Divieto di spostamenti fra comuni limitrofi:
«Decisione discriminatoria e quasi grottesca»

MISURE - I coordinatori provinciali di Italia Viva Teresa Lambertucci ed Antonello De Lucia manifestano la propria contrarietà: «è una misura priva di logica e non supportata da elementi di causa-effetto. Non ha alcun senso impedire gli spostamenti tra paesi con poche migliaia di abitanti»
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Teresa Lambertucci

 

Il coordinamento provinciale di Italia Viva Macerata, rappresentato da Teresa Lambertucci ed Antonello De Lucia, manifesta la propria contrarietà al divieto di spostamento tra comuni limitrofi durante i giorni di festa del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. «In linea con la posizione del partito mostrata anche in ambito governativo, interveniamo per ribadire la contrarietà verso misure prive di logica e non supportate da elementi di causa-effetto. Non ha alcun senso impedire gli spostamenti tra comuni con poche migliaia di abitanti – sottolineano i due coordinatori provinciali di Italia Viva -.

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Antonello De Lucia

Questo vale per tutto il territorio nazionale, ma a maggior ragione per un territorio come il nostro, in particolare per le nostre aree interne, già duramente provate dal sisma, dove abbiamo paesi con poche centinaia di abitanti ed attività economiche che vivono anche della richiesta proveniente dai paesi confinanti. Se poi pensiamo che contemporaneamente in città come Roma o Milano i cittadini si muovono liberamente all’interno di decine di chilometri di distanza, tutto questo appare discriminatorio e quasi grottesco – concludono Teresa Lambertucci ed Antonello De Lucia -. Vogliamo ribadire la nostra contrarietà anche nel contesto locale, dopo averla manifestata in ambito governativo con le ministre Bonetti e Bellanova. A differenza di altri temi, per i quali siamo riusciti ad influenzare in maniera determinante le scelte del Presidente del Consiglio, un esempio su tutti la possibilità di far aprire i ristoranti almeno il pranzo dei giorni di festa, prendiamo distanza da una scelta che giudichiamo priva di logica e sensibilità amministrativa».



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