In oltre 200 con l’Anpi (Foto/Video)
«Gli antifascisti devono riunirsi
per costruire il nostro futuro»

LIBERAZIONE MACERATA - In tanti alla contro cerimonia al Monumento ai caduti in piazza della Vittoria, dopo la polemica con quella organizzata dall'amministrazione comunale senza il saluto dei partigiani. Le parole di Lorenzo Marconi, Lucrezia Boari e Meri Franceschini: «E' stata una vergogna non farli parlare, ricordate a chi governa la città che si giura su una Costituzione democratica e antifascista». Presenti diversi consiglieri d'opposizione e l'ex giunta
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«Non era questo il paese che volevamo, bisogna che gli antifascisti si riuniscano di nuovo per costruire il nostro futuro e onorare il nostro passato». Con queste parole il presidente provinciale dell’Anpi Lorenzo Marconi ha chiuso il suo discorso alla “contro cerimonia” organizzata oggi dall’associazione dei partigiani al Monumento dei Caduti per celebrare la Liberazione di Macerata.

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Lorenzo Marconi

E questa volta la risposta all’amministrazione comunale, che nella cerimonia ufficiale di stamattina aveva negato il tradizionale saluto dell’Anpi, è arrivata ancora più forte e chiara. In oltre 200 infatti si sono presentati in piazza della Vittoria per ribadire il valore fondante dell’antifascismo e onorare 77 anni dopo chi diede la vita per la libertà. Ma anche per ricordare all’amministrazione comunale che negare la parola all’Anpi, soprattutto nel giorno in cui si celebra la Liberazione della città, non può essere considerata una scelta di carattere “istituzionale”. «Togliere la parole ai partigiani  – ha tuonato infatti Mari Franceschini, componente del comitato nazionale dell’Anpi – è stato vergognoso, le due parole che stamattina non sono state dette sono state antifascismo e resistenza. Ricordate a chi governa la città che si giura su una Costituzione democratica e antifascista».  Presenti, oltre agli esponenti dell’associazione partigiani, anche la Cgil, la Cisl, e tra gli altri i consiglieri d’opposizione del gruppo Pd capitanati da Narciso Ricotta, l’ex segretario dei dem Stefano Di Pietro, l’ex giunta a partire da Romano Carancini, l’ex deputata dem Irene Manzi, Luciano Pantanetti, ex presidente del Consiglio, l’ex assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’ex consigliere Ivano Tacconi, il consigliere di Italia Viva Ulderico Orazi, quello di Strada Comune-Potere al popolo Alberto Cicarè. Con loro tantissime persone: famiglie con i bimbi, giovani e meno giovani. Una sorta di festa, con l’immancabile inno della Resistenza “Bella Ciao”, in uno dei luoghi simbolo della città, dove il 30 giugno 1994 i partigiani della Banda Nicolò issarono la loro bandiera per gridare che Macerata era stata liberata. In loro onore e in onore di tutti i caduti e i partigiani è stata anche deposta una corona di fiori.,

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Lucrezia Boari

«In oltre un anno di pandemia – ha detto Lucrezia Boari, presidente della sezione di Macerata dell’Anpi – moltissimi sono precipitati nella povertà, nell’incertezza per il futuro, nella solitudine e nella disperazione. Si sono accentuate ancora di più le disuguaglianze tra i privilegiati e i garantiti da una parte e i fragili e gli esclusi dall’altra. Rabbia, paura, disperazione e isolamento sono il terreno ideale per chi vuole fomentare una guerra tra poveri e poverissimi, così che la conflittualità sociale non arrivi mai ai piani alti, incanalare questi sentimenti negativi ed indirizzarli contro il “diverso”, solleticare e cavalcare pulsioni plebiscitarie e antidemocratiche e quella voglia di delegare tutto ad “un uomo solo al comando” di chi si senti sopraffatto dai problemi materiali e contingenti di una vita quotidiana fatta di mancanza di prospettive. Contro questa deriva è giusto ed opportuno richiamarsi allo spirito della Resistenza: rifiutare l’autoritarismo e promuovere invece la partecipazione, la solidarietà, la libertà, la dignità di ciascuno. Guardiamo con gratitudine ai partigiani, a quelli che sacrificarono la vita, e a quelli che dedicarono il resto della vita fino alla più tarda età, all’impegno civile, politico, sindacale, e associativo. Seguendo il loro esemplo, rinnoviamo oggi il nostro impegno di antifascisti».

(Redazione Cm)

(Foto Fabio Falcioni)

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Mari Franceschini

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La deposizione della corona di fiori

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Narciso Ricotta, Ivano Tacconi e Ulderico Orazi

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Ivano Tacconi, Angelo Sciapichetti e Romano Carancini

 

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Stefano Di Pietro e Luciano Pantanetti

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