Aldo Ascani, dj in salone
Un gruppo Whatsapp come discoteca
«La musica è il mio rifugio»

DA CASA - Il re della movida civitanovese ha radunato gli amici e i clienti in una chat dove condivide le sue compilation. «Sono nato come deejay al Green Leaves, la musica può alleviare questo isolamento»
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Aldo Ascani dj dalla sua casa a Porto Recanati

 

di Laura Boccanera

«La musica è stata il mio rifugio in un momento difficile, oggi ritorno a fare il dj durante la quarantena». Aldo Ascani, proprietario de La Serra, esponente creativo di una dinastia della movida della costa maceratese ha raccolto i suoi amici in un gruppo whatsapp e tramite ciò che sa fare meglio continua a dispensare pillole di musica. Si fa fatica ad immaginarlo in tuta, nella sua casa di Porto Recanati, senza lo scintillante mondo di luci, bollicine e ricercatezza, ma in questo periodo di quarantena un po’ tutti siamo tornati all’essenziale e per Ascani, questo, coincide con la musica.

Chiuso nella sua casa, in famiglia con moglie, figli e, il “quarto figlio” il delizioso barboncino Teo anche Aldo Ascani è costretto a svolgere quelle mansioni domestiche come il ritocco della siepe e altre incombenze casalinghe, ma è in un angoletto del salone che ha ricavato il suo mondo. «E’ stato naturale avendo un più tempo a disposizione e avendo da giovane fatto il dj tornare a mettere musica. Il gruppo? Un gesto piccolissimo fatto col cuore per regalare musica e canzoni, sono queste il mio rifugio».

Ed il gruppo costituito su Whatsapp ha 140 membri, per lo più amici, conoscenti, clienti ed è stato chiamato proprio “Il rifugio della musica”. «A casa ho tutta l’attrezzatura. Io sono nato come deejay al Green Leaves, poi col passare del tempo, all’età di 26 anni mi sono dedicato alla direzione artistica, occupandomi di selezionare i dj che avrebbero poi suonato nei nostri locali. Ma è dal 2011 che la musica è tornata nella mia vita. In mezzo però c’è stata anche la mia esperienza con la malattia».

Nel 2007 Aldo Ascani scopre tramite alcune analisi di routine che qualche valore del sangue è sballato. Ma per i medici non è un dato preoccupante. «Ma io sono ipocondriaco e ho continuato a tenerlo d’occhio – continua – poi la situazione nel 2008 cambia e scopro di avere una leucemia mieloide acuta, in pratica il mio midollo non funzionava bene. E nel 2009 arriva il mio angelo, un donatore compatibile tedesco a cui devo la mia vita. Ho subito un trapianto midollare da donatore esterno ed è stato la cura definitiva. Dal 2011 ho ripreso in mano la musica perché ho capito che non potevo starne senza e sono nati format di successo, al Babaloo e poi nei locali civitanovesi. In pratica mettevo la musica che mi sarebbe piaciuto ascoltare se fossi stato in pista per divertirmi. E ora stando a casa mi è sembrato carino regalare alcuni brani della mia collezione di 20mila pezzi ad amici. Ogni giorno faccio una nuova compilation e la condivido. A volte anche qualche diretta su Facebook nella quale oltre che mettere musica racconto a parole anche qualche cosa. E’ un piccolo gesto per alleviare questo isolamento, una problematica che finirà nei libri di storia. Questo non è che il mio modestissimo contributo per gli amici».

Aldo Ascani questo pomeriggio mentre prepara una nuova compilation

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