Chiama in lacrime il 112, scatta l’indagine:
il padre imputato per abusi sessuali
Sotto accusa anche la mamma

MACERATA - La coppia è sotto accusa davanti al gup. Lui avrebbe costretto la figlia, 14enne, a subire atti contro la sua volontà anche dietro minacce di morte. La donna non avrebbe segnalato quello che stava accadendo. Oggi l'udienza è stata rinviata, la difesa ha chiesto la traduzione del capo di imputazione

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Gli avvocati Francesco Mantella (a sinistra) e Raffaele Delle Fave

 

di Gianluca Ginella

Una telefonata al numero di emergenza 112 fatta da una ragazza che piangeva, ma che non aveva saputo dire cosa le stesse accadendo. Da questo è partita una indagine della polizia di Macerata che dopo essere risalita al numero che aveva chiamato è andata alla scuola della minorenne (all’epoca 14enne) per capire se ci fossero problemi.

Ne è emersa una vicenda di presunti abusi sessuali che la ragazzina avrebbe subito dal padre. Ora l’uomo è imputato per violenza sessuale e anche la moglie è finita sotto accusa perché non avrebbe avuto cura di impedire gli abusi segnalando ciò che stava accadendo. Questa la vicenda al vaglio del gup Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi, i fatti sarebbero avvenuti a Macerata tra l’estate e il mese di novembre dell’anno scorso.

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L’avvocato Paolo Carnevali

Imputato un uomo di origine africana, 44enne, residente nel nostro capoluogo. In diverse occasioni l’uomo avrebbe costretto la ragazza a subire atti sessuali. Una volta mentre erano in auto l’avrebbe costretta a sedersi in mutande e reggiseno sulle sue gambe, e l’avrebbe minacciata di tagliarle la testa e dicendo che le avrebbe scavato una buca e messa dentro, poi l’avrebbe schiaffeggiata e baciata, tentando di palpeggiarla.

Questo nell’estate 2021, mentre in ottobre dopo averle sbattuto la testa contro un muro l’avrebbe costretta a toccarlo nelle parti intime minacciando di ucciderla. Un ulteriore presunto episodio sarebbe avvenuto nel lo scorso novembre quando l’uomo avrebbe toccato la ragazza nelle parti intime.

Alla moglie dell’uomo viene contestato di non aver impedito questi episodi informando le forze dell’ordine. Oggi la difesa ha fatto istanza affinché il capo di imputazione venga tradotto nel dialetto parlato dall’imputata «la mia cliente fino al 4 luglio scorso nemmeno sapeva di essere accusa di qualcosa» dice l’avvocato Raffaele Delle Fave, che assiste la donna, 39enne, che appreso delle accuse «ha detto che non riesce a spiegarsi quello che la figlia ha riferito. Credo che una volta tradotte anche le intercettazioni ambientali avremo un quadro diverso» aggiunge Delle Fave. Anche l’imputato, assistito dall’avvocato Francesco Mantella, contesta di aver compiuto abusi sulla figlia. Parte civile si è costituita la tutrice della minore, l’avvocato Claudia Romagnoli, assistita dal legale Paolo Carnevali. Prossima udienza il 14 settembre.

*Il nome degli imputati non viene indicato a tutela della minorenne


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