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Neet sempre più sfiduciati
dopo la pandemia,
a Recanati un progetto mirato

VIA al percorso di formazione dedicato ai giovani non attivi. Il Comune leopardiano uno dei tre coinvolti nelle Marche

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Antonio Bravi, sindaco di Recanati

Affiancare i Neet nella loro crescita personale e nella costruzione del loro futuro. Recanati è tra i 154 comuni italiani e tra i tre Comuni marchigiani, insieme a Pesaro e a Macerata, ad essere stato selezionato da Anci per partecipare al percorso di formazione e accompagnamento sui Neet. Neet è l’acronimo inglese derivante dall’espressione “Not in Employment, Education or Training” che indica la fascia di giovani dai 18 ai 24 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di istruzione o formazione. Un fenomeno molto diffuso che mette in luce la difficoltà dei giovani, soprattutto i più fragili, di accedere al mondo del lavoro. Il progetto presentato dal Comune di Recanati è stato premiato per le proposte ideate, per la qualità della rete di collaborazione instaurata con i partner e per le numerose iniziative dedicate ai giovani già organizzate in passato sul territorio. L’ obiettivo è quello di avviare con il supporto dell’Unione Nazionale Comuni italiani un percorso di formazione e crescita delle competenze per sviluppare progettualità innovative volte a sensibilizzare e includere i giovani Neet all’interno delle politiche pubbliche.

«Dobbiamo intervenire con progetti mirati di attenzione e formazione su questa fascia debole di giovani, non attivi, stimolando le loro passioni e attitudini per garantire un ruolo sociale all’interno della comunità – ha dichiarato il sindaco di Recanati Antonio Bravi- Saranno di fondamentale importanza nella preparazione dei percorsi formativi i contributi dell’Università di Macerata e del centro di aggregazione giovanile Fonti San Lorenzo di Recanati per tenere saldi la correttezza metodologica e il legame col territorio»

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La professoressa Paola Nicolini

Un percorso promosso da Anci, in attuazione dell’accordo stipulato a novembre dello scorso anno con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche giovanili e del Servizio Civile Universale. «Quello dei Neet è un fenomeno piuttosto recente, che si sta allargando dopo la pandemia. Sfiducia nelle istituzioni e difficoltà nel mettere a fuoco la propria identità personale e professionale sono tra le maggiori cause– ha spiegato l’assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini – Come Amministrazione intendiamo intervenire per dare un impulso a rimettere in moto il dinamismo della crescita personale, per coltivare e mettere a frutto, comunque, le proprie energie e intelligenze in tutti i giovani e le giovani».


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