Controllo delle partecipate,
il regolamento spacca la maggioranza
«Ecco il vero volto del centrodestra»

CIVITANOVA - Pizzicarra propone il rinvio e vota contro, i civici Rossi, Garbuglia e Mercuri si accodano. Forza Italia, Lega e FdI votano a favore. Il capogruppo dem Giulio Silenzi: «Sono allergici alle regole, uniti solo di facciata e spaccati sulle questioni fondamentali»
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Il capogruppo democrat Giulio Silenzi

 

Regolamento per il controllo sulle partecipate, maggioranza spaccata, il capogruppo dem Giulio Silenzi: «Il centrodestra ha mostrato a tutti il suo volto, allergico alle regole, unito solo di facciata e spaccato sulle questioni fondamentali».

Il punto riguarda il voto sul regolamento per il controllo del consiglio sulle aziende partecipate del Comune, fra cui c’è Atac. Ieri sera se n’è discusso in Consiglio comunale (un consiglio online che però non è stato possibile seguire in streaming causa problemi di connessione dalla piattaforma del sito comunale). Era l’ultimo all’ordine del giorno e  il consigliere Pizzicara ha chiesto il rinvio. Vince Civitanova con Monia Rossi e l’aggiunta dei consiglieri Simone Garbuglia e Paolo Mercuri, che sono con un piede in casa Vince Civitanova, hanno votato contro e il resto della maggioranza con i consiglieri appartenenti ai partiti a favore. Risultato 10 a favore (i consiglieri dei partiti di maggioranza Forza Italia, Fdi e Lega), 8 contrari e 2 astenuti Marzetti e Croia. «Un esito che è stato la fotografia di quanto avvenuto nelle scorse settimane – dice Silenzi – in un conflitto politico senza esclusione di colpi intorno al regolamento per il controllo analogo sulla aziende partecipate: tradotto, le regole del controllo che il Comune per legge deve esercitare sulle società di sua proprietà. Tra queste c’è l’Atac, centro di potere controllato da Fratelli d’Italia e che muove ogni anno decine e decine di milioni di euro, che ha gestito la seconda tranche della vendita di Gas Marca, che non pubblica sul suo sito i verbali e gli atti con cui impegna i soldi dei civitanovesi».

Una questione fatta emergere qualche settimana fa anche dal consigliere del M5s Stefano Mei che aveva reso noto un carteggio fra Massimo Belvederesi e i consiglieri di maggioranza, in cui  il presidente Atac faceva le proprie osservazioni sul regolamento che dovrebbe dettare le regole all’azienda che presiede. Insomma, una sorta di cortocircuito tra controllore e controllato. «Da settimane – incalza Silenzi – si scannano nelle sedi di Palazzo perché il cda Atac, capitanato dal presidente Massimo Belvederesi, che è pure segretario politico provinciale del partito della Meloni, vuol gestire l’Atac come un suo feudo e non vuole essere controllato dagli uffici comunali, dall’assessore alle partecipate Belletti e da nessun altro. Ebbene, si è verificata la condizione incredibile che Belvederesi in questo braccio di ferro abbia inviato lettere ufficiali, protocollate indirizzate solo ai consiglieri di maggioranza e che da soggetto controllato ha tentato in tutti i modi di dettare le condizioni al soggetto controllore, ovvero all’amministrazione comunale. Il sindaco asseconda tutto perché prigioniero dei Fratelli per la ricandidatura. Uno spettacolo penoso che in Consiglio ho denunciato con forza. A questa destra fa comodo che la “zuccheriera” Atac resti uno scrigno chiuso ai più. Ma, in consiglio comunale è deflagrata la spaccatura interna in cui si è anche consumata un’inedita alleanza, quella fra Belvederesi e il redivivo Ottavio Brini, tornato nel cda Atac dal quale era stato cacciato da Belvederesi e Ciarapica ma con le elezioni alle porte e strapuntini di potere disponibili c’è gente disposta ad ingoiare tutto».

(l. b.)

 

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