Orologi di lusso e auto
comprate a rate col furto d’identità:
tra le vittime un 72enne ricoverato col Covid
TRUFFATI - Raffica di perquisizioni della polizia tra le province di Macerata, Ancona e Pesaro: sequestrati documenti, cellulari e pc. Nel mirino 10 persone, ritenute far parte di un sodalizio criminale. Il gruppo avrebbe acquistato i beni intestando finanziamenti a persone che non ne sapevano niente e per poi rivenderli

di Gianluca Ginella
Acquistavano auto di valore e orologi di lusso intestando i finanziamenti a persone di cui rubavano l’identità, poi rivendevano quanto comprato lasciando ai truffati le rate da pagare. Dieci le persone indagate, che farebbero parte di un presunto sodalizio su cui sono in corso gli accertamenti. L’inchiesta è della Squadra mobile di Macerata, coordinata dalla procura di Macerata. Questa mattina sono state messe a segno una serie di perquisizioni relative ad una frode messa in piedi da un sodalizio composto da italiani che vivono nel Maceratese. Una truffa articolata, congegnata in modo da poter ottenere dati e documenti di persone di cui veniva rubata l’identità per il tempo di andare in un negozio o una concessionaria e aprire un finanziamento per l’acquisto di orologi di lusso e di auto di valore medio alto (sui 30mila euro).
Tra le vetture che sono state “comprate” dal sodalizio con i soldi di chi non ne sapeva nulla c’è una Volkswagen Golf. La truffa è stata messa a segno a Civitanova nel novembre dello scorso anno. I malviventi sono riusciti ad ottenere l’identità di un uomo di 72 anni che si trovava ricoverato perché positivo al Covid. Una volta guarito e tornato a casa ha scoperto che era stato acceso un finanziamento per comprare l’auto. Della truffa l’uomo si è accorto oltre un mese dopo e ha fatto denuncia. In totale, sin qui, sono state sei le persone a presentare denuncia perché si sono viste addebitare i pagamenti a rate di auto o orologi o perché hanno ricevuto bollettini dei finanziamenti per l’acquisto di questi beni. Beni di cui non sapevano nulla e che poi venivano rivenduti per incassare il controvalore lasciando alle vittime le rate da pagare.
Le truffe sono state messe a segno in diversi comuni: oltre a Civitanova, anche a Cingoli, Ancona, Roma. Il meccanismo con cui i malviventi riuscivano a ottenere i documenti è al vaglio degli inquirenti e le perquisizioni messe a segno questa mattina (nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro e Urbino) vanno proprio nella direzione di acquisire maggiori informazioni sul modo di agire del sodalizio. Gli agenti hanno acquisito documenti, cellulari e pc. Da chiarire anche altri due aspetti: il guadagno ottenuto con le truffe e se ve ne siano state altre, magari anche fuori regione e se oltre ai dieci indagati ci siano altre persone coinvolte.
(Ultimo aggiornamento alle 15,20)
