«Una domenica da sold out,
la gente ha voglia di uscire»

ZONA GIALLA - I ristoratori sono soddisfatti di come è andata la prima giornata dopo la riapertura. Locali pieni dalla costa all'entroterra. Luca Cognigni (Il Gabbiano): «Sembrava una giornata normale, ma quando faremo un bilancio complessivo sarà comunque uno spargimento di sangue». Agnese Polverigiani (Osteria Agnese): «In questo momento si pensa a non fare debiti. Per Natale puntiamo sull'asporto». Le testimonianze di Massimiliano Catalini (Palace Restaurant), Massimiliano Gigli (La Greppia), Marta Mariotti (Il Pincio), Francesco Cangiotti (Zchalet)
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I ristoratori intervistati

 

di Giovanni De Franceschi

C’era voglia di uscire, di cambiare aria, di stare insieme a tavola, nel rispetto delle regole. Ieri, prima domenica del ritorno delle Marche in zona gialla e dunque delle riapertura dei ristoranti a pranzo, è stata una boccata d’ossigeno per gli operatori del settore, in un anno certamente ormai segnato più che in negativo a livello di incassi e dove l’obiettivo comune è quello di riuscire a contenere le perdite. Dalla montagna alla costa, passando per il capoluogo tutti i ristoranti sembrano aver lavorato bene, quasi come una normale domenica pre-chiusure. Che siano osterie, baite, ristoranti di pesce o pizzerie. Restano senza dubbio e soprattutto l’amarezza per le ulteriori misure restrittive previste per le festività, in particolare il divieto di spostamenti tra Comuni per il 25, 26 e primo dell’anno, che penalizza ancor di più i ristoranti dei piccoli centri.

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Agnese Polverigiani con il figlio

«Ieri è andata benissimo – racconta Agnese Polverigiani dell’Osteria Agnese in corso Cairoli a Macerata – speriamo che duri, che non aumentino i contagi e che non ci facciano richiudere. Abbiamo lavorato su due turni ed entrambi sono stati pieni. Considerando che noi lavoriamo molto con le famiglie degli studenti universitari e i turisti, e che questi al momento non ci sono, abbiamo lavorato solo con i maceratesi che di solito preferiscono andare fuori città la domenica. E devo dire che non me l’aspettavo una risposta così, sono molto soddisfatta. In realtà noi non abbiamo mai smesso di lavorare, siamo stati sempre aperti per asporto e domicilio e nonostante tutto abbiamo anche continuano ad investire, realizzando un nuova terrazzetta fuori. A me questo lavoro piace tantissimo e non mi pesa, poi nel tempo abbiamo costruito un rapporto con la clientela che ci conosce e continua a venire. Certo il momento è difficile, adesso non si può pensare al guadagno, ma solo al mantenimento e a non fare debiti. Speriamo finisca presto, noi continueremo a lavorare con la tenacia e la passione di sempre senza allentare, anche se non è facile e spesso la tristezza prende il sopravvento». Per il Natale? «Senza spostamenti sarà sicuramente più difficile – continua – però proprio perché non ci si potrà muovere con l’asporto si dovrebbe lavorare bene, già mi sono arrivati degli ordini, anche prima dell’anno scorso e questo è un buon segnale. Poi speriamo che qualche famiglia venga anche a mangiare».

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Massimiliano Catalini

Rimanendo sempre a Macerata, c’è anche chi come il Palace Restaurant ha dovuto ricalibrare un po’ il tiro. «Grazie a tutti i clienti che ci portiamo dietro da anni è andata bene ieri – dice Massimiliano Catalini, uno dei titolari -. Certo siamo abituati a numeri molto più importanti ma come prima domenica di riapertura devo dire che sono molto soddisfatto. Se c’è da scegliere tra niente e questo va benissimo così. Adesso il menu della cena, compresi pizza e panini, lo riproponiamo anche a pranzo, in più abbiamo realizzato un nuovo menu del giorno specifico per il pranzo che cambiamo regolarmente. Io comunque resto dell’idea che rispettando gli stessi criteri si sarebbe potuta consentire l’apertura anche serale, perché tra pranzo e cena non vedo quale sia la differenza». Per il Natale ovviamente mancheranno i clienti da fuori. «Sicuramente inciderà il divieto di spostamenti – sottolinea – perché noi abbiamo clienti che vengono da Tolentino, Montecosaro o zone limitrofe. Però lavoriamo tanto anche con i maceratesi, e per quei giorni aspetteremo solo loro».

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Luca Cognigni al centro con due suoi collaboratori: Luca Totaro e Bianca Lingenhol

Dal capoluogo alla costa. «Noi grazie a Dio avevamo i clienti in attesa, quindi c’era voglia e volontà di venire appena possibile – dichiara Luca Cognigni, titolare de Il Gabbiano a Civitanova -. E’ stata come una domenica pre-chiusura, da sold out. C’era molta voglia di uscire e forse abbiamo anche dato l’idea di essere rispettosi delle norme, mi auguro che siamo riusciti a creare un sentimento di fiducia nei clienti. Poi se parliamo di un bilancio complessivo è, è stato e sarà uno spargimento di sangue, questo posso assicurarlo fin d’ora. Quindi il motto attuale è cercare di perdere meno sangue possibile. Natale? Noi tradizionalmente siamo chiusi, ma per la Vigilia e Santo Stefano abbiamo già una grossa richiesta».

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Massimiliano Gigli

«Ieri è stata una bella giornata – conferma Massimiliano Gigli, titolare de La Greppia sempre a Civitanova – C’era parecchia gente in giro, si è visto che c’era voglia di uscire. E’ stata come una domenica normale, certo con i posti ridimensionati che ci permettono le norme. Ma è stato bello. Il fatto che per le feste non si ci potrà muovere sarà un problema, soprattutto per Capodanno: noi staremo aperti  a pranzo, ma l’ultimo dell’anno che vuoi fare a pranzo? Il boom si sa che è la sera, per questo sono un po’ sfiduciato. Per Natale invece, come da tradizione saremo chiusi. L a mia attività ha 53 anni ed è stata sempre chiusa a Natale per rispetto della famiglia e delle tradizioni e quindi anche quest’anno non voglio darla vinta al Covid e staremo chiusi. Se c’è una cosa che ci ha insegnato questa pandemia è proprio l’importanza della famiglia, perché spesso si tende a metterla in secondo piano rispetto al lavoro».

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Pierluigi De Zorzi e Marta Mariotti

In montagna pure si è lavorato bene, anche se qui pesano molto di più il divieto di spostamento a Natale e la chiusura degli impianti sciistici. «E’ andata bene – conferma Marta Mariotti de Il Pincio a Sarnano – in giro parecchia gente tra mattina e primo pomeriggio e anche i nostri clienti affezionati sono voluti tornare. Più o meno è stata come una domenica normale, certo non è il pienone di quando nevica e gli impianti sono aperti con tutta la gente che scende più, però visto il periodo direi che è andata bene. Per Natale invece purtroppo saremo costretti a rimanere chiusi, stare aperti in un paesino come il nostro e lavorare solo per la gente del posto non conviene. Anche perché qui la tradizione di passare il Natale a casa in famiglia, quindi non varrebbe la pena, sarebbe l’ennesima rimessa».

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Francesco Cangiotti

A Bolognola c’è la novità dello Zchalet, una baita con concept store in quota. «C’è stata abbastanza affluenza e una bella risposta nonostante il tempo non bellissimo – sottolinea Francesco Cangiotti, amministratore di Bolognolaski – Molte persone sono ventute a trascorrere qualche ora all’aria aperta in montagna e poi si sono fermati da noi a pranzo. Abbiamo fatto tre turni. Anche nel nuovo shop che abbiamo aperto dove vendiamo prodotti del territorio c’è stata una buona risposta. Purtroppo il divieto di spostamento per il 25, 26 dicembre e 1 gennaio ci penalizzerà e infatti staremo chiusi in quei giorni. E’ chiaro che aprire solo per i residenti di Bolognola non avrebbe senso e non converrebbe».

 

 

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