Dai “ludus cionorum” al tiro a segno
passando per ruzzola e palla al maglio:
tradizioni sportive maceratesi

MACERATA - Le ha documentate lo storico Romano Ruffini durante una serata organizzata dall'associazione "Le Casette". La rivalità tra la Virtus laica e la Robur dei Salesiani. Le vicende del Cus e della Sef che ha avuto la “stella al merito sportivo”. L’agonismo crea violenza? La testimonianza di tre campioni del Centro nuoto

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Un momento della serata intitolata “I maceratesi e lo sport”

 

di Ugo Bellesi

“I maceratesi e lo sport” è stato l’argomento che ha tenuto avvinti numerosi cittadini di Macerata per quasi tre ore nel teatro “Don Bosco” dei Salesiani su iniziativa dell’associazione culturale “Le Casette”. Dopo il saluto ai presenti da parte del presidente Pierluigi Pianesi, il primo intervento è stato quello dello storico maceratese Romano Ruffini, il quale ha sottolineato che fin dai tempi più antichi lo sport è stato quasi totalmente maschile con alcune eccezioni come gli “Heraia” (una olimpiade al femminile) o la presenza nei circhi romani delle gladiatrici. A Macerata, nell’antichità, c’erano i ‘Ludus cionorum’ (con tiro al bersaglio con balestre o archibugi), le gare di ruzzola, la pallamaglio e soprattutto il gioco del pallone col bracciale.

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I ragazzi del Centro nuoto agonistico di Macerata

Con l’unità d’Italia si verificò il moltiplicarsi delle associazioni sportive e proprio nell’agosto 1861 un decreto ministeriale impose la creazione di impianti di tiro a segno perché, attraverso questo sport, i cittadini potessero pendere pratica con le armi, cosa questa utile in caso di necessità. Fu allora che si creò anche la società di tiro a segno. Il 5 giugno 1864 furono inaugurati a Macerata il “Campo di Marte” e il “Tiro a segno”, due impianti sportivi che andavano ad aggiungersi allo Sferisterio, costruito nel 1829 e destinato allora esclusivamente al gioco del pallone al bracciale. Nel 1878 fu reso obbligatorio l’insegnamento della ginnastica nelle scuole e a Macerata nel 1882 il professor Giuseppe Lauri organizzò un corso per l’abilitazione all’insegnamento dell’educazione fisica nelle elementari. Lo stesso Lauri fondò anche la Società ginnastica maceratese, con una palestra allo Sferisterio. La stessa società, nel 1885, presentò al teatro comunale uno spettacolo sportivo con esercizi di scherma, ma anche alla sbarra, al trapezio, agli anelli e alla fune con esibizioni su velocipede. Nel 1890 fu inaugurato l’Istituto salesiano che diede un grande impulso alle associazioni e attività giovanili attirando oltre 400 giovani. Questo creò una reazione da parte degli ambienti anticlericali che prima erano dominanti. Varie iniziative portate avanti anche dalla Lega anticlericale non ebbero successo come un ricreatorio festivo prima e poi un’associazione XX Settembre, quindi un club podistico e in seguito la Pro Patria. Finchè, nel 1904, fu creata la Società sportiva popolare, che per la prima volta organizzò allo Sferisterio una partita di “Futt-Boll” (palla a calcio). Sempre nel 1904 nacque lo Sporting club Helvia Recina, che ebbe centinaia di adesioni per praticare ginnastica, podismo, ciclismo (con una sezione femminile), atletica, scherma e motoristica con il famoso “Moto club Helvia Recina”. La altrettanto famosa Società ginnastica Robur sorse nel 1905 attingendo gli atleti dall’istituto salesiano. Si classificò prima al Concorso internazionale di Milano. Oltre alla ginnastica l’attività si estese al ciclismo, all’escursionismo, all’atletica e al calcio. In competizione con la Robur, nel 1906 nacque la “Virtus”, di cui fu eletto presidente il professor Giuseppe Lauri. La società ben presto raggiunse ottimi risultati in varie competizioni nazionali e internazionali. L’antagonismo tra Virtus e Robur ben presto si affievolì, tanto che nel giugno 1910 la Robur organizzò un saggio nel cortile dell’istituto salesiano invitando i “giovani della società sorella Virtus”. Nel 1912 sorsero lo Skating club per il pattinaggio a rotelle e, nello stesso anno, anche il club “Fortior podistico”. Ma arrivarono la guerra di Libia prima e poi il primo conflitto mondiale, che bloccarono tutte le attività.

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Maria Pia Luchetti e Romano Ruffini

LA STORIA DELLA SEF – Altrettanto interessante la relazione della presidente della Sef Macerata, Maria Pia Lucchetti, la quale ha esordito dicendo che pur avendo praticato molti sport in palestra, ma anche nuoto, tennis e sci, non aveva mai pensato di presiedere una società agonistica. A convincerla è stata Giulia Perugini, notissima a tutti per i prestigiosi risultati sia nazionali che internazionali conquistati nel salto in alto. A questo punto gli spettatori hanno tributato un applauso fragoroso all’indirizzo della pluricampionessa, mentre il dottor Pianesi ricordava che l’associazione “Le Casette” ha assegnato a Giulia Perugini il titolo di “Maceratese eccellente”. La presidente ha poi spiegato che la Sef è stata fondata nel 1947 per la pratica dell’atletica leggera, qualche anno dopo la fine della seconda guerra mondiale, ed è diventata subito punto di riferimento sociale ed educativo. Gli anni Sessanta-Settanta sono stati molto positivi con grossi risultati, ma negli anni Settanta sono sorti dei problemi e si decise di fare una fusione con il Cus e il nuovo sodalizio si chiamò “Cus Macerata Sef”. Il Cus continuava l’attività agonistica mentre la Sef preparava i giovani. Nel 1996 il Cus cessò l’attività agonistica mentre la Sef preferì dedicarsi ai veterani che, come “master”, erano inseriti nella Fidal. Grazie ai risultati di questi atleti la Sef è considerata una delle maggiori società in campo regionale e nazionale, il che dà lustro anche alla città di Macerata. Le caratteristiche che gratificano la Sef sono il clima di amicizia, la simpatia, la cordialità e l’accoglienza verso le società ospitate, alle quali, dopo le gare, vengono offerti i prodotti di eccellenza del territorio, compresi i dolci preparati dalle atlete maceratesi. Nel 2017 la Sef è stata insignita dal presidente del Coni Malagò della “Stella d’oro al merito sportivo” che è la più alta onorificenza italiana in campo sportivo. Basterà ricordare che agli ultimi campionati regionali la Sef ha vinto 29 titoli marchigiani.

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Riccardo Sacchi e Pierluigi Pianesi

AGONISMO E VIOLENZA – Molto stimolante è stato poi l’intervento del presidente dell’associazione “Le Casette”, Pierluigi Pianesi, che ha esaminato alcuni aspetti psicologici e comportamentali dell’attività sportiva e dello sport agonistico differenziandone finalità e gratificazioni, per confermare comunque gli aspetti positivi ormai noti sul benessere psicofisico. Ha in particolare focalizzato il suo intervento sulla relazione aggressività/sport agonistico. Ha messo dapprima in evidenza l’opportunità di una attenta valutazione dell’approccio allo sport nei bambini, valorizzando il rispetto di una loro elaborazione di tempi e di scelte, dovendosi peraltro sempre vigilare che non vengano attuati nei confronti degli stessi comportamenti diseducativi, riprovevoli e ricattatori da parte degli educatori e persino degli stessi genitori che, per loro improprie motivazioni, mirano al successo comunque, anche in assenza di talento, unica ed inemendabile primaria qualità per ottenerlo. Ha inoltre messo in rilievo come l’aggressività, e quindi il comportamento violento, possa essere attuato, quando la competitività raggiunge livelli assimilabili ad un vero e proprio “conflitto” al di là di ogni regolamento e di qualsiasi disciplinare, al fine di raggiungere l’unico target che veramente nell’agonismo sportivo conta: la vittoria. Ponendosi poi il quesito se lo sport agonistico faccia o meno crescere il tasso di aggressività, pur nella necessaria consapevolezza delle caratteristiche personologiche di base, il dottor Pianesi spiega che le ricerche effettuate nel settore non hanno fornito risultati esaustivi ed univoci, ma ha riferito come sembri ormai abbastanza assodato che esista una relazione inversa tra sport e aggressività, cioè tanto più aumenta la quantità di sport praticata tanto meno si verificano comportamenti violenti e, per contro, tanto più diminuisce la quantità di sport praticato, tanto più aumentano i comportamenti violenti. A conclusione del suo intervento, il dottor Pianesi ha intervistato tre atleti del Centro nuoto agonistico di Macerata presentati dal loro presidente, il dottor Franco Pallocchini, invitati alla manifestazione in rappresentanza di tutti gli atleti maceratesi e del mondo sportivo locale. Si tratta di Maria Chiara Cera, campionessa nel dorso, Cesare Tasso, campione nel nuoto agonistico, e Riccado Zaffrano, campione nel nuoto agonistico per il salvamento.

La manifestazione si è conclusa con l’intervento dell’assessore allo sport del comune di Macerata, Riccardo Sacchi, il quale ha sottolineato che nel 2022 Macerata sarà proclamata “Città dello sport”, titolo che ha pienamente meritato non solo per le attività sportive del passato ma soprattutto per il fatto che oggi è una città di appena 40mila abitanti ma che possiede ben 152 società sportive praticanti complessivamente 64 discipline. Inoltre, la domanda per il riconoscimento di questo titolo è stata accompagnata da un filmato di pochissimi minuti ma in cui sono sintetizzate tutte le eccellenze di Macerata nel campo sportivo, compreso lo Sferisterio, primo edificio pubblico creato ad esclusivo impiego sportivo. L’assessore ha poi elencato le varie iniziative programmate e soprattutto i miglioramenti agli impianti sportivi della città.


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