Assembramenti all’Helvia Recina,
Nocelli si scusa per l’attesa

CALCIO - La dirigente biancorossa, dopo la fila che si è formata all'unico ingresso per la tribuna in occasione del match contro l'Arezzo e le relative proteste del pubblico, ammette le colpe nonostante le indicazioni fornite ai tifosi, ma si sfoga: «Una cosa non tollero invece, la maleducazione e l'arroganza di voler andare contro le regole mettendo in difficoltà chi lavora e chi ha la responsabilità della gestione di un evento come la partita, soprattutto in una situazione pandemica mai vissuta»
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La lunga fila per entrare all’Helvia Recina in occasione del match giocato ieri fra Matelica e Arezzo (foto Falcioni)

 

di Michele Carbonari

Il nuovo Dpcm firmato da Conte impedirà al pubblico di frequentare gli impianti sportivi. Giusto il tempo di riaprire per la prima volta in stagione, che l’Helvia Recina chiuderà le porte ai tifosi almeno fino al 24 novembre.

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Roberta Nocelli, direttrice generale del Matelica

Lo stadio di Macerata, infatti, ieri ha riaperto i battenti per il match di Lega Pro fra Matelica e Arezzo (leggi l’articolo), per un massimo di 450 spettatori. Subito sono emersi i primi problemi, come sottolinea la direttrice generale dei biancorossi Roberta Nocelli. «Per parlare della partita a porte aperte faccio delle considerazioni. Noto sui media che sono pieni di foto di persone in fila per entrare all’Helvia Recina, con tanto di lamentele e anche qualche isterismo inutile – scrive su Facebook la dirigente del Matelica -. Avevamo dato tutte le informazioni per evitare assembramenti: dove comprare il biglietto, come stampare e portare l’autocertificazione, le indicazioni per i parcheggi locali e tutto il resto, utile a velocizzare le pratiche fondamentali, per il contenimento del Coronavirus.

Matelica_Arezzo_FF-2-325x217È normale che dopo otto mesi di chiusura e la nuova categoria, che si somma alle misure di prevenzione, qualche difficoltà ci possa essere. Quindi, a tutti coloro che hanno dovuto aspettare, personalmente e con molta umiltà chiedo scusa». La dirigente tuttofare del Matelica ammette le sue colpe e di quelle della società, alla prima esperienza in un campionato professionistico, ma a freddo sfoga anche tutta la tensione. «Una cosa non tollero invece, che è la maleducazione e l’arroganza di voler andare contro le regole mettendo in difficoltà chi lavora e chi ha la responsabilità della gestione di un evento come la partita, soprattutto in una situazione pandemica mai vissuta – dichiara Roberta Nocelli -.

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I tifosi all’interno dello stadio

Da domenica torneremo a porte chiuse, purtroppo, con la speranza di riaprire presto. Fino al 24 novembre non sarà sicuramente possibile, nel frattempo lavoreremo per migliorare quanto fatto, ma vi chiediamo di collaborare e di agevolare in tutti i modi l’ingresso. Ne riparleremo – conclude la direttrice generale del Matelica -. Ieri siamo stati sciuponi, non abbiamo portato a casa tutto e avremmo dovuto. Resta il rammarico di aver buttato i due punti, anche se sono sicura che questo passaggio ci servirà per crescere. Nel frattempo sfoggiate un sorriso, godetevi un pochino la vita e evitate di avvelenarvi il fegato per cose futili, rispettate il distanziamento, usate la mascherina, lavatevi o sanificatevi le mani e sempre forza Matelica».

 

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