Torna dalla Cina per il Covid,
si laurea a Colmurano via web
«In Italia nessun controllo»
UNIVERSITA' - Sara Seri ha terminato gli studi Lingue e Civiltà orientali con una grande festa in chat con i suoi compagni da tutto il mondo. La sua borsa di studio era stata interrotta dal coronavirus. «Bello ritrovarsi e celebrare, al ritorno ho fatto una quarantena volontaria»

Sara Seri festeggia la laurea a Colmurano
di Marco Ribechi
Si laurea in Cina ma discute da Colmurano via web causa coronavirus. In aereoporto nessuno controllo: «Mi sono messa in quarantena da sola». Festeggia la fine del suo percorso universitario Sara Seri, iscritta alla facoltà di Lingue e Civiltà orientali alla Sapienza di Roma ma con percorso a doppio-titolo con la Beijing Waiguoyu Daxue di Pechino. Grazie a una borsa di studio nel 2019 la ragazza, originaria del piccolo comune del maceratese, si era trasferita nel gigante asiatico per terminare il percorso triennale. Esperienza bruscamente interrotta dal coronavirus che di tutta fretta l’aveva riportata in patria. «Nonostante il fuso orario si sono continuate a tenere le lezioni telematiche in lingua sulla cultura cinese – spiega la neolaureata – purtroppo dopo soli cinque mesi ho dovuto interrompere il mio soggiorno che mi aveva permesso di immergermi nella cultura cinese attraverso l’apprendimento, il cibo, le varie escursioni fatte dentro e fuori la capitale Pechino».

Nonostante la dimensione internazionale a far da padrona è sempre la pizza
Particolarmente piacevole la vita nel college dove Seri si è inserita in un gruppo di studenti internazionali con cui ha condiviso splendide esperienze. «Una favolosa atmosfera di condivisione e amicizia oltre ogni differenza – spiega Seri – non solo un gruppo di 30 compagni di corso italiani con cui sono partita, ma anche amici dal Giappone, Pakistan, Sri Lanka, Papua Nuova Guinea e Malesia, con i quali condividevo lezioni o la vita quotidiana». Il covid19 ha però bloccato qualsiasi attività, lo stesso campus è stato posto a rigide restrizioni per evitare che il virus entrasse al suo interno. «Gli stessi professori sono diventati delle figure genitoriali – dice Seri – specialmente con l’iniziale diffusione dell’epidemia in Cina. Più volte al giorno ci veniva misurata la temperatura e controllata la salute, fino alla diffusione del virus in Italia. Ad ogni lezione ci veniva chiesto il nostro stato di salute, è stato piuttosto stressante ma mi sentivo tutelata».
Purtroppo in Italia la cosa è andata diversamente: «Nessuno mi ha controllata in aeroporto o nei giorni successivi – continua – per questo volontariamente ho scelto di fare 15 giorni di quarantena che poco dopo sono diventati mesi, vista la situazione nazionale». Oggi la soddisfazione più grande è stata quella di ritrovare in una chat collettiva i tanti compagni di corso sparsi per il mondo, ognuno nel proprio paese per brindare alla fine del percorso di studi.

La sessione di laurea “mondiale” on line

A leggere alcune dichiarazioni nell’articolo sembrerebbe che la CINA sia il paese top al mondo per trasparenza dell’informazione, massima attenzione contro la diffusione dell’epidemia, generosità verso il resto del pianeta con le mascherine di cui colpevolmente le è stato lasciato il monopolio della produzione aggravando inizialmente la situazione in Occidente, basta ricordare fino a poco tempo fa’ i numerosi articoli, anche su C.M. specialmente a Macerata, con i quali si esaltavano forniture “gratuite” da parte di cittadini ed organizzazioni cinesi.
Siccome sono abituato a leggere su vari siti d’informazione per fare poi la media ponderata di tutto ed infine un’idea personale non credo molto agli SPOT PRO CINA per diverse ragioni:
proprio stamattina sul Corsera ho letto la classifica mondiale per infettati e deceduti ne elenco solo alcune posizioni:
01) USA……… con 129.437 decessi
02) BRASILE……… 61.884 ”
04) ITALIA………. 34.833 ”
poi al
19) CINA………… 4.641 ” e 83.000 INFETTATI…????
ricordo molto bene che tali dati della CINA sono fermi, immutati ad inizio anno…!!!
sono credibili tali dati anche per il regime tutt’altro che democratico (basta vedere gli ultimi sviluppi su HONG KONG) e tutto quello che è successo all’inizio della pandemia con i ritardi informativi al mondo e la persecuzione del medico cinese che ha fatto la scoperta a fine 2019, poi morto…???
Secondo me la CINA non è credibile anche perchè quasi tutti i virus provengono dal suo territorio e per le abitudini alimentari che non sono paragonabili per sicurezza alle nostre.
Tanto per non cambiare proprio pochi giorni fa’ è stato scoperto l’ennesimo nuovo virus proveniente da allevamenti di maiali in CINA.
A proposito di mascherine, qualche settimana fa’a PRATO sono stati arrestati 18 imprenditori cinesi per produzione farlocca, con forniture alla Regione Toscana con incassi veri per quasi 100 milioni di euro, in fabbriche quasi prive di sicurezza, con orari paragonabili a schiavismo e presenza di cinesi irregolari.
Sii Seria ritorna in Cina e rimanici