Guerra ed economia, Delrio:
«Draghi faccia come alla Bce
e salvi le imprese a qualunque costo»
MACERATA - L'esponente nazionale Democrat ha sottolineato l'esigenza di una decisa campagna a sostegno del comparto manifatturiero mentre Angelo Sciapichetti ha chiesto una battaglia contro il piano di dimensionamento scolastico che rischia di avere effetti devastanti nell'entroterra

Graziano Delrio con Mario Morgoni e Angelo Sciapichetti
di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)
Doveva essere, quella di ieri, una conferenza stampa dell’ex capogruppo e ministro del Pd Graziano Delrio e si è trasformata in una pacata discussione con gli esponenti locali dei Democrat. Ieri sera Delrio è stato appunto il protagonista di una riunione nella sede di via Spalato del Partito Democratico, presenti, tra gli altri, il segretario provinciale Angelo Sciapichetti, il vicesegretario provinciale Andrea Gentili, la segretaria cittadina Ninfa Contigiani, il parlamentare Mario Morgoni, l’ex deputata Irene Manzi, il consigliere regionale Romano Carancini e il capogruppo comunale Narciso Ricotta.

Un momento dell’incontro: da sinistra Angelo Sciapichetti, Graziano Delrio e Ninfa Contigiani
Introdotto da Ninfa Contigiani, Delrio ha toccato subito il tasto dell’invasione russa dell’Ucraina: «La gente è angosciata, il momento è difficile per questa guerra inaspettata, peraltro dopo due anni di Covid. Bisogna frenare la corsa agli armamenti, l’aumento della spesa dei singoli Stati in ordine sparso non è una risposta valida. Oggi la guerra fratricida è un fallimento dell’Europa incapace di fronteggiare una crisi che è dentro il suo cuore, perché la Russia e l’Ucraina sono parte integrante dell’Europa e l’Europa non sa rispondere a questa grande crisi, proprio perché mancano gli Stati Uniti d’Europa con una politica estera e manca una politica di difesa comune. Vedo qui una foto dello statista Alcide De Gasperi. Penso agli accordi di Helsinki del ’75. La risposta deve essere quella di una cornice di sicurezza che permetta alle nazioni di impiegare meno soldi per gli armamenti. Allora anche la Russia li sottoscrisse. Oggi vanno rinnovati e rilanciati. L’Europa si è dimostrata unita sul fronte della ricerca contro la pandemia, ora bisogna pensare alla difesa comune iniziando con i quattro Stati maggiori, penso Italia, Francia, Spagna e Germania. Ci siamo accorti di quanto siamo tutti interdipendenti, che il pane che si mangia a Tunisi viene dall’Ucraina, che l’argilla che arriva per le aziende della ceramica di Sassuolo arriva dal Donbass.».

Presenti Narciso Ricotta, Romano carancini, Mario Morgoni, Irene Manzi e Andrea Gentili
Difesa e politica estera con un occhio in casa: «Non possiamo permetterci di far chiudere le nostre industrie: bisogna riprendere quel “whatever it takes” pronunciato e messo in atto da Draghi per la politica monetaria europea e tradurlo in politiche di sostegno al comparto manifatturiero senza dimenticare le famiglie e i cittadini in difficoltà». Sciapichetti evidenzia i riflessi sociali ed economici della guerra in corso mentre Delrio ricorda le ingenti risorse messe in campo dal Governo sotto forma di bonus e di ristori, infine il segretario provinciale Dem chiede a Delrio di farsi portavoce di una battaglia per evitare gli effetti del dimensionamento scolastico che si sta prospettando per le Marche con «tagli che vanno a penalizzare ulteriormente l’entroterra, l’area colpita dal sisma. Già l’entroterra soffre il fenomeno dello spopolamento, se si vanno a tagliare anche i servizi, tutti gli sforzi si riveleranno inutili, anche l’opera di ricostruzione delle scuole». Il sindaco di Monte San Giusto e vicesegretario dem Andrea Gentili ha parlato di «situazione drammatica nel comparto moda che ha nel mercato russo il suo riferimento. Le aziende del distretto hanno migliaia di pezzi ordinati fermi nei magazzini, è inutile pensare a contributi per le prossime fiere perché per il prossimo settembre le imprese avranno chiuso. Serve un’azione concreta ora».





indispensabile un deciso rilancio dell’Europa,come soggetto unitario politico ed economico,unitamente allo Stato come soggetto attivo economico,non assistenzialista ma promotore,riducendo gli spazi al privato che mira esclusivamente al profitto senza alcuna apertura all’economia sociale di mercato.Continuare di questo passo significa andare verso la catastrofe.La sinistra non può indossare la divisa del becchino della parte debole senza tradire se stessa.Aggiornarsi ma con accortezza.