Raccolta firme contro l’antenna 5G,
aderiscono più di 400 persone:
«Se serve blocchiamo la statale 77»

MACERATA - Protesta a Sforzacosta, Marco Menchi illustra le ragioni del comitato e ricorda le azioni compiute nel 2012 per impedire la chiusura del locale ufficio postale
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Un manifesto contro l’antenna a Sforzacosta


Raccolta firme contro la costruzione dell’antenna 5G a Sforzacosta, in meno di due settimane aderiscono più di 400 persone. È quanto riferisce Marco Menchi del comitato No Antenna, fondato per impedire la struttura che la società Iliad chiede di costruire vicino alla stazione della frazione di Macerata (leggi l’articolo).
«La raccolta firme per il no all’antenna a Sforzacosta con pochi giorni è riuscita a sensibilizzare e quindi ad raccogliere più di 400 firme con poco più di 10 giorni – scrive Menchi, consigliere comunale nel precedente mandato  -. La grande maggioranza di chi ha firmato è impaurita dagli effetti dell’inquinamento elettromagnetico che tale antenna di 34 metri, posizionata nel piazzale della stazione ferroviaria a ridosso delle abitazioni e davanti alla facciata della chiesa, possa portare alla salute dei cittadini. L’amministrazione comunale non ha fatto nulla per impedire che tale iter andasse avanti senza fare appello alla correttezza urbanistica, semplicemente procedendo con il silenzio assenso e allo stesso modo ha proceduto Arpam».

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Il fascio di luce di 34 metri durante il flash mob organizzato a maggio (foto Fabio Falcioni)

«L’assessore Laviano e il sindaco Parcaroli devono venire a spiegarci se i due siti menzionati nella risposta ai giornali non sono stati sufficienti a fare cambiare idea alla società – chiede Menchi -, perché non ne sono stati cercati altri affinché il problema venisse risolto dato che mi sembra di aver capito che il problema del sito sia stato recepito. I cittadini di Sforzacosta sono stufi dei continui abusi da parte di chi ci amministra e di chi ci ha amministrato, prima la discarica della Pieve poi l’inceneritore che dopo anni di lotte è stato spento, senza considerare la puzza del Compost che ogni sera e ogni mattina sentiamo e che alle volte non ci permette di respirare. E ora, come se non bastasse, un’antenna di 34 metri. Si ricorda a tutti la lotta contro la chiusura dell’ufficio postale di Sforzacosta che nel maggio del 2012 si era paventata. Chiusura che il comitato spontaneo che si creò riuscì a bloccare anche chiudendo al traffico la strada statale 77. Se serve possiamo arrivare anche a questo. Ora, lasciati soli ancora una volta di fronte ai continui soprusi, nemmeno la nuova amministrazione e la rappresentante locale sono riusciti a fare qualcosa. Rappresentante che è sola in una maggioranza pronta solo a venire a prendere i voti e non ascoltare le proteste dei cittadini di serie B che abitano nella frazione. Abbiamo chiesto un incontro con il sindaco per consegnare le firme e per spiegare le nostre dimostranze».

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