fine di dicembre dovranno lasciare l’area container. Secondo l’avvocato Scagnetti, la richiesta di lasciare l’area container «oltre ad essere illegittima ed ingiustificabile, non può in ogni caso trovare accoglimento perché, come noto, a Tolentino è assolutamente impossibile reperire un appartamento che sia agibile e disponibile».

Tra le tre famiglie in questione c’è chi non ha né auto né patente di guida e che «ha bisogno di essere a Tolentino in modo da potersi spostare a piedi o al massimo con i mezzi pubblici urbani». Tutte persone «che avevano accettato l’assegnazione dell’alloggio in piazzale Battaglia». E che ora si trovano a non avere né l’alloggio, né il posto nel villaggio container. Nelle diffide si sottolinea l’aspetto umano della vicenda in cui le famiglie, non volendo abbandonare quello che era divenuto il proprio territorio, i propri rapporti sociali e lavorativi, hanno accettato di vivere nel campo container, in condizioni di ovvio disagio, «coltivando la speranza che a breve l’amministrazione comunale ultimasse degli alloggi assegnati che dovevano essere consegnati entro luglio 2022». Il legale, che fa sapere che il suo studio «si rende disponibile per seguire problematiche similari degli altri residenti al fine di costituire un comitato ad hoc per la tutela dei diritti» conclude: «dato che le scadenze predette non sono state rispettate e che tale inadempimento dell’amministrazione comunale assume tinte ancora più allarmanti a causa dei recenti proclami in cui si palesa l’intenzione di procedere allo sgombero dell’area container, addirittura secondo alcune fonti entro la data del 23 dicembre 2022».

In relazione alla chiusura dell’area container di via Colombo, l’assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti ha dichiarato nei giorni scorsi che i colloqui tra gli abitanti del villaggio e i servizi sociali del Comune si erano conclusi. L’imminente chiusura sarà oggetto di interrogazione da parte della minoranza di centrosinistra nella seduta consiliare di questo pomeriggio. I consiglieri di opposizione Massimo D’Este e Luca Cesini chiederanno al sindaco Mauro Sclavi «se intende confermare la data di chiusura dell’area e se – a suo avviso – non sia troppo ravvicinata per dare risposte adeguate a un problema così complesso invitando l’amministrazione a considerare tutte le esigenze di chi vive in condizioni di fragilità e in situazione di disagio lavorativo e sanitario».

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