di Enrico Maria Scattolini
INTERESSANTE E PIACEVOLE LA VIDEOCHAT (+) sugli “Invincibili”. Che il 3 maggio 2015 ricondussero la Maceratese fra i professionisti.
COMPLIMENTI ALLA SOCIETA’ BIANCOROSSA (+) per aver riproposto alla propria tifoseria, al momento in surreale stato di ibernazione, i celebri beniamini di un trionfale campionato. Vinto senza l’ombra di sconfitte.
ED ALLA AGILE CONDUZIONE del collega Benedetto Verdenelli (+). Professionale come al solito.
CONVITATO DI PIETRA la dottoressa Tardella.
NEL SENSO DI UNA PRESENZA INCOMBENTE, ma allo stesso tempo invisibile e perciò muta (-).
E QUESTO E’ STATO UN ERRORE (—), perché, a mio parere, è improponibile rievocare gloriose imprese senza una citazione – magari di sghembo – alla figura ed al decisivo ruolo di chi le ha consentite.
APPUNTO Mariella nostra (+++).
LA QUALE, IMPERTURBABILE, MI CONFESSA PERO’ CON UN PO’ DI AMARO IN BOCCA (+): «Non sono rimasta sorpresa, perché questo è il mondo del calcio».
ED AGGIUNGE (+): «Io so quello che ho fatto per la Maceratese. Il massimo possibile: ci avrebbe assicurato duratura tranquillità, a buon livello, se la città e le autorità locali mi avessero dato il sostegno necessario».
E CONCLUDE (+): «Cinque anni di campionati al vertice sono storia. Probabilmente irripetibile».
Tutta la gioia della presidentessa della Maceratese Maria Francesca Tardella in tribuna nel giorno della promozione
FIRMANDO IN CALCE con la nostalgia dell’ex Presidente: «Comunque mantengo ancora rapporti con alcuni ex biancorossi di quei tempi. Non li dimenticherò mai!»
OK per tutto il resto (+).
PERFETTI PROTAGONISTA (+) nel brindisi finale, ma soprattutto come unico biancorosso di quella stagione…sopravvissuto nella Rata di oggi.
E QUINDI INEVITABILE TERMINALE degli inviti dei suoi ex compagni a darsi da fare per risollevare le sorti della Rata.
POI GLI ALTRI GIOCATORI (+), alcuni dei quali ancora in attività; comunque tutti legati, anche quelli in pensione, da forti vincoli di affetto con la Maceratese.
ANCORA NEL PIENO DELLE FORZE ROMANO (+), tanto che nei mesi scorsi si parlò addirittura di un suo clamoroso ritorno all’Helvia Recina.
MA QUALE SARA’ LA MACERATESE DEL FUTURO?
PER GAGLIARDINI – intervenuto come ex ds della Rata di allora, ma non proprio in simbiosi con la Tardella – potrebbe avere orizzonti vivaci se l’attuale impasse del calcio dilettantistico venisse superata con la ristrutturazione dell’intero settore (+).
NE HO GIA’ SCRITTO, sarebbe un passaggio fondamentale per poter poi festeggiare in serie D il centenario della società.
NON RESTA QUINDI CHE SPERARE (+). Di questi tempi non è poco!
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Ha fatto il massimo, l’ha fatta sparire!
Per dare il giusto peso alle cose…
io credo che la ex presidente sia stata una gran conoscitrice di calcio, estrema nel rapporto con gli staff dirigenziali e tecnici, quindi anche con i giocatori ,che malgrado l’ottimo rendimento venivano cambiati come nulla fosse…
A livello gestionale ha fatto quello che si era preparata a tavolino.. i giudizi poi li darà chi di dovere.. noi poveri mortali possiamo solo immaginare
Nel momento che poteva non ha voluto. Nel momento che tutti erano ai suoi piedi, per i risultati conseguiti e quelli che si prospettavano, invece di contattare altri personaggi che erano pronti a salire sul caro dei vincitori, invece di confermare gli aiuti, Lei si è isolata, non ha chiesto, anzi ai collaboratori più stretti gli ha dato il benservito. Era convinta che le gesta degli “invincibili” fosse non solo merito suo, ma che lo erano perchè, Lei stessa lo era.Certo era all’apice: in Società, tra i tifosi (santa Mariella)in federazione (componente del direttivo della Lega Pro) Un ascesa talmente improvvisa che ha messo a nudo il suo carattere e la sua volontà di accentratrice.Poi quando i” nodi sono arrivati al pettine”si è trasformata in Sansone e con lui ha fatto morire tutti i Filistei…..
Vergognosa e ingiustificata ingratitudine. Complimenti.
Sarà interessante vedere tra quanto tempo, ammesso e non concesso che ci riesca, la Maceratese riuscirà a ritornare ai livelli cui Mariella Tardella l’aveva portata.
Nel frattempo mi permetto di ritenere che ai suoi immemori detrattori si attaglino alla perfezione le parole dell’acuto storico Charles Pinot Duclos: “L’ingratitudine domanda senza pensare, riceve senza pudore e dimentica senza rimorsi”.
Quando si parla della Tardella, per fare un’analisi onesta, occorre giocoforza distinguere l’aspetto sportivo da quello caratteriale-dirigenziale.
Per quanto riguarda quello sportivo, tanto di cappello, anche se a mio modesto parere più che di competenza calcistica si è trattato di bravura/fortuna di aver trovato allenatori giovani e vogliosi di emergere e dirigenti devoti e entusiasti, che hanno spesso messo da parte orgoglio ed amor proprio sopportando comportamenti più che vessatori, nonchè giocatori che hanno reso sopra le aspettative, molti dei quali non hanno più replicato le prestazioni rese nella Maceratese.
Per quanto riguarda l’aspetto caratteriale-dirigenziale, basta dire quello che tutti sapevamo e che hanno ribadito molti invincibili ossia che la Tardella, nell’anno della storica promozione in Lega Pro, ha fatto di tutto per non vincere il campionato.
Stendiamo poi un velo pietoso sulla conduzione economica della società, settore giovanile compreso, e come sono stati trattati gli allenatori, i collaboratori, dai custodi ai magazzinieri, i fornitori, i ristoranti dove mangiavano i giocatori, gli alberghi che ospitavano i ritiri, gli ostelli dove erano alloggiati i ragazzi delle giovanili che venivano da fuori ecc.
Concludendo la Tardella mentre ci stava facendo sognare, stava contemporaneamente creando le premesse per l’incubo in cui siamo caduti e dal quale speriamo di uscire presto.
Forza SS Maceratese, Forza Prescia, Forza Moro e Forza Cluentina.