Nuovo ospedale di Macerata,
vero progetto o propaganda elettorale?
Nove domande alla Regione per capirlo

L'ANALISI di Claudio Maria Maffei dopo che l'assessore Saltamartini ha assicurato l'altro giorno al Lauro Rossi che i lavori partiranno nel 2022
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Claudio Maffei

 

di Claudio Maria Maffei*

L’assessore Saltamartini ha dato un ulteriore annuncio che si farà il nuovo Ospedale di Macerata e che se tutto va bene i lavori cominceranno nel 2022. Si tratterebbe di una doppia buona notizia se le condizioni per mantenere la promessa ci fossero davvero. Bastano poche domande per capire se è propaganda o se siamo di fronte ad un progetto serio.

Prima di passare alle domande occorrono alcune premesse che cerco di schematizzare

La Regione Marche ha già oggi una drammatica carenza di personale che riguarda sia gli ospedali che (ancor di più) i servizi territoriali. E’ impossibile che questo la Regione non lo sappia. Solo per fare due esempi: ci sono servizi di Pronto soccorso nelle Marche che ricorrono a medici forniti da cooperative mentre le strutture socioassistenziali per anziani sono attualmente a rischio chiusura per non riuscire nemmeno a dare le ferie.

Oggi non solo non c’è personale per riaprire i piccoli ospedali come promesso a Sassocorvaro, o per potenziare quelli attuali come promesso a Pesaro, ma non c’è nemmeno quello per mantenere a livelli accettabili di sicurezza ed efficacia la rete ospedaliera attuale che è in gravissimo affanno.

In base al Recovery Plan il potenziamento va garantito dalle Regioni soprattutto ai servizi territoriali.

In base alla normativa nazionale tuttora vigente (il Decreto ministeriale 70 del 2015) nelle Marche ci sono troppi ospedali con Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello.

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La presentazione del Piano socio sanitario al Lauro Rossi in cui è stata promessa la realizzazione del nuovo ospedale di Macerata

Date queste premesse ecco le semplici domande di cui la Regione dovrebbe già conoscere la risposta

Ci sono documenti ufficiali che in base a dati verificabili dimostrano che il progetto del nuovo ospedale di Macerata è compatibile con le criticità sopra evidenziate?

Quali sono i servizi in eccesso (le superfetazioni) sia pubblici che privati di cui ha parlato l’assessore Saltamartini a Sassocorvaro, quelli che verranno tagliati per consentire la riapertura dei piccoli ospedali e il potenziamento di quelli di cui si è già promessa la (ri)costruzione come (per ora) Pesaro e Fano?

Quale sarà il destino degli altri ospedali con Dea di primo livello della Regione (Fano, Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova Marche, Fermo, San Benedetto ed Ascoli Piceno più tra qualche anno il nuovo Inrca-Osimo)?

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L’assessore Filippo Saltamartini

Quale sarà il destino degli ospedali di San Severino e Camerino?

Quali saranno gli altri ospedali nuovi che verranno costruiti e qual è il piano finanziario del nuovo Piano regionale di edilizia ospedaliera?

Che tipo di rete ospedaliera verrà comunicata al ministero della Salute in applicazione del Dm 70 e del Recovery Plan?

Che sviluppo è previsto per i Dipartimenti di prevenzione e i servizi territoriali (assistenza domiciliare, salute mentale e neuropsichiatria infantile, cure palliative, residenzialità per i soggetti fragili)?

Che Piano è stato elaborato per trovare tutto il personale che serve per il territorio e gli ospedali?

Se anche solo una di queste domande rimanesse senza risposta il progetto del nuovo Ospedale di Macerata perderebbe di significato. Io mi accontenterei per ora di una risposta immediata, ufficiale e con dati alla mano a metà delle domande.

*Medico e dirigente sanitario in pensione

 

Nuovo ospedale di Macerata, Saltamartini: «Partenza dei lavori nel 2022»



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