Cittadinanza onoraria alle Bucci,
sorelle sopravvissute all’olocausto
e usate come cavie ad Auschwitz

APPIGNANO - L'appuntamento per il Giorno della Memoria rinviato a gennaio è in programma mercoledì al teatro Gasparrini. Prima incontro con i ragazzi delle scuole, poi convengo con il prof Ventrone e la consegna alle due donne deportate da bambine. In collegamento da Roma ci sarà anche Edith Bruck

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Il sindaco Mariano Calamita

 

Le sorelle Bucci, sopravvissute all’olocausto della Seconda Guerra Mondiale, saranno le attese protagoniste, in presenza, delle celebrazioni del Giorno della Memoria, rinviate lo scorso gennaio per motivi di salute di una delle signore, in programma per mercoledì al Teatro Gasparrini, evento aperto al pubblico.

«Un evento che abbiamo dovuto rinviare nel gennaio scorso ma che siamo riusciti a recuperare grazie alla grande disponibilità delle sorelle Bucci e di Edith Bruck che ringrazio personalmente – ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita – Un incontro per non dimenticare, ma soprattutto per far capire e far riconoscere in tempo ai più giovani i segni della brutalità che purtroppo si annidano da sempre nella parte più buia dell’animo umano. La forza della testimonianza diretta di chi ha subito le atroci violenze, risulta oggi più che mai importante visti i tempi oscuri che stiamo vivendo». Tatiana e Andra Bucci, le sorelle autrici di memorie sulla loro esperienza ad Auschwitz, insieme a Edith Bruck, la scrittrice e poetessa ungherese naturalizzata italiana in collegamento da Roma, saranno le importanti testimoni dell’olocausto, l’orribile genocidio perpetrato contro l’umanità. Un viaggio nella Memoria che si aprirà mercoledì alle 10 con un incontro con gli studenti delle scuole dell’istituto comprensivo “Luca Della Robbia” e vedrà il suo apice alle  21 con la conferenza aperta al pubblico condotta dal professor Angelo Ventrone, docente di Storia contemporanea all’Università di Macerata. L’appuntamento si concluderà con il conferimento da parte del sindaco Calamita della cittadinanza onoraria alle donne sopravvissute all’olocausto per il loro grande impegno nel divulgare la terribile memoria, un monito fondamentale per non dimenticare.

«Nei mesi scorsi la scuola ha preparato gli studenti a questo importante incontro con un percorso storico formativo – ha aggiunto l’Assessore alla Cultura Federica Arcangeli – Per crescere adulti migliori di noi è fondamentale educare i giovani alla consapevolezza e il valore della testimonianza diretta delle sorelle Bucci e di Edith Bruck contro odio e razzismo è un patrimonio unico che vogliamo condividere con i ragazzi e con l’intera comunità». Le sorelle Bucci, all’anagrafe Liliana e Andra, diminutivo di Alessandra Bucci nascono nella città di Fiume rispettivamente nel 1937 e nel 1939, figlie di Giovanni Bucci fiumano, cattolico e Mira Perlow, ebrea. Andra e Liliana Bucci, all’età di quattro e sei anni furono deportate nei campi di sterminio, scambiate per gemelle, vengono tenute in vita per essere usate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Josef Mengele e sono tra le poche a sopravviverne. Proprio la loro presenza in tale contesto ne fa dei testimoni cruciali sul funzionamento del campo di Auschwitz e sugli pseudo-esperimenti scientifici compiuti. Oggi le sorelle Bucci, autrici di numerose memorie sulla loro esperienza ad Auschwitz, rappresentano tra le più importanti testimonianze dello sterminio degli Ebrei, rilasciano numerose interviste in Italia e nel mondo poiché ritengono che le persone debbano essere informate su ciò che è successo dalla viva voce dei sopravvissuti, affinché non venga mai cancellato il ricordo di milioni di persone morte nei campi di concentramento e sterminio a causa della follia umana. Edith Bruck, nome d’arte di Edith Steinschreiber, è una scrittrice, poetessa, traduttrice regista e testimone della Shoah, nata in Ungheria a Tiszabercel, il 3 maggio 1931, l’ultima dei sei figli di una povera famiglia ebraica. Conosce, fin dall’infanzia, l’ostilità e le discriminazioni che nel suo Paese, come nel resto d’Europa, investono gli ebrei. Nella primavera del 1944, a tredici anni, dal ghetto di Sátoraljaújhely viene deportata ad Auschwitz e poi in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen-Belsen, dove verrà liberata, insieme alla sorella, nell’aprile del 1945. Edith Bruck ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le sue famose opere, in cui si confronta con la propria infanzia e la Shoah.


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