Salute mentale, ecco il nuovo Centro diurno
Saltamartini: «Carenza medici resta emergenza
ma investiremo altri 15 milioni»

I VERTICI regionali questa mattina a Macerata per visitare gli spazi rinnovati grazie al contributo della fondazione Girolamo Colonna. L'assessore regionale annuncia: «Da lunedì torneranno ad essere operativi 18 posti ordinari e 2 in day surgery nel reparto ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Camerino con il primario Leonardo Pasotti»
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Le autorità sanitarie visitano i nuovi spazi del Centro diurno del Centro salute mentale di Macerata. A destra l’assessore regionale Filippo Saltamartini

di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)

Ambienti luminosi e colorati da arredi su misura nei cinque locali disponibili, accoglienti sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. È la fotografia del nuovo Centro diurno del Centro Salute mentale di Macerata inaugurato stamattina dove gli utenti di questo servizio d’ora in avanti potranno usufruire di nuovi spazi più confortevoli e maggiormente adeguati alle attività riabilitative.

Questo grazie anche all’impegno ed alla sensibilità posta da Nicola Colonna, il presidente della fondazione Girolamo Colonna, che ha contribuito a realizzare queste migliorie, attraverso un contributo donato per l’acquisto dei nuovi arredi che sono stati forniti dalle aziende Giessegi industria mobili, Cimar e Arirò che anche loro hanno mostrato grande generosità nel favorire l’allestimento del centro diurno psichiatrico che si trova al primo piano della palazzina ex Scuola infermieri adiacente l’ospedale di Macerata.

CentroDiurno_FF-9-325x217Al vernissage dei nuovi spazi presenti i vertici sanitari regionali, con l’assessore Filippo Saltamartini e la consigliera Anna Menghi, la direttrice di Av3 Daniela Corsi, la vice sindaca Francesca D’Alessandro, il primario del reparto Stefano Nassini assieme a tutti gli operatori sanitari che operano nel Centro Diurno. «La fondazione Girolamo Colonna – ha detto il presidente – è presente in provincia per qualsiasi necessità. In questo caso abbiamo avuto comunicazione che in questo centro mancavano questi arredi che sono una piccola cosa, però abbiamo cercato di focalizzare il nostro intervento cercando i particolari, osservando la struttura e inserendo materiali colorati. La nostra fondazione è piccolina ma ha cura dei piccoli dettagli: il lavoro fatto assieme ai miei collaboratori è stato quello di andare a scegliere i materiali da usare, quali colori, interfacciandoci con la struttura sanitaria. Questo intervento è stato mirato. Il nostro obiettivo è continuare su questa strada con altre iniziative: ad esempio ci hanno detto che in questa palazzina manca un ascensore che consenta a disabili o chi si muove male di salire agevolmente al primo piano. Noi ci attiveremo per venire incontro e trovare questa soluzione di dotare di un ascensore il Centro diurno. Sarà la nostra prossima missione».

CentroDiurno_FF-7-325x217Sul superamento delle barriere architettoniche ha trovato il pieno appoggio della consigliera regionale Anna Menghi che ha ringraziato «la fondazione Colonna per la sensibilità e gli operatori sanitari che si fanno carico di questi pazienti operando per il loro recupero e l’integrazione», mentre la vice sindaca Francesca D’Alessandro ha sottolineato come «si è giunti alla riapertura di questa struttura grazie alla sinergia tra pubblico e privato che hanno saputo fare rete, oltre alla generosità che da sempre mostra la fondazione Colonna in tante occasioni sul nostro territorio».

Raggiante per questa giornata speciale Stefano Nassini, direttore del Dipartimento si salute mentale di Av3 che ha spiegato il funzionamento della struttura che è stata rinnovata. «Per noi questo intervento di rigenerazione e riattivazione di questo luogo – ha ribadito – che è una tradizione del Centro di Salute mentale che sempre c’è stato a Macerata. Avere a disposizione nuovi locali e più mezzi ci consente di aumentare l’offerta riabilitativa che è l’obiettivo particolare di questo centro. Qui opera un’equipe multidisciplinare composta da medico, psicologo, educatore, tecnico della riabilitazione, infermieri, e l’obiettivo è intervenire nella psicopatologia nella sua fase iniziale. Il Centro diurno consente di mantenere contatti con l’ambiente e la famiglia ed è molto efficace. È un punto di partenza. In questi spazi possiamo contenere molti ospiti: nelle otto ore diurne siamo partiti con un numero minore di 4 ospiti al giorno causa distanziamento dovuto al Covid, e stiamo incrementando le presenze a seconda delle possibilità. Contate che alcune attività si svolgono anche al di fuori di questi spazi. In questo Centro diurno operano costantemente due infermieri, il medico, lo psicologo, l’educatore il tecnico della riabilitazione».

CentroDiurno_FF-15-325x217La direttrice di Av3, Daniela Corsi, ha detto di «aver scoperto un mondo fantastico in una realtà come questa che troppo spesso viene abbandonata o poco seguita. Invece a livello territoriale ed ospedaliero è una realtà che ha grande impatto sulle famiglie interessate che hanno questi pazienti e che possono avere la possibilità di frequentare il Centro diurno. Da parte mia ho già detto al collega Nassini che sarò sempre di supporto per tutto quello che può essere di aiuto a questa attività. Sono pronta ad ascoltare e poi lavorare assieme. Un grazie va dato ai medici, infermieri e oss che sono qui e che danno il massimo ogni giorno».

Infine l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda il territorio maceratese. «Oggi abbiamo un incontro con i sindaci di Area vasta 3 – ha detto l’assessore regionale – proprio per parlare di sanità e Pnrr. Intanto posso annunciare che da lunedì torneranno ad essere operativi 18 posti ordinari e 2 in day surgery nel reparto ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Camerino con il primario Leonardo Pasotti che guiderà questo reparto. E questo è un primo segnale di attenzione che abbiamo sull’entroterra. Poi ci sono investimenti precisi in Av3, esattamente 15 milioni di euro che si aggiungono ai fondi per il nuovo ospedale di Macerata e che riguarderanno Case di comunità di Camerino, San Severino, Macerata, Civitanova, Recanati e gli Ospedali di comunità di Treia e Corridonia: questi ultimi disporranno di venti posti per le cure intermedie per ogni struttura. Il problema sullo sfondo resta sempre la carenza di medici ed operatori sanitari che rischia di essere l’emergenza con cui dovremo fare i conti nei prossimi anni e su cui bisogna fare una attenta ed immediata riflessione».

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Anna Menghi e Gianni Giuli



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