Investimento in bond argentini,
dopo 8 anni vince la causa
Ma le Poste non erogano il risarcimento

GIUSTIZIA - Un medico recanatese dopo un lungo contenzioso con un istituto di credito ha avuto diritto a 120mila euro. Ma nonostante la disposizione di pagamento dal tribunale il bonifico viene rinviato a settembre
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di Laura Boccanera 

Attende 8 anni per il diritto ad avere liquidato un risarcimento danni per un contenzioso con un istituto di credito e quando il 21 luglio tutta la faccenda giunge a conclusione e finalmente il Tribunale dà il via libera per il bonifico le Poste glielo stoppano fino a settembre.

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Alfonso Valori

Ha del surreale quanto accaduto ad un cittadino di Recanati che vede i suoi soldi bloccati e che dopo aver atteso tanto dovrà, per burocrazia, pazientare ancora un altro mese. La vicenda viene raccontata da Alfonso Valori, legale di un medico recanatese che nel 2012 intenta causa assieme all’anziana madre ad un istituto di credito con sede nel meridione. Al centro la questione dei titoli, i famosi bond argentini. Ci vogliono 8 anni di causa legale prima che il medico ottenga soddisfazione dalla giustizia che stabilisce che effettivamente ha diritto al rimborso. Da 200mila euro la somma diventa circa 120mila e dopo altri mesi di trattative e lungaggini il tribunale dispone alle poste che gestiscono il servizio di effettuare il bonifico. Ma da 21 luglio sul conto corrente del recanatese quei soldi non arrivano mai. Il legale decide di capirne il motivo e dopo un colloquio col direttore emerge che sebbene il pagamento sia stato disposto dal tribunale, gli uffici devono calcolare gli interessi e, ormai, essendo agosto, il servizio ripartirà a settembre. «Da cittadino prima che da avvocato mi vengono delle domande – afferma Valori – procedure borboniche che sono francamente incomprensibili. Mi chiedo il perché il tribunale non riveda l’affidamento del servizio ad un istituto più efficiente. E’ veramente una beffa che dopo 8 anni di causa il mio cliente debba attendere ancora un altro mese prima di ottenere quello che è un suo diritto, soldi che sono fermi alle poste».

 



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