Riaperta l’ex Malattie infettive a Macerata,
nove i pazienti Covid ricoverati

PANDEMIA - La palazzina ospita persone che necessitano di cure a bassa intensità, decisione necessaria anche per far respirare i pronto soccorso. L'assessore Saltamartini: «Dopo diciotto mesi ci sono liste di attesa lunghissime per diverse patologie, iniziando da quelle neoplastiche. Il Maceratese la provincia che va peggio sul fronte delle vaccinazioni»
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La palazzina ex Malattie infettive riaperta oggi per i pazienti Covid

 

di Luca Patrassi (foto Fabio Falcioni)

Dieci posti letto Covid attivati oggi a bassa intensità di cura nella palazzina ex Malattie infettive dell’ospedale di Macerata, nove i pazienti ricoverati. I numeri maceratesi sono sì in crescita ma non tali da creare un emergenza, mentre è nei Pronto soccorso che la situazione è sui livelli di guardia. Stando all’ultima bollettino del servizio Sanità della Regione ci sono 17 persone nei pronto soccorso della provincia ad oggi: 8 a Macerata, 8 a Civitanova e 1 a Camerino. 

MalattieInfettive_FF-5-325x217Silenzio tombale dall’Asur regionale, nessuno parla ed anche le comunicazioni interne pare siano difficoltose: la ricerca di posti letto Covid in giro per la regione sembra spesso infruttuosa. Nessuno però parla di ritorno all’emergenza, o almeno non si parla esplicitamente di riapertura di altri reparti Covid. Esclude, ad ora, questa possibilità la dirigente dell’Area Vasta 3 dell’Asur Daniela Corsi, ancora più categorico l’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini: «Dopo diciotto mesi di pandemia ci sono liste di attesa lunghissime per diverse patologie, iniziando da quelle neoplastiche. La provincia di Macerata è quella che va peggio sul fronte delle vaccinazioni, stiamo cercando di intervenire con i camper. La campagna vaccinazioni sta andando benissimo nelle farmacie, ma sta rallentando nei centri vaccinali. Vediamo cosa farà il Governo, se si arriva all’80/90% di vaccinati, bene, altrimenti penso introdurranno l’obbligo vaccinale dai 40 anni in su. Non vaccinarsi non è un diritto legato alle libertà individuali, comporta delle conseguenze. Siamo pronti a convocare gli Ordini delle varie professioni sanitarie per affrontare il problema degli operatori sanitari non vaccinati e fare una moral suasion per convincerli. Quanto alla sospensione dei non vaccinati l’Asur – assicura Saltamartini – sta procedendo, ma è una procedura complessa».

 

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